
Il mercato auto è stato lasciato allo stato brado. In mancanza di incentivi, le case automobilistiche sono costrette a trovare escamotage per conquistare il consumatore: promozioni, ecoincentivi fai da te, sconti rottamazione. I primi mesi del 2010 le performance sono state positive, ma i grossi numeri delle immatricolazioni sono solo gli strascichi degli incentivi auto 2009. E il mercato delle auto usate? E’ crisi anche per l’after market. Nel mese di febbraio 2010 i trasferimenti di proprietà sono stati 366.341, il 7,33% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

La Nissan Micra si prepara a riconquistare il mercato. La city car sarà una cosiddetta auto globale, un veicolo destinato a essere commercializzato nella totalità dei mercati d’interesse, oltre 160. Per coprire il fabbisogno previsto per la domanda globale, la Nissan ha inugurato un nuovo impianto produttivo a Chennai, in India. Da lì usciranno 400.000 vetture, quasi la metà dell’intero stock produttivo annuale. Lo stabilimento è il primo a riportare la duplice etichetta Renault-Nissan ed entrerà definitivamente in funzione il prossimo mese di maggio.

Forse non tutti ricordano la pubblicità che Ford aveva avviato nei confronti della Fiesta TDCI che campeggiava su molti quotidiani e riviste e che recitava che era possibile acquistare l’auto nuova corrispondendo un prezzo che andava da 4.950 euro fino a 6.120 euro, ovvero la metà del prezzo di vendita dell’auto, visto che secondo quanto pubblicizzato dalla Casa automobilistica, la proposta era quella di offrire “50% un’auto nuova al costo di un’auto usata. Nuovo come usato”.

ll Gruppo Volkswagen ha divulgato i dati relativi alle performance di mercato nel 2009. A dispetto della crisi, i numeri esibiti da Volkswagen sono confortanti. La casa di Wolfsburg ha registrato 6,29 milioni di vetture, con l’1,1% in più rispetto all’ammontare venduto durante lo stesso periodo del 2008. Volkswagen, come altre case automobilistiche, è stata più forte della crisi che ha investito il settore, e che ha richiesto l’intervento degli amati/odiati incentivi auto.

Un’altra vittima illustre della crisi economica, Mitsubishi ha deciso di porre fine all’avventura della sua divisione sportiva Ralliart; dopo 25 anni di continuo di ricerca e sviluppo tecnologico, di successi nel mondiale Rally WRC negli anni anni ‘90 e di produzione di componenti tuning si chiude in maniera triste un capitolo fondamentale dell’automobilismo sportivo moderno. La notizia è apparsa sul sito ufficiale Ralliart nel quale si dichiara, senza tanti giri di parole, che l’attività cesserà alla fine di marzo 2010 e che le motivazioni sono da addurre ai disastrosi bilanci dell’anno passato e all’andamento infelice di quello nuovo.
Le acquisizioni, i subentri, le fusioni, gli accorpamenti, le fagocitosi fra marchi automobilistici hanno fatto più o meno la storia dell’automobile in particolar modo del secolo scorso, un’era che è una vera e propria pietra miliare nel settore dell’auto se si considera che lo sviluppo e la produzione di massa dell’automobile coincide nel mondo con il Novecento.E dunque vediamo cosa è mai avvenuto a tante Case automobilistiche delle quali abbiamo un ricordo più accademico che diretto, visto che per alcune di esse l’epoca in cui cessarono di esistere non è proprio lì da venire.

Le alterne vicende che hanno e chissà, ancora stanno riguardando la Saab, dopo che General Motors ha liquidato il marchio e dopo aver sperimentato acquisizioni impossibili, una di queste provenienti dal Fondo di investimento Genii Capital, fino a Spyker passando pure dai cinesi, nonostante al Salone di Ginevra si parla di Spyker come della vera acquirente di Saab, sul futuro della ex Casa svedese qualche nube ancora si agita sopra il cammino della Casa.

