Sarà venduta all’asta la Bugatti Type 22 Brescia rinvenuta sotto il Lago Maggiore l’estate scorsa. Guardate le immagini, davvero suggestive. Ritraggono la vettura logorata dall’azione dell’acqua salmastra, consumata da un habitat che non le appartiene. La vettura, esemplare da corsa datato 1925, giace sul fondo sabbioso del lago da più di 70 anni. La sua presenza non era un mistero neanche quarant’anni fa. Nel 1967 fu scoperta da Ugo Pillon, sommozzatore intenzionato a risolvere il mistero della “regina del lago”.
“Siamo arrivati lontano”, dice il video spot lanciato da Chrysler . Coming home, questo il titolo della campagna di Adv per augurare alla clientela Happy Holiday. Il corto racconta la storia del marchio americano attraverso i suoi modelli più significativi. I protagonisti della storia sono tutti e quattro i marchi della famiglia a stelle e strisce, Chrysler, Dodge, Jeep e RAM. Quest’ultimo non ha scritto la storia degli automobilisti americani, ma fa comunque parte della family; si tratta del marchio creato da Fiat per esportare in America i veicoli da lavoro, pick-up, van e truck commerciali.
Horch. Audi conosce bene questo nome. Si chiamava così il fondatore della casa di Ingolstad, colui che nel 1909 creò la Casa dei quattro anelli chiamandola con il significato del suo stesso nome.
Finalmente si è conclusa la contorta vicenda del marchio De Tomaso Automobili : la vecchia Casa automobilistica riprenderà a vivere.
Al Salone di Auto e Moto d’Epoca Alfa Romeo presenterà la Mito Quadrifoglio Verde , l’interessante versione dell’amata compatta del biscione già intravista a Francoforte. A ben vedere il simbolo del quadrifoglio verde non è una novità per Alfa: negli anni d’oro delle corse su strada la Casa milanese lo ha più volte associato ai bolidi di punta, destinati a sfrecciare sulle piste improvvisate sin dai primi decenni del secolo.
L’Iso Rivolta Marella è un’attraente concept car ispirata all’antica Casa automobilistica italiana scomparsa negli anni ‘70. L’ambizioso progetto è firmato da Fedor Stetskevich, studente russo della Moscow State University of Industrial and Applied Arts, e realizzato in collaborazione con la Zagato Milano .
Quando parliamo di auto storiche il pensiero va a tutte quelle auto che hanno più di 20 anni di vita, ma se non si vuole immaginare un’auto storica soltanto per un mero ricordo personale ed invece si vuole beneficiare di tutte le agevolazioni previste per il solo fatto di detenere un’auto storica, occorre rispettare delle regole precise.
Dal 1899 – anno di fondazione della Fiat – ad oggi, la mostra “L’Automobile Italiana ” ripercorre 110 anni di storia dei grandi marchi automobilistici nazionali e permette agli appassionati di ammirare i modelli che hanno fatto la storia delle quattro ruote.
Torna anche quest’anno, in una stagione particolarmente pesante per il mercato dell’auto, l’evento più fashion dell’anno, il Concorso d’Eleganza Internazionale di Pebble Beach .
Per alcuni l’eredità per essere tale deve essere rappresentata soltanto da cespiti quali case e terreni, in pochi considerano che anche un’auto per lo più storica può valere più di un appartamento di lusso posto in una zona centrale di una grande metropoli.
Le auto artigianali vanno a ruba lo dimostra l’enfasi palesatasi verso la Vulca S Coupè , un’auto “fatta in casa” da un’azienda italiana, la Taralli & Mozzanti.
Una norma che non tutti conoscono e che riguarda i veicoli storici e da collezione, fa parte di quelle disposizioni che contemplano anche norme e decreti di cui all’art. 60 del Codice della Strada e al Disegno di Legge n. 1122 del 10/2006 e che decreta che, tali veicoli, non hanno l’obbligo di tenere i fari accesi, di giorno, fuori dai centri abitati, previsto anche dall’art. 152 del Codice della Strada.
Nel 1993, il pilota Olivier Gendebien, famoso per aver militato in Ferrari tra gli anni ‘50 e ‘60, annunciò nel mondo del collezionismo automobilistico il ritrovamento di due vetture di Maranello molto preziose: si trattava di una Ferrari 375 Plus del ‘54 (barchetta due posti da competizione, carrozzeria Pininfarina, cinque o sei esemplari costruiti, valore superiore ai 5 milioni di euro), e una 250 Monza, un’altra rarissima barchetta da corsa costruita dalla Ferrari in quell’epoca.
Da circa quattro anni pare l’abbiano resuscitata e, in effetti, la Mini , dopo 40 anni, si è concessa un lieve “letargo” prima di esordire con una nuovissima versione che oggi è a sua volta rinnovata e presentata in pompa magna pronta per i suoi estimatori.