
Cosa può esserci di più assolato di una strada, ancor meglio di un’autostrada?

Sta seguendo un cammino quanto mai controverso l’auto ad idrogeno, da una parte sembra infatti imminente la prima auto ad idrogeno realizzata in serie, dall’altra sembra contrassegnata da insormontabili problemi di realizzazione.

Ad appena ventiquattr’ore dalla tragica frana verificatasi sulla Salerno Reggio Calabria, costata la vita a due persone, è prematuro fare bilanci, a parte la tristissima conta dei morti dei quali ci hanno informato i telegiornali, ma è tempo per dire basta alla vergogna di un’autostrada lasciata in balia di nessuno e dove si sono concentrati troppo spesso gli interessi non certo adamantini nella gestione di una certa politica che nei decenni sono stati troppo spesso coincidenti con gli affari di un certo tipo di malavita organizzata.

Chi vive in Toscana conosce bene l’annoso problema e si dibatte da anni sulla necessità o meno di edificare la ” Tirrenica”, ovvero l’autostrada Livorno-Civitavecchia.

Anche le incompiute possono completarsi, un esempio, l’Autostrada Salerno Reggio Calabria, da anni e anni disseminata di cantieri che sembravano lì, lì per essere ultimata, salvo poi accorgersi che lo stato di avanzamento dei lavori si arresta fra macchine movimento terra in disuso ed operai assenti.

Una sorta di liberalizzazione riguarderà molto presto anche alle autostrade ma in tema di soccorso prevedendo a breve che non vi sia più un’unica società di soccorso all’interno delle autostrade ma che si giunga ad una vera e propria gara che includa anche altre società che intendano offrire il servizio all’interno delle autostrade a cominciare da Autostrade per l’Italia, Strade dei Parchi, Autostrada Tirrenica e Anas.

Tuonano le Associazioni dei Consumatori contro la decisione delle Società stradali di sostituire tutte le barriere autostradali, ritenute, obsolete.

Solo qualche giorno ancora e verrà completato e reso fruibile per gli automobilisti il tratto dell’autostrada A-4 Torino Milano di 50 chilometri che congiungerà Torino con Santhià.

Davvero strano il nostro Paese, da un lato ci si inferocisce dinnanzi alle code ai caselli o a tratti autostradali intasati, veri gironi infernali, dall’altro c’è chi, come Legambiente, critica la decisione della Commissione Bilancio della Camera di dare il via ai finanziamenti per il completamento di alcuni tratti autostradali, compresa la costruzione di nuova rete viaria.

Era prevedibile; come paventato, dopo l’indennizzo richiesto ed ottenuto, da quel cittadino rimasto per ore incolonnato all’interno dell’Autostrada del Brennero, senza possibilità di uscirne e senza che l’ente che gestisce quel tratto autostradale si fosse adoperata per informare della situazione all’interno del percorso, si è aperta una direzione verso tutti coloro che si sono trovati in queste condizioni, affrancati dal fatto che c’è un’autorità, in questo caso il Giudice di Pace, disposta ad accogliere le loro istanze e riconoscere loro, indennizzi per danni biologici a seguito degli ingorghi patiti.

Una decisione del Giudice di Pace di Bolzano, che dovrebbe essere intrapresa anche da altri giudici lungo tutta la nazione e, che nello specifico, ha visto il magistrato sentenziare a favore di un’automobilista contro l’Autobrennero S.P.A., la società che gestisce l’autostrada del Brennero per non avere segnalato, anzitempo, l’eventualità di code in autostrada e costringendo gli automobilisti ad estenuanti code, è destinata a costituire un interessante precedente in ambito legale.

Paese che vai, benzina che trovi, verrebbe da dire, ma non sarebbe neanche esatto, perché la benzina, in linea di massima, è uguale ovunque si vada, semmai cambia il prezzo.

Che disastro la Salerno- Reggio Calabria e non soltanto per la presenza di continui cantieri, ma anche per tratti lunghissimi in cui parlare di autostrada sembra persino comico, se si pensa che i tratti dove è possibile superare gli 80 km/h sono quasi un miraggio, visto che, su 443 chilometri complessivi di strada, in ben 294 non è possibile superare questo limite, per non contare le erbacce che risiedono, ormai permanentemente, sui margini della carreggiata, arricchiti da spazzatura, qua e là e aree di servizio con bagni ridotti a ruderi.