Video Incidente A4: Adiconsum invoca le responsabilità

Video Incidente A4: Adiconsum invoca le responsabilità
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    Incidente A4

    Come è ovvio che sia, dopo il gravissimo incidente che ha richiesto un tributo di sangue altissimo, sette morti, avvenuto l’ otto agosto sul tratto autostradale Venezia-Trieste nei pressi di Cessalto in provincia di Treviso, non sono mancate di certo le polemiche di fronte al fatto che proprio quel tratto di strada si è rivelato spesso teatro di tragedie del genere per la carenza di adeguate protezioni fra una carreggiata ed un’altra dell’autostrada. (Il VIDEO dopo il More )

    Emotivamente parlando si rimane già basiti di fronte alla visione dei veicoli che viaggiavano in direzione opposta al Tir responsabile del gravissimo sinistro nell’attimo prima che accadesse l’incidente stesso, trasmettendo forte quel senso di impotenza e di caducità della vita come poche altre volte siamo stati abituati a pensare.

    Ma tornando al fatto in sé e per se, viene da pensare a come sia possibile che un’autostrada costretta ad ospitare tanti mezzi pesanti sia di contro così esposta al rischio di intrusione di un mezzo da una ad un’altra corsia di marcia. Ci si chiede come sia possibile non aver previsto una qualsiasi situazione come quella poi tragicamente avvenuta.

    Tutte domande che si fanno tutti, ma che Adiconsum, la nota Associazione dei Consumatori, ha invece indirizzato in un esposto alla Procura della Repubblica con due importanti richieste:

    1. Di non fermarsi alla pura dinamica del sinistro, ma di indagare sulle responsabilità derivanti dalla non messa in sicurezza dell’autostrada, che pur generando alti utili non genera altrettanti investimenti nella sicurezza dei viaggiatori;

    2. Di considerare che non si tratta di un primo, isolato incidente, ma di un costante stillicidio di morti e feriti pur in presenza delle pesanti denunce delle stesse associazioni degli autotrasportatori sulla pericolosità del tratto.

    Adiconsum, inoltre, chiede al Ministro Mantovano, che sostiene l’effetto evanescente della patente a punti, di rafforzare e mettere in condizione la Polizia Stradale di svolgere il proprio lavoro.

    “Non è con misure populistiche di repressione e criminalizzazione della mobilità che si ottengono risultati, ma soltanto con un costante impegno sulla prevenzione e l’educazione dei cittadini”, ha affermato un portavoce dell’associazione dei consumatori.

    Ciò che viene comunque logico pensare è; chi controlla adeguatamente i Tir e i camionisti in generale; nessuna criminalizzazione per un’intera categoria di lavoratori, ma non è possibile che ad ogni inchiesta filmata dei mass media, una percentuale di questi operatori si faccia cogliere al centro di comportamenti gravemente lesivi della sicurezza stradale in generale. Proprio poter colpire i comportamenti scorretti con pene severissime che comprendano anche il sequestro a tempo indeterminato del mezzo ed eventuali pene detentive di chi infrange il Codice della Strada, potrebbe essere, a nostro avviso, utile per tutelare i comportamenti di coloro che svolgono con correttezza il proprio quotidiano lavoro.

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