
Com’era da aspettarselo il Salone di Ginevra 2010 è la fiera delle auto elettriche. Le ibride sono già in listino da un pezzo, ma a quanto pare non sono il futuro. Il futuro è a zero emissioni, zero rumore, zero carburante. Questa edizione della storica rassegna automotive comprende un’area espressamente dedicata alle vetture e alle tecnologie eco friendly, il Padiglione Verde. Vi troviamo un po’ di tutto e scopriamo che la frontiera tecnologica delle auto pulite si è spostata con una rapidità impressionante mentre noi eravamo occupati a chiederci dove mai fosse finito l’idrogeno.

Secondo i dati raccolti dal mensile Quattroruote, le case automobilistiche non si arrenderanno di fronte al no del governo agli incentivi auto 2010. La domanda subirà un crollo? Non con le dovute precauzioni. Tutti i brand si dimostrano preparati al peggio e sciorinano una carrellata di promozioni e sconti, di ogni genere. Insomma, incentivi fai-da-te, in mancanza di quelli governativi. Le offerte non si riferiscono solo al prezzo di listino ma coinvolgono altre condizioni d’acquisto, come la garanzia e l’assistenza.

Un tempo, quando alla Fiat i General Manager avevano le mani unte di grasso e di olio, come piacevano a Beppe Grillo che ricorda spesso la cosa, un alto dirigente del Gruppo automobilistico guadagnava circa venti volte quello che percepiva un operaio che guadagnasse meno. Un equilibrio sicuramente equo se si considera che le sorti di un gruppo industriale non la fanno solo gli operai alla catena di montaggio ma anche o soprattutto quelli che sono ai vertici ed ai quali vengono demandate le sorti di un gruppo e dunque degli stessi operai.

Si sta facendo un gran bel parlare di Termini Imerese (PA) con le vicende che toccano come tante altre similari la coscienza della gente quando in ballo ci sono i destini delle famiglie di lavoratori, ma ciò purtroppo non basta più per far cambiare rotta ad un’azienda che in questo caso si chiama Fiat ma che poteva chiamarsi anche con un altro nome. Insomma, resta solo un gran bel parlare del cinismo di un’azienda o meglio di chi l’amministra che ha avuto nettare vitale quando gli serviva da parte dello Stato e che ora lo sputa digerito in faccia ai lavoratori mandandoli a casa.

Alla Guida presenta un nuovo servizio di compravendita di veicoli nuovi e usati, in collaborazione con Automobile.it, portale di proprietà di eBay. Un nome una garanzia: Automobile.it conta su un ricchissimo database, con auto nuove e usate, veicoli commerciali e camion, ma anche moto, camper e roulotte, per privati e aziende.
Il nuovo sito è stato lanciato in Italia poche settimane fa, con un’offerta inziale di ben 50.000 veicoli provenienti dal mercato locale e oltre 1.4 milioni di offerte internazionali.

Quando parliamo di incidenti stradali il pensiero prima di ogni altra cosa va alle vittime dei sinistri, morti e feriti, successivamente ai costi sociali elevatissimi per la collettività anche se lo snocciolamento delle cifre che andiamo a compiere per indicare il numero delle vittime è solo costituito da freddi numeri che si sovrappongono da un anno ad un altro con fare distaccato e impietoso; ma purtroppo è così che deve essere, semmai si tratta di vedere dell’altro, è vero che si muore meno per incidenti stradali?

Oddio, i motivi per i quali è possibile rimanere in panne per strada non mancano, a volte un’inezia soltanto è causa di una sosta forzata sul bordo della strada lasciandoci a volte imprecanti contro la malasorte o la stessa Casa automobilistica che ha costruito la nostra vettura che ora giace immobile priva di vita. Se a questo aggiungiamo le condizioni climatiche che in qualche parte d’Italia sono state da Guinnes dei primati, in fatto di clima inclemente, gli ingredienti ci sono tutti per constatare come la possibilità di rimanere in panne sia tutt’altro che rara. Si tratta di capire quanto gli italiani siano bravi a districarsi dal problema.

