
I prezzi delle assicurazioni auto sono in crescita. Questo è quello che deriva dalle indagini effettuate lungo il 2009. I dati, rivelati dall’Osservatorio Auto realizzato dall’AIBA, acronimo di Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni in collaborazione con Consulting, mostrano come il prezzo medio delle assicurazioni auto si aggira intorno alle 734 euro. Le indagini sono state svolte tenendo conto dei listini dei prezzi realizzati dalle varie compagnie assicurative.
La Mini Countryman, primo crossover del marchio, è ora protagonista di un concorso d’idee. Tutti i creativi del mondo sono chamati a inventarsi un utilizzo originale e funzionale per il “Centre Rail“, una delle proposte più innovative della nuova inglesina. Si tratta semplicemente del tunnel centrale, che grazie ai binari passpartout funge da linea di comunicazione tra i passeggeri anteriori e posteriori. Il motto del brand inglese coincide perfettamente con l’impresa: “Creative Use of Space”.

ll Gruppo Volkswagen ha divulgato i dati relativi alle performance di mercato nel 2009. A dispetto della crisi, i numeri esibiti da Volkswagen sono confortanti. La casa di Wolfsburg ha registrato 6,29 milioni di vetture, con l’1,1% in più rispetto all’ammontare venduto durante lo stesso periodo del 2008. Volkswagen, come altre case automobilistiche, è stata più forte della crisi che ha investito il settore, e che ha richiesto l’intervento degli amati/odiati incentivi auto.

Un’analisi recente, relativa alla sicurezza stradale, portata avanti da Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, acronimo di Associazione Amici della Polizia Stradale, dimostra ancora una volta come i casi di aggressione nei confronti della Polizia stradale siano aumentati. Stando alle cifre nel 2009 i casi censiti ammontano a 2.053. Il Presidente afferma che si tratta “della punta di un gigantesco iceberg visto che nel solo 2004 le persone denunciate per violenza o resistenza a Pubblico Ufficiale sono state 25.800: nel corso dello stesso anno ne sono state condannate 10.928″.

Tutto si muove a favore dello sviluppo dell’auto elettrica. Questa volta parliamo di network di ricarica, un tasto dolente per il settore zero emissioni. Se le auto 100% a batterie non hanno di che ricaricarsi, gli sforzi delle case costruttrici per promuoverle sono completamente inutili. Per dare la spinta decisiva alla categoria serve un’azione congiunta. Queste sono le premesse che hanno accompagnato l’istituzione e lo sviluppo di Chademo Association, “consorzio” formato da operatori del settore uniti per favorire lo sviluppo delle infrastrutture.
Ed ecco a voi il genio del parcheggio. Circa cinque minuti per parcheggiare la propria automobile. In questo caso ci troviamo per una strada di Ancona, così come si desume dal titolo del video. Si tratta anche in questo caso di una donna, è evidente e lo si intuisce quando per un momento scende dall’automobile. Inizialmente la conducente esegue una serie di manovre per inserirsi in un parcheggio tra due vetture già in sosta. Come al solito ci vogliono dei bei minuti per riuscire ad inserirsi.

La Commissione Europea ha stanziato un fondo di 23 milioni di euro per lo sviluppo dell’auto elettrica. L’ingente finanziamento andrà a coprire il fabbisogno di un progetto pilota collettivo. Tutti gli operatori del settore - produttori di componentistica, case automobilistiche, aziende di rifornimento e produzione di energia, enti pubblici e territoriali - sono invitati a presentare le proprie idee per la standardizzazione delle infrastrutture europee dedicate alla mobilità elettrica.

Angel, da molti ribattezzato come l’angelo custode della guida o come naso-spia, in realtà è acronimo di Analizer gaz espiratory level, ovvero un nuovo dispositivo da applicare nelle auto e capace attraverso particolari sensori di percepire se nell’abitacolo dell’auto ci siano delle esalazioni di alcol. Insomma vita dura per coloro che si mettono alla guida dopo un bicchierino. La nuova invenzione è stata messa a punto dal chirurgo ferrarese Gianfranco Azzera, direttore della clinica chirurgica del Sant’Anna e da un ingegnere di Padova, Antonio La Gatta.

