Tesla Roadster: in vendita anche in Italia

Tesla Roadster: in vendita anche in Italia

La vettura ha un prezzo d’acquisto non certo popolare, mediamente 100 mila euro, anche perché con qualche accessorio in più è possibile far lievitare il costo fino, quasi, 110 mila euro

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    E, finalmente, è arrivata anche in Italia l’auto di cui non si è voluto privare Arnold Schwarzenneger, la Tesla Roadster con prestazioni brucianti nonostante si stia a parlare di un’auto elettrica.

    La vettura ha un prezzo d’acquisto non certo popolare, mediamente 100 mila euro, anche perché con qualche accessorio in più è possibile far lievitare il costo fino, quasi, 110 mila euro. La vettura si acquista attualmente via web versando il 10% di caparra, che eventualmente è possibile vedersi rimborsare all’indirizzo mail: srochefort@teslamotors.com .

    Inedita l’assistenza post vendita, anche se alla Tesla non hanno dubbi, una vettura del genere non si guasta e richiede una manutenzione scarsissima, si pensi che le batterie di sostituiscono a carico del produttore dopo aver percorso circa 60 mila chilometri oppure sette anni di vita dell’auto. Qualsiasi intervento, comunque, a cominciare dalla sostituzione degli accumulatori e per continuare con qualche intervento straordinario, viene compiuto a carico dell’azienda al domicilio del cliente, alla stessa maniera l’auto viene consegnata a casa del cliente.

    Parliamo di una vettura strepitosa, una due posti messa a punto dalla Tesla Motors ma prodotta dalla Lotus su progetto in parte anche italiano, con accelerazioni da record, meno di 4 secondi per passare da 0 a 100 orari, si pensi alla Ferrari 599 che accelera soltanto in qualche millesimo di secondo in meno, eppure la Tesla Roadster essendo elettrica “ consuma “ se così si può dire, soltanto batterie agli ioni di litio e non benzina, che consentono un’autonomia di marcia di ben 400 chilometri.

    Parliamo di un’auto che, per stessa ammissione dei suoi costruttori, ha uno schema costruttivo molto semplice, il solo rotore del motore che provvede al movimento, come fosse un frullatore, insomma, al contrario di quanto avviene con i motori termici che assicurano il movimento muovendo qualcosa come 100 parti diverse, questo spiega la scarsissima manutenzione di quest’auto affidata per lo più all’elettronica sempre più sofisticata, per’altro.

    Inedito è anche il cambio marce affidato al Power Electronics Module che gestirà il tutto.

    Il PEM (Power Electronics Module) è il cuore di tutto, come in un computer qui tutti i sottosistemi sono completamente elettronici e sotto il diretto controllo del software. Diversamente dalle macchine elettriche di minor qualità, dove questi sistemi sono indipendenti e sistemati disordinatamente. Il PEM così controlla anche la coppia motrice, lo stato di carica, e la frenata rigenerativa, e monitorizza ad esempio il voltaggio erogato dalla Batteria, la velocità di rotazione del motore, e le temperature del motore e dell’elettronica.

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