Terremoto Giappone: rimpatriato personale VW e BMW

Volkswagen e BMW hanno annunciato di aver iniziato a riportare in patria i propri lavoratori impiegati in Giappone, a causa dei pericoli causati dalle esplosioni nella centrale nucleare di Fukushima

da , il

    terremoto giappone pericolo nucleare

    Le case costruttrici Volkswagen e BMW hanno deciso di rimpatriare parte del proprio personale impiegato in Giappone in seguito al crescere dell’allarme sui rischi di contaminazione nucleare. Il terremoto e lo tsunami che hanno colpito il Paese la scorsa settimana hanno infatti danneggiato pesantemente alcune centrali atomiche, in particolare l’ormai famoso impianto di Fukushima. Nonostante gli appelli alla calma delle autorità nipponiche, per non correre ulteriori rischi le due aziende tedesche hanno preferito riportare a casa i propri dipendenti.

    Un portavoce di Volkswagen ha fatto sapere ad Automotive News di aver richiamato 30 dei 40 lavoratori tedeschi attualmente impiegati in Giappone. La casa costruttrice ha circa 600 dipendenti nel Paese asiatico tra personale tecnico e commerciale.

    Anche BMW ha più di 750 lavoratori in Giappone e a quanto riporta la fonte citata avrebbe dato a tutti i tedeschi la possibilità di tornare a casa. Ad oggi sarebbero 50 i dipendenti BMW nel Paese ad aver colto questa opportunità lasciandosi alle spalle la devastazione e i rischi conseguenti al terremoto in Giappone.

    Anche altre Nazioni starebbero iniziando a richiamare i propri lavoratori attualmente impegnati sul territorio giapponese. Il primo ministro francese Francois Fillon, ad esempio, ha confermato di aver iniziato le operazioni di evacuazione. Al contrario, a quanto si apprende gli Stati Uniti non avrebbero consigliato ai propri cittadini di lasciare il Paese in seguito al terremoto e alle sue conseguenze.