Volkswagen Scirocco, storia: la coupé tedesca festeggia 40 anni [FOTO e VIDEO]

Una delle auto che ha fatto la storia del mondo dell'automotive: parliamo della Volkswagen Scirocco, che nel 2014 compie ben 40

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    Volkswagen Scirocco debutta LIVE a Ginevra

    Il 2014 è un anno di ricorrenze importanti, abbiamo festeggiato infatti i trent’anni di un’ammiraglia italiana come la Lancia Thema, abbiamo festeggiato i venticinque anni della Mazda Mx-5, i cinquanta diun simbolo americano come la Ford Mustang, ma soprattutto abbiamo visto spegnere quaranta candeline alla berlina tra le più vendute della storia, ovvero la Volkswagen Golf. Ma proprio un’altra vettura della casa di Wolfsburg quest’anno entra nel club delle quarantenni e stiamo parlando della Volkswagen Scirocco In questo speciale vi parleremo della storia di questa coupé tedesca, ripercorrendo la strada di questi quattro decenni attraverso le sue tre serie.

    Volkswagen Scirocco prima serie (1974-1981)

    Il 1974 è stato un anno di grandi cambiamenti nell’universo motoristico, e soprattutto si tratta di un anno che cambierà il destino di una casa automobilistica come la Volkswagen che in quel periodo stava vivendo un momento non facile, anche a causa dell’inserimento nel gruppo di altre due case come Audi e Nsu. Specialmente l’inserimento della seconda nella sfera VW fu un problema perché aveva delle finanze paurosamente in rosso, che guastarono non poco il sonno dei dirigenti della Volkswagen, che già avevano i loro guai. Urgeva una soluzione, il solo Maggiolino non era più in grado di portare avanti le sorti dell’intera produzione, così nacquero in sequenza dei modelli storici che salvarono le sorti de “l’auto del popolo”, infatti videro la luce prima la Passat e, come detto, la Golf e la Scirocco, una vera benedizione. Il primo passo fu quello di affidarsi alla sapiente matita di Giorgetto Giugiaro della Italdesign, che realizzò una coupé fastback (carrozzeria a due volumi, lunotto posteriore inclinato e bagagliaio incluso nello stesso “volume” dell’abitacolo) con portellone posteriore e linea di cintura che saliva fino all’altezza del finestrino posteriore. La novità però non si trovava solo nel design dell’automobile, ma anche nell’impostazione. Infatti in casa Volkswagen ci fu una vera e propria rivoluzione, che riguardò ovviamente anche la Scirocco. Infatti si cominciò a rinunciare allo schema tradizionale: la trazione posteriore e il motore Boxer con raffreddamento ad aria, posizionato sul retrotreno, lascia spazio alla trazione anteriore, al motore con raffreddamento ad acqua posizionato sull’avantreno.

    Le motorizzazioni della prima serie erano disponibili in tre versioni: la prima contraddistinta dalla sigla L, aveva una cilindrata di 1093 centimetri cubici, a carburatore singolo, poi vi era la LS che aveva una cilindrata di 1457 centimentri cubici sempre a carburatore singolo, che sviluppava 70 cavalli, e infine c’era la TS 1457 centimetri cubici di cilindrata a carburatore doppio corpo e 80 cavalli di potenza. Tutte erano provviste di un cambio manuale a quattro rapporti. Nel 1976 la gamma viene aggiornata con una versione più spinta, che vedeva il suo motore derivare da quello della Golf Gti, si tratta della Scirocco GLi che aveva appunto un propulsore ad iniezione diretta da 1.6 litri di cilindrata e 110 cavalli di potenza. Nel 1978 si hanno i primi ritocchini, oltre a quelli estetici (paraurti in plastica, frecce e luci posteriori rigate, e anche la mascherina viene modificata), si hanno una modifica a livello di gamma: infatti scompare la versione TS per lasciare campo alla GL, una Scirocco 1.3 litri di cilindrata con 60 cavalli sotto al cofano, e alla GLS un 1.6 da 85 cavalli. La GLi prenderà la denominazione di GTi, ed avrà un allestimento ancora più sportivo. La prima serie esce di scena nel 1981, riscuotendo un grande successo (specie in Europa centrale), vendendo quasi 505.000 esemplari.

