Volvo e bioetanolo, la carta vincente

Ottima politica ecologica di Volvo

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    Nuova Volvo C70

    L’obiettivo è ambizioso e vorrebbe perseguirlo Volvo, in sinergia col governo svedese nei prossimi anni.

    In prima istanza, eliminare ogni tipo di discarica a cielo aperto entro il ‘2016, contestualmente, ma con uno scarto di soli quattro anni e, precisamente nel ‘2020, affrancarsi totalmente dalla schiavitù del petrolio e dei suoi derivati e, più raggiungibile che mai, entro il ‘2012 ridurre drasticamente del 4% le emissioni di gas inquinanti immesse nell’atmosfera.

    Diverse le tappe per il raggiungimento di questo traguardo, che passa, inizialmente, dallo sfruttamento delle biomasse e dal riciclaggio dei rifiuti che tutti i Paesi progrediti, Italia compresa, generano. Per quanto riguarda le automobili, come è già stato sottolineato al recente Motor Show di Stoccolma, l’obiettivo è quello di dotare le moderne vetture di propulsori in grado di funzionare con carburanti alternativi.

    E se dunque è questo l’obiettivo tangibile cui puntare, la Volvo, dal canto suo, vuol’ essere leader in Europa in questa politica di salvaguardia dell’ambiente, come affermato anche dal presidente dell’importante industria automobilistica, Frederik Arp, che ha promesso per il ‘2009 non meno di 600 mila unità di auto della Casa che utilizzeranno carburanti ecologici. Ricordiamo che Volvo è stata fra le prime vetture a sfruttare la doppia alimentazione, benzina-metano, con la tecnologia chiamata Flexi fuel che utilizza, appunto, bio etanolo.

    «Tale soluzione tecnica — ha dichiarato Paul Gustavsson, direttore della progettazione di Volvo — si sta rapidamente affermando in tutto il mercato scandinavo grazie anche al supporto governativo e di infrastrutture».Ma se tali innovazioni si riflettono positivamente sulla salvaguardia dell’habitat, non dobbiamo neanche dimenticare l’enorme risparmio energetico cui si va incontro con una tale politica.

    La differenza riscontrata, infatti, fra due auto, una alimentata tradizionalmente e una con il nuovo sistema ecologico, ammontano ad oltre 320 euro all’anno, per una vettura che percorre circa 30.000 chilometri all’anno e non solo per effetto del minor costo del carburante, ma anche del mancato pagamento di tasse di circolazione e di imposte varie, compresi gli ingressi nei centri storici delle città.

    «Le previsioni — ha aggiunto Gustavsson — dicono che oltre il 20% delle vetture immatricolate in Svezia nel 2006 saranno Bi Fuel e Flexi fuel. Una percentuale che dovrebbe crescere di anno in anno. Attualmente il metano pesa appena per lo 0,45% tra tutti i carburanti usati sulle strade svedesi, dove il parco vetture è vicino ai cinque milioni».

    «Stiamo per lanciare sette nuovi modelli tra il 2006 e il 2009», ha dichiarato il presidente Arp al Motor Show.

    A Stoccolma era in vetrina la nuova C70 cabriolet, con l’hard top — frutto della joint venture con Pininfarina — ripiegabile in tre parti. Per la C70 è stato alzato il target di vendita annuale da 16mila a 20mila vetture.

    Per la nuova C30, il cui prototipo è stato presentato al Salone dell’auto di Detroit, è previsto il battesimo ufficiale al Salone dell’auto di Parigi il prossimo settembre. « Per noi — ha spiegato Arp — si tratterà di un debutto in un segmento del tutto nuovo. In un settore che invece ci è più congeniale, con la nuova ammiraglia S80 dotata di un motore a 6 cilindri, prevediamo vendite per almeno 50mila unità all’anno » .