
Un caso giurisprudenziale sicuramente destinato a non rimanere isolato e che ha visto controbattersi la vittima di un incidente stradale a causa di un dislivello della strada, la Società appaltante i lavori sulla carreggiata ed il tribunale nei tre gradi di giudizio. A redimere la questione è poi intervenuta la Corte di Cassazione, Terza Sezione Civile con una Sentenza destinata a regolare le liti stradali quando, indipendentemente dalla prudenza e dalla diligenza di un conducente di un mezzo, si verifica un sinistro la cui causa è attribuibile ad un terzo responsabile pur non del tutto raffigurabile nel proprietario della strada.

Andando un po’ in controtendenza rispetto a quelle che sono le recenti disposizioni della Corte di Cassazione, nei giorni scorsi il Comune di Milano ha nominato al grado di ispettori del traffico 168 ausiliari della sosta. A darne comunicazione il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato che ha anche ricordato che le nuove figure insignite da Palazzo Marino avranno fra i loro compiti anche quello di multare auto parcheggiate in seconda fila, in prossimità delle aiuole a verde pubblico, comprese le auto poste nelle corsie riservate, pensiamo a quelle riservate agli autobus ed ai taxi.

Una Sentenza della Corte di Cassazione che pur nella sua logicità e autorevolezza, potrà anche indurre a qualche riflessione persino ilare!

Qualcuno ancora pensa che i pedoni in strada siano asserviti ai comodi degli utenti più forti, automobilisti in particolare ed invece la Legge è sempre più accanto ai pedoni con numerosi pronunciamenti in materia volti a tutelare i loro diritti.

Torna a far parlare di sé la Corte di Cassazione e stavolta lo fa con l’ennesima Sentenza destinata ancor di più a scatenare qualche polemica.

Combattuta su fronti diversi la campagna contro la sosta selvaggia a Milano nel giorno della Tolleranza Zero in cui puniti dovranno essere maggiormente coloro che hanno l’inveterata abitudine di posteggiare in seconda fila, per questa ragione il Comune di Milano ha spiegato un vero e proprio esercito di ausiliari costituiti da 160 dipendenti pronti a multare i trasgressori.

Immaginate che nella vostra città il Comune, per esigenze proprie, generalmente coincidenti con feste e ricorrenze, abbia deciso di procrastinare di alcuni giorni l’orario di chiusura delle aree a traffico illimitato, oltre quanto normalmente previsto.

Lo sapevate che se vi recapitano una multa ad un indirizzo dove il numero civico sia sbagliato, anche di un solo portone, la multa è sicuramente nulla ed a niente serve il fatto che il postino, conoscendo il vostro esatto indirizzo, ve la recapita lo stesso?

Una Sentenza, quella della Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, probabilmente destinata a far discutere ed al contempo a far arrabbiare quegli automobilisti che hanno sempre ritenuto i pedoni veri e propri utenti della strada di serie B, quasi asserviti alle intenzioni degli utenti forti, gli automobilisti, appunto.
In tema di sanzioni amministrative il contraddittorio, tra l’autorità amministrativa e il ricorrente che l’abbia richiesto, costituisce un obbligo per la prima e una garanzia per il secondo (il cittadino), pertanto l’ordinanza prefettizia che ingiunge il pagamento di una sanzione è nulla senza la previa audizione richiesta con ricorso dall’interessato.
Per i danni patrimoniali cagionati dal tardivo dissequestro del veicolo è ipotizzabile la responsabilità del magistrato, per colpa grave o diniego di giustizia, qualora questi abbia omesso di disporre in merito alla custodia giudiziale dell’automobile nonostante le sollecitazioni in tal senso ricevute dalle parti.

Ma davvero le Amministrazioni Pubbliche possono pensare di fare quello che credono con la scusa, per lo più malamente accampata, di tutelare gli interesse dei cittadini?

A mettere ancora una volta il dito sulla piaga sull’inveterata abitudine di certe Amministrazioni Comunali di ” far cassa ” con gli Autovelox è il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, che ci informa di quanto avvenuto in due località italiane.

E una piaga quella dei parcheggiatori abusivi che riguarda vaste aree della popolazione e non più il solo Sud Italia come era un tempo, complice anche la crisi economica, l’aumento della disoccupazione e, perché no, anche un certo pressappochismo da parte della stessa opinione pubblica nel convivere col fenomeno.