
Avrà di sicuro a mente il Protocollo di Kioto Letizia Moratti, sindaco di Milano, che tende a far respirare aria pulita ai milanesi al riparo dalle grandi emissioni di anidride carbonica causate dal traffico veicolare e non è solo al blocco del traffico che guarda il primo cittadino milanese, il suo sguardo è ancora più lontano e si orienta, grazie alla collaborazione con Università italiane e straniere, alla formula sperimentata dell’ Impatto Zero® che è in grado di calcolare le emissioni di anidride carbonica generate da qualsiasi attività, proporre delle iniziative per ridurre tali emissioni e compensare le restanti tramite la creazione di nuove foreste in Italia e nel Mondo.

Scendono in campo le Associazioni dei Consumatori e minacciano una class action contro le Case automobilistiche nei confronti delle quali si sarebbe scatenata una vera e propria campagna mediatica per denunciare l’abitudine dei costruttori di dichiarare emissioni di Co2 ben al di sotto di quanto effettivamente le auto da loro prodotte emettano; per prima a scendere in campo, fra i Consumatori, è l’Adoc che preannuncia una battaglia serrata ed una denuncia all’Antitrust per pubblicità ingannevole.

Da un lato l’esigenza della gente è sempre di più rivolta a trasferirsi in città, preferendo il contro anzicchè la periferia, dall’altra assistiamo ogni giorno al congestionamento delle metropoli da parte di quanti si spingono per fare acquisiti e utilizzare l’auto spesso in maniera indiscriminata. Se lo stop alla circolazione è una misura quanto mai impopolare, l’unico modo per arginare il problema è quello di orientarsi verso la soluzione che porti alla condivisione delle auto da parte di diversi utenti, insomma, sistemi alternativi di mobilità urbana.

Avete intenzione di recarvi in Germania con la vostra auto, fate attenzione prima di mettere piede o ruota, per essere più precisi, in terra germanica, dovrete avere con voi i bollini che attestino la quantità di polveri sottili rilasciate dalla vostra vettura. Ciò in quanto in Germania sono state previste zone ambientali diverse laddove accedervi con veicoli a motore è possibile solo se questi siano predisposti in modo da limitare l’immissione di polveri Pm10 regolata in base ai limiti imposti in alcune determinate aree geografiche.

Non si può dire che Milano si sia dimostrata una città virtuosa nel combattere l’inquinamento atmosferico, anzi, la necessità di intervenire nei giorni di picco, con provvedimenti drastici e antipopolari, avrebbe dimostrato come il capoluogo lombardo di strada ne debba ancora fare ancora parecchia per potersi definire una metropoli moderna anche sotto l’aspetto ambientale e l’attenzione di tali problemi da parte delle Amministrazioni pubbliche.Tuttavia il capoluogo lombardo è voluto andare un po’ in controtendenza rispetto a quanto fatto fino adesso.

Ma servirà davvero il blocco del traffico che alcuni Comuni italiani, soprattutto del Nord Italia, indicono periodicamente per contrastare l’inquinamento? Non si capisce bene, quello che si intuisce meglio è che in effetti certe regioni del Nord Italia sono davvero attanagliati da questa piaga sociale tutt’altro che irrilevante se si pensa il carico di guai per la salute che arreca, si tratta soltanto di capire se il rimedio, se deve riguardare solo l’auto, riesca almeno a raggiungere i risultati auspicati.

Nelle grandi città italiane si sta male, almeno per quanto riguarda i livelli di inquinamento atmosferico, ne sanno qualcosa i cittadini di Napoli, Torino ed Ancona dove le concentrazioni di Pm sono troppo alte, visto che si discute di 156/151 e 129 giorni in cui si è sforato. Anche Milano non ” scherza “, visto che si sono sforati i livelli di guardia per ben 108 giorni, 60 sono i giorni “rossi” per Venezia. In generale si può dire che le regioni più inquinate sono la Lombardia, l’Emilia Romagna, cui seguono Piemonte e Veneto. Se poi si guarda ai livelli di ozono non è che le cose vadano molto meglio, la Pianura Padana è quella dove si registrano in maggior misura tali alti livelli di inquinanti.