Le auto elettriche avranno a disposizione 23 milioni di euro messi a disposizione dalla Commissione europea con l’obbiettivo di far prender piede, per mezzo di un progetto pilota, questo settore auto.
Già qualche giorno fa abbiamo sentito parlare di 50 paesi che hanno firmato per la realizzazione di una normativa che regolasse la costruzione di tali auto elettriche.

L’Unece ha pubblicato nuovi standard di sicurezza relativamente alle auto elettriche, ibride e a idrogeno. La Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Europa si è riunita per revisionare la normativa riguardante la mobilità sostenibile e le nuove tecnologie nel settore dei trasporti, tematica soggetta a evoluzione repentina e radicale. Se le auto nuove non soddisferanno i criteri stabiliti in sede Onu non potranno essere commercializzate nei paesi aderenti al regolamento. Occhio quindi a tutti punti della normativa, per case automobilistiche che oramai si stanno votando allo sviluppo di veicoli sempre più eco friendly.
Il protagonista di questo video è un uomo e saranno finalmente contente tutte le utenti di sesso femminile. Il video in questione tratta non di una manovra di parcheggio, ma di uscire da un area predisposta alla sosta. Ciò che appare essere una semplice manovra si trasforma in una vera e propria odissea.
Il conducente sarebbe potuto uscire dall’area di parcheggio semplicemente effettuando una retromarcia e immettendosi immediatamente sulla strada. Invece no. Fa qualche metro in retromarcia ma si dirige alla sua destra. Una scelta direi opinabile, ma non sbagliata se solo avesse proceduto in quella direzione. No. Decide di fare qualcosa di indescrivibile.

La richiesta di auto elettriche diventa sempre maggiore, per questo l’UNECE, acronimo di United Nation economic commission for Europe, apporta delle sostanziali modifiche alle normative che regolano le auto elettriche. In particolare si tratta del regolamento ECE/ONU n. 100 con il quale si introduce l’obbligo dell’omologazione dei requisiti sulla sicurezza che riguardano sia le auto elettriche che quelle ibride. Tale regolamento è stato adottato da quarantuno paesi e riguarderà non solo le automobili elettriche, ibride, ma anche quelle a combustibile ad idrogeno capaci di superare i 25 km/h, con l’obbiettivo di garantire sicurezza al conducente e passeggeri per quanto riguarda il rischio di scosse elettriche.

Vista l’abbondanza sfoggiata al Salone di Ginevra 2010 e la ricchezza qualitativa dell’offerta, la crisi dell’auto sembra essere in dirittura di spegnimento. Possiamo allentare la cinghia e guardare fiduciosi al futuro, laddove del petrolio è rimasta solo qualche macchiolina scura. Al Salone di Ginevra, chiuso ieri dopo 11 giorni di sorprese e meraviglie, hanno partecipato fisicamente quasi 700.000 appassionati, superando le performance dell’anno scorso, hannus orribilis del settore automobilistico.
Rispetto al 2009, la mole di visitatori è cresciuta del 7%, come hanno precisato gli organizzatori.

Quando si fanno delle previsioni in genere si tende spesso a esagerare, sopravvalutando il potere dell’innovazione. Forse però il 2050 è l’anno giusto per dire addio al motore a scoppio, il vecchio, inquinante propulsore che da sempre anima i nostri mezzi di trasporto terrestre e non. Il povero motore tradizionale è in lizza per il dimenticatoio, anche se prima di mandarlo definitivamente in pensione ce ne passerà di… benzina sotto i ponti. Non sarebbe così obsoleto se non si continuasse a innovare sulla sua pelle.