Non si placa l’onda d’urto rappresentata dal maxi richiamo cui sono andate incontro vetture del colosso giapponese Toyota; fino adesso a poco sono servite le rassicurazioni della Casa automobilistica quando promette che tutto verrà risolto in officina con grande attenzione per la propria clientela, il semplice fatto che ad essere richiamate saranno state in totale ben sette milioni di vetture, ha destato un certo sconcerto nel mondo dell’auto con ripercussioni in ogni ambito proiettando su uno dei marchi storici più importanti dell’automobilismo, un’ombra sinistra!

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C’è chi annette un’importanza determinante all’alleanza avvenuta in tempi moderni di Fiat con Chrysler ritenuta il primum movens di tutte le altre unioni che si sono via, via, avvicendate da quando il patron della Casa torinese, Sergio Marchionne, ha inteso intraprendere la via sulla rotta dell’America. Ebbene, a guardare i fatti, questo signor ” qualcuno” che annette tanta rilevanza all’accordo di Fiat con Chrysler forse non ha per niente torto se si guarda a tutte le altre alleanze che nel mondo si sono verificate dalla Fiat in poi.
Se ne facessimo una semplice questione di date, il 1971, anno del debutto della Autobianchi A/112 sembra lontanissimo, ma se osserviamo da vicino la concorrente diretta del tempo della Mini Cooper, non possiamo fare a meno di credere che la A/112 aveva linee e soluzioni che, fatte le debite proporzioni, sembrano persino attuali e ciò in quanto la vettura di quarant’anni or sono offriva soluzioni in ambito alla sportività ed al confort davvero uniche e moderne.Del resto lo dimostra l’enorme successo di questa vettura venduta durante l’intera sua esistenza in ben un milione e 250 mila esemplari.

Biocarburanti, altro che panacea contro i guasti dell’ambiente, tutt’altro, indirettamente la cura della malattia può rivelarsi ancora peggiore del male che si vuol sconfiggere ed infatti, persino l’olio di colza, che qualcuno aveva salutato come la soluzione che ci avrebbe affrancato dal greggio non ha arrecato alcun vantaggio né per l’economia né per lo stesso ambiente.Ma non solo di colza si parla, visto che il concetto si allarga anche ai carburanti verdi quali biodiesel ed etanolo e si estende ancor di più se si pensa da quali coltivazioni derivavano tali carburanti, canna da zucchero, mais, barbabietola etc.

Gli italiani al volante, non del tutto diligenti, se è vero, come ci fa sapere il sito Assicurazione.it, comparatore leader del settore, che almeno due milioni di nostri connazionali ha avuto un incidente stradale con relativa denuncia di sinistro inoltrata alla propria Compagnia di Assicurazione e dunque rimanendo penalizzato nella classe di merito nell’anno appena trascorso. A questo punto risulta interessante notare quali sono le regioni, le province e le città più virtuose in fatto di guida ed immaginando i singoli conducenti, quali fra questi, in relazione alla loro attività professionale, guidano meglio degli altri o sono soltanto meno sfortunati degli altri.

Eccoci a uno dei primi eventi post-crisi, il Salone di Detroit 2010. Dopo la speranza accesa con il Salone di Los Angeles, anche l’universo automotive ricomincia a camminare a testa alta. Ma non siamo a Dubai, dove i prezzi sono frutto di trattative riservate; siamo a Detroit, dove le case automobilistiche firmano una sorta di contratto sociale con i consumatori provati dalla crisi. L’offerta riflette la metamorfosi del mercato. In primo piano vi sono l’attenzione all’ambiente - auto ibride, auto elettriche, aumento dell’efficienza, allestimenti eco in tutte le salse - e quella al portafoglio.