Chrysler e Lancia hanno condiviso lo stesso stand al Salone di Ginevra 2010, e presto condivideranno molto di più. L’integrazione tra il Gruppo Fiat e la casa americana è sempre più totalizzante. Avevamo assistito al matrimonio simbolico tra i due marchi allo scorso Salone di Detroit, a gennaio, quando nello stand condiviso aveva debuttato una - inquietante - Chrysler Delta (vedi sotto). Le reazioni sono state subito piuttosto forti, e hanno visto la maggior parte degli italiani inorridire di fronte al sacrilegio.

Renault non frena le sue mire espansionistiche e continua con la “colonizzazione” della Russia. La casa francese ha appena inaugurato la seconda fase della fabbrica Avtoframos di Mosca, alla presenza del sindaco della capitale Yuri Luzhkov e di Carlos Ghosn, Presidente-Direttore Generale di Renault. La fabbrica ha incrementato il volume produttivo fino a 160.000 unità all’anno - per accogliere la Dacia Sandero - a dispetto del crollo generalizzato del mercato auto, che non ha risparmiato nemmeno la Russia.

I dati che circolano sulle performance del mercato auto sarebbero uno scherzo di cattivo gusto se non fossero scientificamente spiegabili. Le immatricolazioni registrate nel mese di febbraio sono al top, quasi a livelli record. Eppure non c’è un operatore del settore che plauda alla decisione del governo di non rinnovare gli aiuti fiscali. Dalle case automobilistiche ai concessionari, fino alle associazioni di categoria, tutti si autocompatiscono, profetizzando l’apocalisse del mercato auto e la fine del business. In realtà, i dati non sono confortanti quanto insopportabilmente beffardi.

Sorpresa…. nel mese di febbraio di quest’anno abbiamo superato quota 20,6% rispetto al 2008, in fatto di vendite di auto, allora è tutto risolto, possiamo finalmente dire addio alla crisi? Macchè, l’impennata era prevedibilissima, visto che parliamo di immatricolazioni e dunque consegne di vetture prenotate sul finire degli incentivi dello scorso anno e anzi è normale che sia stato così, a dicembre la gente correva a comprare l’auto proprio grazie agli incentivi statali, oggi gliela consegnano e, dunque, cosa dobbiamo aspettarci?

Secondo i dati raccolti dal mensile Quattroruote, le case automobilistiche non si arrenderanno di fronte al no del governo agli incentivi auto 2010. La domanda subirà un crollo? Non con le dovute precauzioni. Tutti i brand si dimostrano preparati al peggio e sciorinano una carrellata di promozioni e sconti, di ogni genere. Insomma, incentivi fai-da-te, in mancanza di quelli governativi. Le offerte non si riferiscono solo al prezzo di listino ma coinvolgono altre condizioni d’acquisto, come la garanzia e l’assistenza.

In Gran Bretagna la pensano diversamente da Scajola e compagnia. Il governo britannico elargirà a partire dal 2011 aiuti finanziari agli automobilisti più attenti all’ambiente: fino a 5.000 sterline (quasi 6.000 euro) di incentivi auto per l’acquisto di un’auto elettrica, per una copertura pari al 25% del prezzo di listino.
Parliamo, ovviamente, della tipologia di auto attualmente più ecologica ed economica a lungo termine, soprattutto a fronte di incentivi come quelli inglesi.

Cominciano a profilarsi le premesse per una soluzione delle vertenze che riguardano un gruppo di 36 lavoratori degli stabilimenti Fiat di Pomigliano D’Arco, Napoli, che, come ricordiamo, dallo scorso 16 dicembre avevano occupato la sede del consiglio comunale in segno di protesta contro l’azienda che ne aveva disposto il licenziamento allo scadere del contratto di lavoro. Parliamo di 36 dipendenti e 52 apprendisti, per quest’ultimi il contratto scadrà il 2 marzo prossimo, per gli altri alla stessa data finirà il loro impegno con Fiat derivante da un contratto a tempo determinato prossimo, come si vede, alla scadenza.