Volkswagen: settant’anni e non sentirli

Volkswagen: settant’anni e non sentirli
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    Una Volkswagen Maggiolino del 1946

    La Volkswagen ha compiuto settant’anni e dalla nascita ne son successe cose nel mondo e in Germania, in particolar modo.

    Un’azienda che segnò le smanie espansionistiche dell’allora dittator, Adolf Hitler, smanioso di considerare la Germania “uber alles” in tutto, compresa l’industria automobilistica nazionale che il fuhrer pretendeva superasse persino la lontana America che in quegli anni era impegnata nella costruzione della Ford Modello T.

    E, sulla stessa filosofia di un’auto popolare del tipo adottato oltreoceano, fu così che Hitler incaricò Ferdinand Porsche, che allora non aveva ancora edificato quella che poi diventò una grande azienda automobilistica che portava lo stesso suo nome, di realizzare anche in Germania un’auto destinata al popolo tedesco. Fu così che il 28 maggio 1937 si posò la prima pietra della «Gesellschaft zur Vorbereitung des Deutschen Volkswagens mbH» (Società a garanzia limitata per la costruzione dell’automobile popolare tedesca), fra le città di Hannover e Berlino e si diede vita a quella che diventò, poco dopo, una vera e propria città ove risiedevano le maestranze della Casa automobilistica, chiamata, Wolfsburg.

    La prima auto ad attraversare le catene di montaggio dell’industria automobilistica fu la Maggiolino, fabbricata per oltre un anno e, successivamente, per ragioni belliche, sospesa nella produzione per consentire di utilizzare anche la Volkswagen per la realizzazione di mezzi militari, come appunto fu la Maggiolino in quegli anni in “divisa” militare, ovvero, Kubelwagen e Schwimmenwagen.

    Ma fu dopo la guerra che l’idea di Porsche si rivelò vincente, quella di consentire ad ogni famiglia tedesca di possedere un’auto, comoda, per i tempi, affidabile, molto robusta e dalle forme simpatiche.

    Fu, comunque a metà degli anni cinquanta che, alla luce del largo consenso che il modello aveva realizzato in Germania, la Maggiolino si espanse in tutta Europa ed in tutto il mondo, persino in Africa. Quando nel 2003 la produzione cessò, la produzione che nel frattempo si era spostata nel Messico, i Maggiolino prodotti dalla Volkwagen erano stati 21.529.464 , un traguardo mai raggiunto.

    Oggi, Volkswagen è un colosso nel mondo delle quattro ruote ed ha fagocitato tante altre Case importanti, Seat, Skoda, Bugatti, per citarne solo tre, ma, quando si pensa alla Casa automobilistica e al suo lungo nome scritto per esteso, il pensiero va sempre indietro nel tempo alla Maggiolino, che, come la traduzione del nome dell’azienda produttrice, fu “l’auto del popolo” per intere generazioni di tedeschi e non solo.

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