Zagato, storia di un marchio che ha segnato i destini dell’industria dell’auto

Zagato, storia di un marchio che ha segnato i destini dell’industria dell’auto

Una carrozzeria famosa, l'impegno del suo fondatore, per una tradizione che si rinnova di generazione in generazione

da in Aston Martin, Auto d'epoca, Auto sportive, Berline, Cadillac, Ferrari, Jaguar, Lamborghini, Lancia, Maserati
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    Una carrozzeria storica, la Zagato di Milano, all’alba dei novant’anni di vita, se si considera che è stata fondata da Zagato nel 1919, non ha mai smesso di far parlare di sé con la progettazione e immissione di vetture particolari, contraddistinte da una rara eleganza e da forme futuristiche ma mai eccessive, anzi… con una sorta di classicità e di accostamento a quello che era il modello di derivazione, percorso questo iniziato quasi un secolo fa e riproposto, con le sue fuoriserie, fino ad oggi.

    Zagato ha una nascita professionale un po’ sui generis per quei tempi, percorrendo uno sviluppo che lo tiene fuori dal normale condizionamento che poteva giungergli dalla frequentazione di carrozzerie famose, bensì, la sua gavetta la compie nei percorsi scolastici e da autodidatta poi. Questo fatto lo induce a scegliere, per le sue vetture, stili e forme particolari che ne determinano il successo quasi immediato, prima, con la stretta collaborazione con l’Alfa Romeo, poi, a ridosso del secondo grande conflitto bellico mondiale e subito dopo, con Fiat, con la quale, nel 1947, da il meglio di sé, con la sua edizione della famosa 1.400, una via di mezzo fra una berlina che aspira all’ “ammiragliato” e una elegante coupè, dalla quale ricava anche un’interessante panoramica.

    Col passaggio di consegne al figlio Elio, l’azienda apre collaborazioni con numerosi marchi italiani ed esteri, all’Alfa Romeo prosegue la partecipazione andatasi a sviluppare, fino a quel momento, a singhiozzo e riprende alla grande con la realizzazione della Giulietta SZ, poi della Giulia TZ, fino a farsi conoscere ed apprezzare anche all’estero, lo vogliono, Jaguar, Aston Martin, Rover, Cadillac, ma Zagato non abbandona mai il suo nazionalismo che il padre pare avergli trasmesso insieme al suo DNA, difatti, dopo qualche ottimo lavoro effettuato per marchi stranieri, continua la sua passione per la realizzazione di modelli squisitamente italiani, ai quali trasferisce il piacere del bello espresso nelle forme pulite, senza fronzoli e per questo piacciono sempre e continueranno a piacere per… sempre.

    Lamborghini, Isotta Fraschini, Maserati e ancora, Lancia, dopo Fiat e Alfa Romeo, sono i più assidui committenti di questa lunga e appassionata carriera che continua, ancora oggi, all’insegna del bello che resta nel tempo, immutabilmente.

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