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Think City: l’utilitaria elettrica norvegese

Think City: l’utilitaria elettrica norvegese

Think City: l'utilitaria elettrica norvegese

da in Auto Elettriche, Concept Car
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    Chi è andato in Norvegia non ha potuto esimersi dal visitare Oslo, che colpisce per la sua ricchezza e per la qualità della vita, in termini economici, che riesce a trasferire ai suoi abitanti e si vede, eccome. La grossa contraddizione che potrebbe cogliere di primo acchito e che invece basa proprio la filosofia dei norvegesi e che, di fronte a tante supercar, lussuosi alberghi e dimore sontuose, ci si accorge di un fatto davvero insolito.

    Il fatto è rappresentato da un’azienda locale, di dimensioni ridotte, come l’auto che produce, una city car che se riesce ad insediarsi nelle scelte dei potenziali acquirenti, così come, sommessamente ha cominciato a fare, senza rinunciare ad una tipologia di messaggio volutamente allegra e un po’ scansonata, potrebbe rappresentare la sua fortuna e la “felicità” di chi l’acquista.

    Si chiama Think City, ha forme essenziali un po’ da cartoon, lo si intuisce bene guardando i fari molto disneyani, ha dimensioni ridotte per lunghezza ma sufficientemente alta per garantire un comodo accesso a bordo e 2+2 posti adeguatamente confortevoli pur nelle dimensioni un tantino bonsai.

    Altra sorpresa, anche se stiamo abituandoci sempre di più ai motori elettrici, la Think City ha un piccolo propulsore elettrico che eroga una potenza di 40 cavalli con un autonomia di marcia poco inferiore ai 200 chilometri. Risultato, la city car non inquina, non emette alcun rumore, al di là del rotolamento delle gomme, ha batterie di poco ingombro poste sotto i sedili degli occupanti dei passeggeri anteriori e, come visto, un’ottima economia di marcia che la rende preziosa in città.

    Prima era una Ford
    Si diceva che a costruirla sia una piccola azienda, ma non certo nelle ambizioni, visto che le vendite di questa city car inizieranno quest’anno in Danimarca, Inghilterra, Norvegia e Svizzera, poi sarà nel 2009 la volta di altri Paesi. La storia della piccola Casa norvegese viene da lontano e vide Ford all’inizio unirsi alla cordata, poi, per tutta una serie di motivi, la Casa americana rinunciò al sodalizio e adesso Think ci riprova, con questa city car dal prezzo non indifferente, oltre 20.500 euro, ma chissà, col tempo che non si possano abbattere anche questi costi.

    Le prime prove
    Chi si è seduto a bordo della Think registra una certa desolante sensazione di povertà, plastica, non di qualità eccelsa a sormontare il tutto, e colori un po’ smorti; nel confronto la Tata Nano addirittura ci guadagnerebbe e forse i norvegesi, per il solo fatto di costruire l’auto in una delle Nazioni più ricche del Vecchio Continente, dovrebbero puntare anche a quel minimo di attenzione verso le rifiniture che, visto il prezzo di vendita della vettura, dovrebbero essere quanto mai attenzionate. Però, pare non mancare nulla a bordo ed ecco finalmente la vera differenza con un’auto low cost di tipo indiano, al di là del propulsore ben diverso. Intanto la Think City ha alzacristalli elettrici, volante regolabile in altezza e profondità, specchietti retrovisori esterni regolabili elettricamente e questo non è poco. Ma c’è un neo che non passa inosservato, se siete molto alti e oggi le attuali generazioni lo sono, avrete difficoltà a stare a bordo della city car, perché il tatto spiove costringendovi a qualche contorsionismo antipatico; strano, visto che i norvegesi sono quasi tutti di statura alta.

    Ricca dotazione di bordo
    Alla fine, nei numeri, in fatto di prestazioni e di potenzialità dell’auto siamo in questi termini; la Think City ha una potenza che, per essere precisi, è costituita da 41 cavalli, anche se la prima serie costruita non ha raggiunto questi spunti, ha batterie al sodio/nichel/cloruro che si ricaricano in 10 ore collegandosi alla rete elettrica di casa, dell’autonomia s’è parlato, ma non della velocità massima, di tutto rispetto, si pensi che la vettura raggiunge ben 100 km/h, ha trazione anteriore, cambio automatico ed è lunga 3 metri e 12 centimetri, larga 1 metro e 60 e alta poco più di un metro e mezzo ed un bagagliaio adeguato in fatto di capienza di carico.

    L’equipaggiamento di serie comprende, l’ABS, l’airbag solo per i passeggeri anteriori, il servosterzo elettrico di serie. Come optional si possono avere, i cerchi in lega leggera, che costano 700 euro, circa, la chiusura centralizzata, poco meno di 400 euro, un buon impianto radio/cd/mp3 a 200 euro e il tetto panoramico a 1.400 euro.
    C’è da dire che in Norvegia l’hanno prenotata più di mille persone, vedendola soltanto girare nei test di prova, ma nel Paese nord europeo molte cose sono diverse che da noi, una fra tutte, l’energia elettrica, a basso costo, visto che in Norvegia il 98% dell’energia viene prodotta da centrali idroelettriche e la coscienza ecologista dei norvegesi è ben diversa dai popoli meridionali d’Europa, Italia compresa. Però la Think potrebbe essere una buona alternativa per chi la sceglie come seconda auto da città, ma a quel prezzo, considerate le condizioni degli stipendi e del loro potere d’acquisto dalle nostre parti, è ben difficile che ciò avvenga.

    Il confronto con la concorrenza
    E, poi, per finire non mancano le concorrenti, la Venturi, che gira per le strade del Principato di Monaco ne è un esempio, anche se costa di più, circa 28.000 euro, ma la vera novità dovrebbe arrivare proprio dalla Smart che di city car ne capisce eccome. La Smart elettrica avrà un propulsore che svilupperà l’identica potenza della Think e, nello stesso confort previsto per le Smart tradizionali, promette costi d’acquisto più bassi. Per adesso è un prototipo che gira per le strade londinesi, ma presto potrebbe sbarcare sul mercato e per la Think avere un competitors tanto invadente come la Smart è una bella gatta da pelare. Ma chissà, che ogni impedimento non possa essere, domani, un vantaggio, insomma, chissà che col tempo, tanta concorrenza non spingerà le Case a realizzare prodotti validi, costruiti da un’industria attrezzata come in genere quella automobilistica sa fare, a prezzi di vero realizzo, chissà!

    Fonte: Auto Oggi

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