Traffico cittadino: Sartre, nuovo progetto dell’UE

Traffico cittadino: Sartre, nuovo progetto dell’UE

Sta per essere lanciato il progetto Sartre, Safe Road Trains for the Environment, grazie a un programma implementato dall’Unione Europea

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    Traffico Cittadino Sartre

    Ormai siamo abituati ai piloti automatici, tecnologie che in un modo o nell’altro conferiscono all’auto una sorta di intelligenza motoria: per assistere nel traffico cittadino, per perfezionare il parcheggio, per prevenire gli incidenti o semplicemente per guidare e basta.

    L’ultimo progetto presentato è Sartre, finanziato dall’Unione Europea in persona.
     

    Oltre a fornire assistenza al pilota, garantendo una guida più sicura, Sartre permette di regolare anche i consumi e le emissioni di CO2. Sartre sta per Safe Road Trains for the Environment, ossia “convogli stradali sicuri per l’ambiente”. Al progetto collaborano aziende provenienti da tutta Europa, tra cui gli svedesi di Volvo. L’obiettivo di Sartre è di trasformare il traffico cittadino in una sorta di onda meccanizzata: ogni auto procede alla stessa velocità di marcia e viaggia a soli pochi centimetri di distanza dalle altre vetture.
     

    La tecnologia che guida i veicoli rende impraticabile qualsiasi guizzo di fantasia: nessun incidente potrà mai capitare se tutte le auto “comunicano” tra loro e si muovono in maniera coordinata l’una dopo l’altra, portando i passeggeri indenni a destinazione. I tempi risulterebbero fissi, come quelli dei treni, e chi guida con Sartre in realtà non dovrà più preoccuparsi di girare il volante. Ogni convoglio avrebbe un determinato veicolo capofila, il quale detterebbe, in sostanza, il ritmo di marcia per tutti. Insomma, addio problemi di traffico cittadino, con tutti i riverberi positivi per la sicurezza stradale.

     

    Ovviamente, la grande rivoluzione difficilmente potrà avere tappe intermedie. Affinchè il sistema Sartre sia davvero efficace, ogni veicolo dovrà subire lo stesso, totalizzante controllo. I problemi pratici per cui, come è bene ricordare, non sono da sottovalutare. I primi prototipi saranno messi su strada già nel 2011, per il collaudo decisivo. Nessuna sorpresa, quindi, se gli stessi capi-progetto di Sartre mettono le mani avanti: “Potrebbe essere un’utopia”, hanno dichiarato. Ma dopotutto, con i finanziamenti dell’Unione Europea è legittimo credere nei sogni.

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