Vendite auto: crolla il mercato del nuovo!

Vendite auto: crolla il mercato del nuovo!
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    Si contrae sensibilmente il mercato dell'auto nuova in Italia

    Nessuna sorpresa nel constatare la flessione avvenuta nelle vendite di auto, quantizzata in ragione del 7,26% in meno del primo mese di quest’anno rispetto a quello dell’anno trascorso. Una flessione che non può non sorprendere se solo pensiamo alla situazione economica del nostro Paese con una contrazione preoccupante dei consumi ridotti all’osso e, proprio l’auto non poteva non soffrirne, visto che, nonostante gli incentivi alla rottamazione, riproposti anche nel 2008, le promozioni auto, periodicamente proposte dalle Case automobilistiche, l’acquisto delle quattro ruote è sempre un impegno gravoso nel medio, lungo termine, per le famiglie italiane.

    Così, l’aver constatato il fatto che a gennaio 2008 si sono vendute 232.207 contro le 250.385 del 2007 è proprio un segno tangibile del diminuito potere d’acquisto delle entrate degli italiani, avvenuto, inesorabilmente con l’introduzione dell’euro e con una politica economica dissennata attuata in Italia. Oltretutto, a dare respiro alle vendite dell’auto provvedeva il credito al consumo che continua a godere di un periodo evergreen ma, con preoccupazione assistiamo che tale trend non riguarda soltanto l’acquisto di beni durevoli, ma anche i meno durevoli, se non addirittura quelli acquistati quotidianamente; in una parola, le carte di credito, strumenti che consentono il pagamento rateale in maniera più semplice ed immediata, gli italiani le usano sempre più per fare la spesa al supermercato, si capisce così perché non ci sono più margini da destinare all’acquisto dell’auto che, gioco forza, va comprata a rate. Di contro si assiste ad un aumento dell’acquisto dell’auto usata, fino allo scorso anno precipitato in basso e, se questo poteva sembrare un normale atteggiamento del mercato, appare quanto mai inquietante adesso, perché questo periodo è interessato dagli incentivi alla rottamazione.

    Lo stesso dato generale che indica la flessione delle vendite delle auto non è sufficiente a denunciare una crisi completa del settore, perché il 7,26% deve ritenersi un dato medio, ma ci sono marchi importanti dove il tracollo è quantizzato in percentuali a due cifre, pensiamo ad Alfa Romeo, dove si son perse il 55% delle vendite, anche Audi non sta meglio, con il 20% in meno e ancora, BMW con il 16%, Citroen con il 5,30% e Chrysler, addirittura, con il 65%, Ford con il 9%, Hyundai con il 36%, Jaguar con il 54%, Mercedes con un -16%, Opel 26%, Peugeot con l’8,8%, Toyota con il 10% e Volkswagen con un meno 6% . Di fronte a tanto sfacelo, rischia di passare inosservato il segno + di fronte a marchi pure importanti come Mini, con + 44,9%, Nissan con un + 89% e Smart, addirittura, con il quasi 100% in più.

    Un segno positivo anche per le marche nazionali che hanno venduto 73.000 auto nel mese di gennaio con uno 0,3% in più. Per quanto concerne i modelli, anche a gennaio 2008 si conferma in pole position la Fiat Grande Punto con quasi 20.000 vetture vendute, segue la Panda con 15.651 vetture nuove, la nuova Fiat 500 con quasi 11.000 nuovi esemplari, e la Lancia Ypsilon con 5.745 vetture.

    E, nel bailamme che è iniziato con il primo mese di quest’anno, altra sensibile contrazione ha riguardato le vetture alimentate a gasolio.

    In una condizione di normalità, tuttavia, la contrazione delle vendite di gennaio 2008, poteva persino essere considerata normale, molti avevano la necessità di acquistare l’auto entro dicembre dello scorso anno, soprattutto per detrarla dalle tasse, oltretutto fino alla fine del 2007 non si sapeva se il governo avrebbe rinnovato o meno gli incentivi, dunque per approfittarne, in molti si sono affollati in concessionaria, così come il petrolio schizzato lo scorso mese a 100 dollari al barile, avrà spaventato molti italiani, al punto da soprassedere dall’acquisto dell’auto destinandolo a periodi di maggiore tranquillità.

    Ma tutto ciò avrebbe senso in condizioni economiche normali, quelle degli italiani invece sono quanto mai anomale e preoccupante e non spiegherebbe semmai il contrario, insomma, come fanno gli italiani a rinnovare il parco auto se, per una larga fetta della popolazione, la terza e quarta settimana del mese, è vista con terrore?

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