    Volkswagen Scirocco seconda serie (1981-1992)

    La seconda serie vede una rivoluzione nel designo, infatti il disegno viene stravolto e il compito viene affidato alla carrozzeria Karmann. Dai vertici di Wolfsburg l’obiettivo era quello di fornire a questa seconda serie un maggiore spazio sia per quanto riguarda il bagagliaio, sia per quanto riguardo l’abitacolo interno, specie nei posti posteriori, mantenendo però intatta la meccanica della serie precedente. Dai vertici di Wolfsburg l’obiettivo era quello di fornire a questa seconda serie un maggiore spazio sia per quanto riguarda il bagagliaio, sia per quanto riguardo l’abitacolo interno, specie nei posti posteriori, mantenendo però intatta la meccanica della serie precedente. La Scirocco seconda serie non cambia a livello di motori, infatti vengono confermati gli stessi della prima serie, con alcune modifiche riguardo l’ampliamento della cilindrata e della potenza di questi propulsori. Alla base c’è la versione CL un 1.2 da 60 cavalli di potenza, nel mezzo invece troviamo la GL un 1.6 da 75 cavalli e al vertice troviamo il GTi 1.8 da 112 cavalli ad iniezione diretta. La gamma venne completata nel 1982 dalla GT un 1781 centimetri cubici di cilindrata a carburatore da 90 cavalli. Nel 1984 nasce un’altra versione sportiva della Scirocco la GTX, che si affianca alla GTi. La GTX è identica nella meccanica alla Gti, ma si differenzia da essa soprattutto a livello estetico con dettagli altamente sportivi: come ad esempio il doppio alettone posteriore, i cerchi in lega, le bande laterali, lo spoiler anteriore, e la scritta “Scirocco” applicata sul lunotto posteriore. Nel 1986, dopo solo due anni la GTX fa spazio alla GTI 16v, quasi indifferenziabile nella carrozzeria, ma dotata di motore con testata a 16 valvole da 136 cavalli. Fu il canto del cigno della Scirocco che dopo questa nuova versione no vede aggiornamenti fino a farsi rimpiazzare nel 1988 da un’altra coupé, la Corrado. La seconda serie è stata costruita in 340.700 esemplari.

    In Italia: flop della Scirocco

    Il fenomeno Scirocco al di fuori dell’Italia fu di grande spessore, come dimostrato dalle oltre 845.000 unità vendute risultato decisamente importante per una coupé, ma tuttavia nel Bel Paese la Scirocco occupò uno spazio di nicchia, quasi bistratto nel mercato delle coupé. Le cause vanno ritrovate in almeno tre fattori: il primo sta nella crisi energetica e di conseguenza petrolifera che aveva colpito il mondo Occidentale nel 1973, per la improvvisa e inattesa cessazione dell’esportazione di petrolio da parte dei Paesi Medio-Orientali produttori dell’ oro nero, e che aveva prodotto una certa sfiducia nella consumatrici accanite di benzina come le coupé. In secondo luogo la Scirocco garantiva delle prestazioni quasi identiche a quelle della Golf, che veniva preferita grazie alla maggiore praticità. Il terzo motivo è la concorrenza italiana: infatti in questi anni Alfa Romeo con la Sud Sprint e Lancia con la Beta Montecarlo erano delle alternative superiori a livelli di prestazioni ed estetica, tanto che solo la GTi aveva delle prestazioni quasi paragonabili. In Europa e in Germania invece riuscì a farsi un nome rubando una fetta di mercato all’affermata Ford Capri e alla Opel Manta.

    La sostituta: Volkswagen Corrado

    Si tratta della sportiva Hatchback, che nel 1988 ha mandato in pensione la Scirocco. Tutte le Corrado sono state prodotte a trazione anteriore e con motore benzina. Fu un progetto sviluppato con la carrozzeria Karmann, che si era occupata anche della realizzazione delle seconda serie di Scirocco, e doveva essere a tiratura limitata (una produzione di circa 90 esemplari al giorno). Oltre alle prestazione da sportiva, la Corrado si fece valere per la tenuta di strada e per i dispositivi di sicurezza; era infatti equipaggiata con uno spoiler auto rialzante che si attivava autonomamente superati i 120 km/h. Tutto questo creava un effetto aerodinamico detto downforce che aumentava la spinta dell’aerodinamica nella parte posteriore della vettura, causando così una maggiore pressione sulle ruote. Una soluzione tecnica di tutto rilievo. Il modello base era 1.8 aspirato da 136 cavalli, mentre il modello più cattivo era un 1.8 160 cavalli sovralimentato con compressore volumetrico, che sviluppava una velocità massima di 225 km/h e un’accelerazione da 0-100 km/h di 8,2 secondi. Nel 1992 il 1.8 136 cavalli fu sostituito dalla Volkswagen con 2.0 sempre da 136 cavalli, e fu introdotto il 2.9 VR6, detto anche V-Reihenmotor, cioè V in linea, con 12 valvole. Questo propulsore aveva una potenza di 190 cavalli e faceva correre la Corrado a 245 km/h mentre l’accelerazione da 0-100 km/h era di 6,7 secondi. Dal 1988 al 1996 (ultime Corrado immatricolate in Svilzzera) furono vendute 97.521 di queste coupé della Volkswagen

