Violazione alt: non occorre motivare mancata contestazione

Violazione alt: non occorre motivare mancata contestazione

L'omessa contestazione immediata delle violazioni non deve essere giustificata quando il contravventore non si arresta all'alt intimatogli dal pubblico ufficiale, così anche per tutte le altre infrazioni conseguenti alla prima

da in Codice della strada, Mondo auto
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    Quando l’automobilista non adempie all’invito di fermarsi impostogli dall’agente di polizia, quest’ultimo non sarà poi tenuto a indicare, nel verbale, la motivazione che ha impedito la contestazione immediata.

    Lo ha stabilito la Corte di cassazione (sentenza n. 10159, 30 aprile 2009, civile sezione II), affermando che la ragione della mancata contestazione è sottintesa nel tipo di violazione (art. 192 comma 1° C.d.S.), ossia nel comportamento tenuto dal trasgressore, il quale, omettendo di arrestare la marcia del veicolo da egli condotto, nonostante l’alt intimatogli dal pubblico ufficiale, di fatto rende impossibile la contestazione immediata.
    Pertanto, in questo particolare caso, ai fini della legittimità della multa, l’agente sarà tenuto a specificare soltanto il tipo di violazione: inottemperanza al segnale di alt intimato all’automobilista.
    I giudici di piazza Cavour hanno anche riconosciuto la validità degli altri sei verbali elevati per infrazioni che lo stesso contravventore aveva commesso in sequenza, subito dopo la prima violazione, nell’intento di sottrarsi all’identificazione. Perché, sostiene la Corte, la successione temporale delle violazioni e dei relativi verbali rendono irrilevante il motivo della mancata contestazione, poiché la giustificazione è implicita nel primo verbale, cui quelli successivi sono logicamente e cronologicamente connessi.

    La vicenda trae origine dal fatto che l’intimato si trovava alla guida di un’autovettura, benché non avesse mai conseguito la patente.

    Per evitare il controllo delle forze dell’ordine non si era fermato al posto di blocco, dandosi alla "macchia" e commettendo così una serie d’infrazioni: purtroppo per lui tutte annotate dai carabinieri. Ricevute le notifiche delle violazioni ricorreva al giudice di pace opponendo la carenza di motivazione per la mancata contestazione (violazione degli artt. 200 e 201 C.d.S.). Il giudice di merito ne accoglieva la doglianza e annullava tutti i verbali, ma la prefettura di Como resisteva presentando ricorso in Cassazione.

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