Se fosse vera questa invenzione, o meglio, se si riuscisse davvero a metterla in pratica si tratterebbe del classico ” uovo di Colombo ” ma un ” uovo ” molto caro fino adesso, visto che con questa apparentemente semplice scoperta si produrrebbe un vantaggio enorme sia per l’ambiente che per l’economia e per di più, scopritori di questa innovativa soluzione tecnologica sono tutti cervelli italiani che potrebbero essere ricordati negli anni come coloro che sono stati in grado di farci risparmiare in auto qualcosa come il 70% dei carburanti fino adesso consumati.

Biocarburanti, altro che panacea contro i guasti dell’ambiente, tutt’altro, indirettamente la cura della malattia può rivelarsi ancora peggiore del male che si vuol sconfiggere ed infatti, persino l’olio di colza, che qualcuno aveva salutato come la soluzione che ci avrebbe affrancato dal greggio non ha arrecato alcun vantaggio né per l’economia né per lo stesso ambiente.Ma non solo di colza si parla, visto che il concetto si allarga anche ai carburanti verdi quali biodiesel ed etanolo e si estende ancor di più se si pensa da quali coltivazioni derivavano tali carburanti, canna da zucchero, mais, barbabietola etc.

Era ora, bastava dare un’occhiata veloce in prossimità di qualche bottega di un gommista per assistere all’impietosa fine di montagne di pneumatici esausti che stazionano per giorni in attesa che qualcuno, non si è mai capito chi, le ritirasse. Deprecabile al massimo è anche l’usanza attuata sovente da parte di tanti di depositare le gomme vecchie all’interno dei cassonetti dei rifiuti e…. addio tutela ambientale ed invece serve sapere che proprio le gomme esauste sono una risorsa quasi inesauribile se trattate adeguatamente e, sopratutto, vista la diffusione di questi accessori.

Non c’è pace per i fumatori in generale ed in auto in particolare, dopo la proposta della Lega che vorrebbe bandire il fumo in auto a suon di multe per chi si ostina a fumare mentre si trova al volante, adesso tocca alle quotazioni delle auto usate di proprietà di fumatori; secondo CarNext, Società specializzata nella compravendita di auto usate, una vettura detenuta da un fumatore che in auto abbia continuamente fumato si deprezzerebbe, mediamente, di 600 euro.Un’auto cui si è fumato, infatti, si impregna dei fumi di sigaretta e l’odore della combustione è destinato a rimanere a lungo ed è difficile da togliere, così come è noto come la tappezzeria rischi di ingiallirsi e di macchiarsi a causa dei residui della combustione.

Che c’azzeccherà l’auto con la Frecciarossa, il treno ad alta velocità da poco inaugurato da Trenitalia e che proprio l’altro ieri ha visto un’altra inaugurazione, quella riguardante la tratta Torino-Milano. Se paragoni le Associazioni dei Consumatori hanno fatto è perché s’è voluto assistere alla differenza di costi fra l’auto, il treno Frecciarossa nel tratto coperto Torino-Milano ed eventualmente l’aereo, per un tratto più lungo, ovvero, Torino Roma.

Potranno essere le caldaie di utilizzo domestico, industriale o agricolo, le industrie soprattutto pesanti ed ogni altra attività dell’uomo ad essere chiamati in causa e responsabili nel complesso del surriscaldamento del pianeta, ma fatto sta che, a dar retta agli scienziati, imputati numero uno sul riscaldamento e consequenziale effetto serra, restano in primis le auto ed i camion; come dimostra una recente ricerca portata avanti da Jan Fuglestvedt e dai suoi colleghi del Centre of international Climate and Environmental Research (CICERO) in Norvegia.

Alla donna piace la bicicletta e tanto più si stimola l’uso della bicicletta in città, quanto più presa questo fatto ha sul gentil sesso; “Chi vuole capire se un ambiente urbano supporta l’uso della bicicletta farebbe meglio a dimenticare i dettagliati “indici di ciclabilità” e misurare semplicemente la proporzione di ciclisti donna,” lo dice Jan Garrard, della Deakin University di Melbourne in Australia. L’uso delle due ruote non è diffuso ubiquitariamente in tutta Italia, visto che ci sono città della penisola dove le piste ciclabili sono presenti in grande misura e ne vengono richieste delle altre soprattutto da parte delle donne ed altre in cui la possibilità di usare la bici è davvero ridotta.