    2008: Nasce la terza serie della Scirocco

    Nasce un po’ forte dell’effetto nostalgia, ma tutti i fan del marchio sono rimasti contenti quando nel 2008 prese di nuovo vita il nome Scirocco. Infatti la Coupé della Volkswagen dopo vent’anni d’assenza sul mercato viene riproposta, ed entra nelle concessionarie italiane a partire dall’11-12 Ottobre di quello stesso anno. Questo modello prende ispirazione dalla Concept Car Iroc, dalla quale però si distingue per un nuovo design della calandra centrale, adesso meno vistosa e più in linea con gli stilemi stilistici dettati dalla Golf VI, e disegnata dall’italiano Flavio Manzoni. La stazza parla di un’auto lunga più di 4 metri e larga quasi 2. Lo spazio nell’abitacolo è confortevole, ottimo per quattro persone, sedute sui sedili singoli sportivi. I motori previsti al lancio erano quattro: tre turbo benzina e un diesel. Il benzina più placido è il 1.4 tsi da 122 cavalli e una coppia di 200 newton/metro, che sviluppa una velocità massima di 200 chilometri orari e un’accelerazione da 0 a 100 km/h di 9,8 secondi. Il punto forte di questo motore è il consumo ridotto: 6,1 litri ogni 100 chilometri. E’ disponibile anche lo stesso motore con compressore volumetrico abbinato al turbo compressore che sviluppa una potenza superiore, cioè 160 cavalli (240 N/m, 6.5 l/100 km), ed infine il terzo motore benzina è il 2.0 da 200 cavalli (280 N/m, 7.7l/100 km), che venne poi sostituito dal nuovo propulsore 2.0 TSI Euro 5 da 211 cavalli, un’accelerazione da 0 a 100 km/h di 6,1 e una velocità massima di 240 km/h. Come detto l’unico motore a gasolio è il 2.0 TDI da 140 cavalli 320 N/m, e un consumo di 5.4l ogni 100 km, e dalla velocità massima 207 km/h. Dal 2009 invece è stato aggiunto un altro propulsore diesel il 2.0 TDi da 170 cavalli e una velocità massima di 222 km/h. Nel 2010 è stata aggiunta alla gamma la versione più cattiva la Scirocco R, un 2000 di cilindrata da 265 cavalli a benzina e coppia massima di 350 newton/metro. Tutta la gamma è provvista di una cambio manuale a sei rapporti, o in alternativa di un cambio automatico DSG a sei o sette rapporti di marcia. La versione R schizza da zero a cento chilometri orari in 5.9 secondi mentre la velocità massima è di 250 km/h.

    Listino Prezzi:

    Benzina:

    Volkswagen Scirocco 1.4 TSI 122 cavalli 22.450 Euro

    Volkswagen Scirocco 1.4 TSI 160 cavalli 24.650 Euro

    Volkswagen Scirocco 1.4 TSI DSG 160 cavalli 26.550 Euro

    Volkswagen Scirocco 2.0 TSI GT 211 cavalli 28.600 Euro

    Volkswagen Scirocco 2.0 TSI GT DSG 211 cavalli 30.500 Euro

    Volkswagen Scirocco R 2.0 TSI DSG 265 cavalli 39.400 Euro

    Diesel:

    Volkswagen Scirocco 2.0 TDI 140 cavalli 27.000 Euro

    Volkswagen Scirocco 2.0 TDI DSG 140 cavalli 28.900 Euro

    Volkswagen Scirocco 2.0 TDI GT 170 cavalli 30.400 Euro

    Volkswagen Scirocco 2.0 TDI GT DSG 170 cavalli 32.300 Euro