
Se potessimo dirottare parte delle risorse provenienti dalle multe a favore della segnaletica stradale tanto disastrata in Italia, non sarebbe per nulla male e ciò in quanto in Italia la segnaletica stradale è la peggiore e per di più la metà dei segnali disseminati sul territorio italiano non è conforme alle normative della UE; lo chiede l’Assosegnaletica, l’Associazione che raggruppa i produttori di segnali stradali che rimarca l’importanza della segnaletica ai fini della sicurezza stradale anche guardando ad un altro aspetto, i segnali della strada sono concepiti solo a misura d’auto e non dei mezzi pesanti che vedono i segnali a volte all’ultimo momento

C’è qualcosa che non torna in questi sondaggi dove sembra di saltare di pala in frasca, da una parte a proposito della guida degli italiani, i nostri connazionali ritengono che siamo un vero disastro, dall’altra, come apprendiamo adesso, gli italiani non solo si rivalutano ma addirittura si ritengono molto prudenti, bravi alla guida ed in grado di provvedere al massimo alla sicurezza stradale con il loro comportamento; salvo poi ammettere che qualche divieto lo infrangono. Il risultato resta sempre quello, gli italiani hanno una grande considerazione del loro stile di guida.

Un mea culpa davvero strano quello che ha riguardato gli italiani al volante che, una volta tanto, avrebbero deciso di fare outing a proposito del loro modo di guidare, rispondendo ad un sondaggio commissionato dal Centro Studi e documentazione Nextplora a seguito di un’indagine voluta dalla Compagnia Direct Line e da dove sarebbe emerso che sono gli stessi italiani non solo a ritenersi i peggiori guidatori europei, ma anche giungendo a dire che il Paese dove si guida peggio sia proprio l’Italia.

La sicurezza stradale per essere tale non dovrà solo riguardare gli utenti “forti” della strada, come possono essere gli automobilisti, ma anche quelli “deboli”, come i motociclisti e ” più deboli”, come di fatto sono ciclisti e pedoni. Dunque se ci occupiamo oggi di motociclisti, specificatamente ai loro caschi, è perché un qualsiasi automobilista può essere, una volta sceso dall’auto, un ciclista, motociclista e soprattutto pedone, ne deriva che dovrà abituarsi ad avere a che fare con le regole del Codice della Strada, ma anche a riconoscere bene se gli accessori che lo debbono proteggere, per qualsivoglia motivo, lo proteggono per davvero.

Non è possibile continuare in questo modo, in Italia si verificano ancora tanti incidenti stradali, fatto questo che comporta la perdita di ben 5.000 vite umane e 300 mila sono le persone che riportano danni spesso irreversibili. Un numero in difetto, visto che molti decedono nei giorni successivi al trauma e che dunque non partecipano al triste conteggio delle vittime della strada. Urge a questo punto una radicale riforma del Codice della Strada.Lo chiedono le Associazioni dei Consumatori.

Una volta tanto anche il Sud si avvicina al resto d’Italia, quanto poi edificante sia questa sorta di avvicinamento è tutto da vedere, visto che una cittadina del profondo sud, Marsala, non riuscendo più ad intascare gli importi delle multe elevate nel tempo, pur di monetizzare almeno la sanzione per infrazioni commesse poco meno di sei anni fa, rinuncia a tutto, spese di notifica, interessi maturati e quant’altro, richiedendo il solo importo della sanzione maggiorato del 4% a favore dell’Agenzia della riscossione, così come fatto anche dal Comune di Roma, ecco l’avvicinamento di cui si parlava.

La stupidità, la becera insensibilità di chi, Codice alla mano, pensa di non dover sottostare anche a quel minimo di umanità che per il solo fatto di essere un comune mortale dovrebbe mantenere sempre, da i risultati, i più nefasti, degni di essere menzionati negli articoli di un dossier di indignata tragedia, basti pensare alla morte di una donna ed ad una mamma multata per aver raggiunto l’ospedale dove era ricoverata la propria figlia ritenuta morente. Teatro della vicenda Corbola, vicino Ferrara, protagonisti gli agenti di Polizia Municipale e una mamma avvisata dai Carabinieri che la propria figlia era giunta al Pronto Soccorso in imminente pericolo di vita!

