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Toyota Aygo, piace anche in versione Deejay!

Toyota Aygo, piace anche in versione Deejay!
da in Auto nuove, Toyota, Toyota Aygo
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    Un piccolo giallo ha avvolto la nascita della Toyota Aygo, nata quasi sotto mentite spoglie, abilmente celata agli sguardi indiscreti, pronta per l’ anteprima al Motor Show di Bologna. In quella sede, dove si voleva presentarla in pompa magna con degli accorgimenti alla carrozzeria per far crescere il patos nel pubblico e nella stampa specializzata , una sorta sorta di rinascita l’ avrebbe dovuta avvicinare ad una vera e propria propria primizia. Peccato però, che la stampa specializzata ha carpito il “ segreto “ della giapponese, molto prima del suo debutto, il risultato è stato che la Aygo, che già girava da un po’ per le strade di Roma, poco abilmente camuffata, in una gamma strana di colori, è stata riconosciuta alla kermesse emiliana dove, mettendo a confronto le prime indiscrezioni, s’ è ben visto che proprio di primizia non si trattava proprio, anche perché di essa si conosceva tutto, persino il suo DNA, così come la prima presentazione al Salone dell’auto Ginevra.

    Il motivo di tanta confusione e da ricercarsi in un’ incomprensione fra la stampa e la filiale italiana Toyota, la quale chiese ai giornalisti, che si trasmettessero soltanto le foto che ritraevano l’ auto nel colore grigio scuro, della versione tre porte senza navigatore satellitare, al suo debutto. Le novità che si volevano celare erano tutte racchiuse nella gamma di colorazioni appariscenti e nelle dotazioni particolari che l’ auto racchiudeva in sé fin dalla “ culla “ e che si intendevano svelare al Motor Show di Bologna. Risultato: Di toyota vengono carpiti tutti i segreti e la vera anteprima per questa vettura è che alla rassegna bolognese tutti conoscono tutto della Aygo. Peccato per la Casa giapponese poco accorta , che mal comunica persino con le proprie filiali, le proprie strategie aziendali.

    Poco male, comunque, al di là di questo “ scivolone “ la Aygo ha colpito lo stesso i presenti al Salone per lo stile, parliamo di un design che riporta l’ auto ad un piccolo scostamento dai modelli occidentali avvicinandoli a quelli giapponesi della stessa Casa. Tuttavia la piccola Toyota, è pur sempre piacevole a vedersi, non foss’ altro per il fatto che certi elementi, riscontrati nella vettura, sono di sicuro impatto visivo, vedi i paraurti pronunciati che l’ avvolgono racchiudendola e proteggendola, insieme con i montanti sopra le ruote che danno quel senso di tenuta di strada enfatizzato allo sguardo prima che alla guida. La Aygo, inoltre, dovrebbe rappresentare una svolta stilistica per tutto il gruppo, ma il condizionale ci sia concesso, perché non si capisce bene se quest’ auto si adeguerà al family feeling della Casa nipponica o viceversa. Quel che è certo è che la vettura, nel design, si integra perfettamente col concetto di compatta eclettica per tutti gli usi, così come interessanti sono parsi subito i nuovi gruppi ottici anteriori e posteriori che formano un tutt’ uno omogeneo con il corpo auto. Anche gli interni sono inediti, quanto meno moderni, sedili ridisegnati e avvolgenti e plancia ben inserita nel contesto dell’ abitacolo con la soluzione, doppia tonalità, danno un segno distintivo del lavoro dei progettisti nipponici. Attenzione però, il merito non va solo a quest’ ultimi, il progetto è stato condiviso fin dai primordi dal gruppo PSA a cui va il merito di aver sviluppato soluzioni interessanti fin dalle fasi progettuali.

