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Uso del casco: ecco i casi in cui è permesso trasgredire

Uso del casco: ecco i casi in cui è permesso trasgredire
da in Codice della strada, Confisca-Moto, Mondo auto
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    Multa per guida senza casco

    Nessuna motivazione induce molti, troppi italiani, ad indossare il casco obbligatorio alla guida delle due ruote, men che meno induce i troppi napoletani ai quali questo accessorio “pesa” come un macigno sulla testa al punto che davanti l’evidenza di una multa per questa grave infrazione stradale, non si perdono d’animo e iniziano una battaglia che ieri sembrava senza via d’uscita ma che oggi, alla luce delle recentissime sentenze, apre la strada a precedenti quanto mai pericolosi e facilmente imitabili da chi si ostina a non voler coprirsi la “zucca” quando guida una moto.

    A nulla serve apprendere di sempre nuovi incidenti dalle conseguenze quasi sempre tragiche per i centauri, proprio ieri e oggi, a Napoli, due motociclisti morti e uno ferito e in prognosi riservata per non aver indossato il casco, sono la triste cronaca di una giornata come tante nella vita degli utenti delle due ruote, eppure, cominciano a fioccare i ricorsi ai Giudici di Pace partenopei, con motivazioni tanto strampalate quanto mai accolte a furor di popolo, dalla Magistratura locale.

    Quale motivazione segreta, dunque, potrebbe avanzare un cittadino beccato in flagranza per non aver indossato il casco? A Napoli si sa, la fantasia non manca e così, come si riesce a vendere l’ “aria di Napoli” si spacciano per buone e autentiche, complici un collegio di difesa quanto mai agguerrito, istanze per lo meno bislacche, come coloro che, con tanto di documentazione sanitaria, si difendono per il mancato uso del casco con giustificazioni da addursi ad uno stato di grave depressione, stress mentale, o una più o meno grave emicrania che rende impossibile l’uso dell’accessorio o il suo regolare allacciamento.

    Di contro le Autorità di Polizia nella sola Napoli hanno sequestrato ben 4.500 fra motociclette e scooter con ammende di 70 euro per ognuno colto violando le norme della circolazione e che per i maggiorenni ha comportato anche la perdita secca di 5 punti della patente, con fermo amministrativo della moto per 60 giorni.

    Ma a nulla o a poco servono queste misure repressive, di fronte al dilagare di opposizioni con motivazioni come quelle appena citate, soprattutto se, su 300.000 verbali elevati in un anno, nel giro di qualche giorno sono piovuti ben 10 ricorsi con istanze mediche avvalorate, spesso, da intere equipe di sanitari che, quel che peggio, hanno ottenuto, dal Giudice di Pace l’accoglimento del ricorso avanzato.

    Insomma, si arriva al paradosso di giustificare l’assenza del casco con la supposta “testa dura” di un motociclista e famiglia, che ha davvero giustificato così il suo comportamento, adducendo al coriaceo capo tutte quelle dooti sufficienti a limitare i danni da caduta. Insomma, in questa girandola di contravventori e contravvenzionati e di chi dovrebbe fare rispettare la Legge, sanzionando i comportamenti più assurdi, l’unica consolazione che ci viene è quella di sperare che chi indossa il casco regolarmente alla guida della propria moto lo faccia sempre più conscio di quanto questo accessorio sia valido per salvargli la vita e lasci agli imbecilli stupide giustificazioni che, in caso di impatto col suolo o con altro mezzo, a nulla possono se non a partecipare attivamente al perpetrarsi di una tragedia annunciata.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Codice della stradaConfisca-MotoMondo auto Ultimo aggiornamento: Domenica 05/07/2015 10:19

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