L’esempio di quanto avvenuto a Lecce, come riportato dal Componente del Dipartimento Tematico Tutela dei Consumatori di Italia dei Valori, Giovanni D’Agata, è stato imitato anche da altre Amministrazioni Locali per altri Comuni italiani col risultato di aver creato nei cittadini confusione ed essere stati sottoposti a sanzioni ingiuste pur nella loro più assoluta buona fede. Si è trattato da parte di molti Sindaci di molti capoluoghi e non, Lecce in testa, dell’abolizione del parcheggio gratuito negli stalli a pagamento delimitati dalle strisce blu, durante le festività natalizie.

Che bella beffa ci proviene quest’anno dalla Finanziaria 2010, infatti dal primo Gennaio scorso, fermo il diritto di ogni cittadino di opporsi ad un provvedimento comminato nei suoi confronti, quale può essere ad esempio una multa, per eccepirlo si dovrà prima versare un contributo straordinario di almeno 38 euro…. si badi, la nuova norma parla di ” almeno”… ciò significa che al variare delle somme vantate dall’erario tale intervento a carico del contribuente potrà anche essere maggiore, figurarsi la “forza” che assumerà il cittadino per fare valere i propri diritti nella situazione che si verrà così a creare!

Ma perché in Italia non si riesce a fare una norma che poi non venga superata da un’altra per poi ancora essere sconfessata da un intervento legislativo che poi a sua volta viene definitivamente cancellato da una Sentenza della Corte di Cassazione che, dulcis in fundo, si presta a sua volta a svariate interpretazioni al punto che alla fine nessuno capisce come ci si deve comportare e così torna in auge il Photored, utilizzato spesso arbitrariamente dai Comuni alla stregua di quanto un tempo si fece con l’Autovelox.

Tempi duri per coloro che in barba ad ogni Legge ed ad ogni intervento volto all’interesse della collettività in materia di sicurezza stradale e rispetto delle regole del vivere civile, decida di fare a modo proprio infischiandosene tranquillamente di quanto la stessa Legge prescriva. Proprio per questi individui e per gli indisciplinati ad oltranza è intervenuto un irrigidimento della Legge in materia di guida in stato di ebbrezza che tiene conto di una recente Sentenza della Corte di Cassazione che si è pronunciata cercando di fare chiarezza in ordine alle pene cui dovranno soggiacere i trasgressori.

Un brivido gelido ci attraversa la schiena ed una sorta di malcelato panico pare impossessarsi di noi…. stavolta ci è toccato, tante altre volte abbiamo guardato con sguardo beffardo ciò che era capitato agli altri, felici di sapere che una volta tanto eravamo scampati dalla incombenza, sia chiaro, nulla di particolarmente grave o gravoso, siamo stati fermati ad un posto di blocco delle Forze dell’Ordine e di norma, per chi non ha grossi problemi con la Giustizia, il tutto si esaurisce in una a volte scocciante perdita di tempo e nulla più…. ma alzi la mano chi per una frazione di secondo non ha provato un attimo di angoscia davanti ad una paletta che si alza intimandoci l’alt, anche perché….

E’ passato ben poco da quando Milano, come altre grandi città del nord furono interessate da abbondanti nevicate che misero in ginocchio l’intero sistema viario cittadino; mai come in quella circostanza agli automobilisti coinvolti dall’importante fenomeno atmosferico balenò l’idea relativamente al fatto se avessero fatto bene o meno bene a montare delle coperture rappresentate dagli pneumatici invernali; una scelta questa che magari non avrebbe consentito di camminare con la propria auto in mezzo alla neve come se nulla fosse, ma per lo meno che avrebbe permesso di circolare quando le condizioni climatiche si fossero un tantino mitigate.

E’ inverno e le basse temperature non sembrano darci tregua. Cosa deve fare l’automobilista responsabile? Lo dice anche il codice stradale: montare le catene da neve. Dove indicato dal cartello stradale apposito, le vetture hanno l’obbligo di circolare con catene o pneumatici da neve. Vediamo cosa significa. Innanzitutto non fanno testo le quattro ruote motrici. Solo i cosiddetti “pneumatici da neve” possono sostituire le catene, ovvero quelli contrassegnati dalle sigle M&S, MS, M-S e M+S.