
Sicurezza stradale: il prossimo obbiettivo è salvare cinque milioni di vite nei prossimi dieci anni. Il “Decennio di azione per la sicurezza stradale”, promosso dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite e su invito della Federazione Internazionale dell’Automobile e da parte di un gran numero di club automobilistici sparsi in tutto il mondo, tra cui anche l’Aci, è un iniziativa che ha il fine di ridurre il numero di vittime su strada.

Quando non esistevano i telefonini, come adesso si fa con questi moderni apparati nel voler trovare la motivazione di un evento contrario, si addossava larga parte della responsabilità degli incidenti stradali all’abitudine degli automobilisti di ascoltare musica in auto, distraendosi per rintracciare la stazione radio preferita o per armeggiare, allora, con le cassette audio. Adesso che il centro dell’attenzione è rappresentato dal telefonino ci si è scordati della musica in auto, che pure parrebbe avere responsabilità nei sinistri stradali.

Non è possibile continuare in questo modo, in Italia si verificano ancora tanti incidenti stradali, fatto questo che comporta la perdita di ben 5.000 vite umane e 300 mila sono le persone che riportano danni spesso irreversibili. Un numero in difetto, visto che molti decedono nei giorni successivi al trauma e che dunque non partecipano al triste conteggio delle vittime della strada. Urge a questo punto una radicale riforma del Codice della Strada.Lo chiedono le Associazioni dei Consumatori.

Gli italiani sono più disciplinati all’estero, o almeno così si dice. Certo, non lo sono tra le “mura domestiche”. Qui in Italia il numero dei pirati della strada è aumentato, o meglio sono aumentati gli incidenti stradali a loro attribuiti. Nel 2009 si sono verificati ben 482 casi di pirateria stradale. L’aumento rispetto al 2008 è del 49,2%, tenendo conto che in quell’anno ne sono stati contati 323.
O sono tutti impazziti, o la crisi ha aumentato il ritmo di vita. Il tempo è denaro, non si guarda più in faccia a nessuno, né al pedone né al semaforo.

Su cento incidenti stradali mortali, almeno trenta sarebbero causati dall’alcol e dunque dallo stato di ebbrezza del conducente alla guida della sua vettura; è quanto annunciano, non senza preoccupazione, sia l’Ania che l’ European transport safety council. Che fare dunque? bisognerà incidere con tutta la forza possibile sulla responsabilità individuale e anche facendo leva sulle campagne di promozione nei confronti del guidatore designato, quello ovvero che si occupa di portare a casa sani e salvi tutti i componenti della comitiva, perché si è volontariamente astenuto dal bere.

Questo è il periodo in cui si teme maggiormente la guida irresponsabile. Le “stragi di Capodanno” hanno conquistato questa triste nomea con gli anni, soprattutto a causa della grande quantità di alcol circolante: nei locali, per strada, nelle vene. Anno dopo anno, i morti di Capodanno aumentano, e sono soprattutto giovani al volante, ebbri di festa e di stupefacenti.
Quest’anno, per sensibilizzare i diretti interessati, è stata ideata una campagna nella campagna. All’interno dell’iniziativa “Basta un attimo” è stato lanciato il parallelo claim “Insicurezza“, dedicato ai templi del divertimento.

Al Motor Show 2009, stamattina alle 10.30 si è tenuto il convegno “Mobilita’ urbana e sicurezza stradale”, dedicato principalmente alle tristi vicende protagoniste delle strade italiane. A moderare il dibattito i promotori dell’iniziativa, tra cui La Regione Emilia Romagna e il centro studi Promotor International, organizzatori della stessa rassegna motoristica. I dati che emergono dal convegno sono rassicuranti, si fa per dire, rispetto alle ultime, allarmanti statistiche sulla sicurezza stradale.

Può un semplice tappetino provocare un grave incidente stradale? Si che può….

Per la sicurezza stradale questo e altro. Con “Io dissuado” non ci riferiamo a una semplice manifestazione, ma a un attacco alla pubblica opinione a suon di viral marketing “vivente”.
A firmare la manifestazione, la Fondazione Ania, che Domenica 11 Ottobre orchestrerà un evento di grande impatto nel cuore della capitale.

La sicurezza stradale approda nelle scuole italiane con un progetto di sensibilizzazione che avrà vita in almeno 150 scuole del nostro Paese al grido ”Fast on Track, not on Road - Giovani” (”Corri in pista, non in strada!).

Un occhio sempre più attento verso la sicurezza stradale è quello orientato dai costruttori di auto nel mondo e per giungere al meglio a questo risultato si punta su un innovatore sistema che agisce sulle gomme dell’auto e che fa si che il conducente si accorga per tempo di un’anomalia, quali pressione e tenuta degli pneumatici, non perfettamente adeguata durante la marcia.
In Italia gli incidenti stradali si riconfermano la prima causa di morte per la popolazione con età inferiore a 40 anni. Il 50% delle vittime è formato dagli utenti deboli della strada, gli uomini muoiono tre volte più delle donne, le autostrade sono più sicure delle vie cittadine, 30 miliardi i costi sociali per lo Stato italiano.
La commissione europea insiste affinché i paesi dell’Unione europea adottino il sistema eCall. L’organo comunitario ha già fissato le prime scadenze: per la fine del 2009 dovranno circolare le prime auto dotate di questa tecnologia, entro il 2014 tutte quelle nuove ne dovranno essere munite di serie.