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Uber Milano, Taxi: il tribunale lo dichiara illegale

Uber Milano, Taxi: il tribunale lo dichiara illegale
da in Consigli e Guide
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27/05/2015 09:25

    Uber Milano Taxi

    Ormai è da tempo che se ne sente parlare su tutti i mezzi di informazione, anche in modo crossmediale e multipiattaforma: le applicazioni Uber ed Uberpop, assieme allo sciopero dei tassisti. I problemi sollevati proprio dallo sciopero dei tassisti a Milano non sono da tenere in secondo piano, perchè attualmente non c’è una precisa legislazione in merito al tipo di servizio offerto ed alla regolamentazione delle applicazioni per smartphone che hanno un risvolto economico e commerciale. Eppure il problema si è fatto sentire con disagi e tensioni, che non sono mai state placate del tutto. Ma cerchiamo di capire qual è il quadro generale della faccenda.

    TAXI, SCIOPERO AUTO BIANCHE FOTO 3

    Innanzitutto, cosa sono Uber ed Uberpop? Sono entrambe delle applicazioni per smartphone: la prima permette di segnalare il bisogno di un trasferimento in auto, e quindi di prenotare un servizio di NCC (Noleggio Con Conducente), con il relativo recupero del cliente da parte dell’azienda con la conseguente offerta/fruizione del servizio, la seconda coinvolge i privati cittadini che mettono a disposizione la propria auto ed il proprio tempo in cambio di un compenso. Sotto il profilo economico non c’è un prezzo stabilito, da pagare in base alla distanza e/o al tempo impiegato per raggiungere la meta (praticamente come avviene con il tassametro), ma sono il cliente ed il conducente a mettersi d’accordo a priori sul prezzo. Del totale, pagato via app con carta di credito, il 20% spetta all’applicazione. Fatte queste dovute premesse e date le necessarie spiegazioni, le domande e le contestazioni sollevate possono essere ben immaginabili: se un cittadino utilizza un’app per chiamare una società che gli offre un NCC, che fine fa il lavoro del tassista? Ed in più, se un privato cittadino offre un servizio dietro compenso non sta esercitando illegalmente la professione? Tutte domande legittime, e vediamo di dare una risposta.

    La differenza tra il lavoro dell’NCC e del tassista consiste nel come andare a prendere il cliente e nel quando vengono chiamati. Nel primo caso il cliente pattuisce il percorso ed il prezzo in sede di contratto, dopodichè l’autista parte dalla rimessa ed accompagna il cliente a destinazione, per poi rientrare. Nel secondo caso il tassista sosta per strada e raggiunge il cliente dopo la chiamata (che sia fisica, con la classica mano alzata, o telefonica), per poi accompagnarlo a destinazione ed essere pagato sulla base del conteggio fatto dal tassametro. Com’è facilmente intuibile una chiamata, da parte di Uber, verso una società che offre NCC, per far raggiungere un cliente per strada e portarlo a destinazione è abilmente scambiabile con il lavoro del tassista.

    Il servizio in questi giorni è stato bloccato dal Tribunale di Milano, che l’ha dichiarato illegale. Secondo il giudice Claudio Marangoni il servizio, in realtà, favorisce semplicemente l’abusivismo senza apportare un effettivo vantaggio alla collettività. In via cautelare ha così concesso 15 giorni alla società americana per adeguare il servizio alle normative italiane. Milano, poi, si trova anche in periodo di Expo, particolarmente adatto al favorire trasporti e diffusione attraverso il servizio e quindi l’eventuale insorgere di continui illeciti. L’azienda americana ha già deciso di fare ricorso, mentre il Codacons è contrario alla blocco del servizio. Che sia un processo senza fine?

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