    Comoda e accogliente per quattro persone

    Solo quattro sono i passeggeri che Aygo potrà accogliere a bordo, ma questi hanno a disposizione un abitacolo di tutto rispetto, frutto di soluzioni già riscontrate in modelli di categoria più alta. Piccola pecca, tuttavia, per l’ abitabilità dei passeggeri posteriori. Il segreto, però, di un indiscusso confort, si cela aprendo la portiera e notando lo sbalzo ridotto della vettura e il passo ampio, che ha permesso alla Casa giapponese di sfruttare in maniera quasi esasperata lo spazio disponibile. Ed è proprio da questi concetti evolutivi che riscontriamo il lavoro del Gruppo PSA: la Peugeot 107 e la Citroen C1, adottano le stesse soluzioni. Tuttavia originalissima l’ idea del tutto concentrato, ovvero gli strumenti racchiusi nello spazio in cui è allocato lo sterzo con possibilità di inclinarlo insieme ad esso, evitando le limitazioni di visibilità esterna ai passeggeri ostacolati dalla strumentazione di bordo e dando al conducente la massima visibilità e accessibilità al quadro strumenti.


    Sicura all’ inverosimile

    Il lavoro congiunto di Toyota e Guppo PSA ha fatto centro in Aygo. Soluzioni già riscontrate su Peugeot e Citroen, quest’ ultima regina dei crash test nei collaudi di cui si è già parlato, si rilevano anche nella piccola Toyota. Un’ ampia resistenza agli urti dovuta alla caratteristica dell’ acciaio galvanizzato in grado di distribuire il carico dell’ impatto su tutta la superficie dell’ auto, arricchita anche del sistema MICS, che limita l’ intrusione da corpo estranei esterni preservando i passeggeri da traumi gravi in caso di incidente è quasi un’ esclusiva per quest’ auto. Air bag, anteriori e laterali, con possibilità offerta di operare sul disinserimento di uno di essi, quello del lato passeggero anteriore, in caso di particolari impieghi della vettura; pretensionatori delle cinture, sistema ISOFIX per i seggiolini dei bambini, riscontrato anche in Renault, paraurti “ gentile “ verso i pedoni, completano la dotazione dell’ auto. Anche l’ impianto frenante è di ultima generazione, come l’ ABS e il sistema EBD che ridistribuisce la frenata sulle quattro ruote in maniera omogenea, evitando impennamenti ai freni e incertezze quando questi agiscono in condizioni estremizzate di impiego.

    I motori, uno di essi, vera e propria “ piuma “
    La corona di reginetta alla Aygo spetta anche ai motori, due quelli offerti, il primo di appena un litro, a benzina, capace di una potenza di 68 Cv, che pesa soltanto 69 Kg. A bassa emissione inquinante, il secondo un 1.400 cc diesel realizzato dal Gruppo PSA.
    La Aygo è offerta nelle versioni base e Sol. Per tutte e due le versioni l’ offerta prevede, oltre a quanto già accennato in precedenza, servosterzo, climatizzatore, alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata con telecomando. Solo per la Sol, nuovo impianto radio RDS con lettore CD a sei uscite e ingresso per collocare dispositivo MP3, cerchi in lega leggera da 14 pollici, fari fendinebbia.

    La Aygo è una buona alternativa a Yaris, essendo leggermente più ridotta utilissima nel traffico urbano pertanto, è comoda all’ interno, anche se i passeggeri posteriori di alta statura sono un po’ sacrificati urtando con le ginocchia i sedili anteriori, così come poco è stato fatto per aumentare il bagagliaio dell’ auto che risulta un po’ inadeguato. Al di là di questo, soddisfano i propulsori, il piccolo 1.000 è abbastanza brioso e accattivante per tutte le versioni, quanto promesso nella scheda auto è riscontrabile su strada a cominciare dai freni sicuri e affidabili in tutte le condizioni di utilizzo.

    La Aygo la potremo acquistare, fin dal prossimo anno, con prezzi mai al di sotto, anche per la versione base, degli 8.500 euro. Una scelta ardita quest’ ultima per Toyota, visto che in Europa, auto molto vicine all’ Aygo, costano meno e questo potrebbe rappresentare un grosso problema per la Casa giapponese.

    Da notare, come suggersicono le foto, una versione speciale della Aygo, per gli amanti della musica. Una Aygo deejay che permette di trasformare questa macchina in una vera e propria consolle. Un modello davvero unico!

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