
Lo spauracchio è in agguato. Dopo la fusione globale paventata da Marchionne - che non sembra nemmeno così avvenieristica - cosa resterà di questi marchi italiani? Tra le mani, solo un pugno di Fiat. Speriamo di no, ma la paura resta. Volkswagen sembrerebbe interessato ad acquistare la nostra Alfa Romeo, brand che non ha perso esclusività e appariscenza nemmeno dopo l’acquisizione da parte di Fiat. I manager di Volkswagen le avrebbero puntato gli occhi addosso, nel loro inarrestabile cammino espansionistico.

C’è chi annette un’importanza determinante all’alleanza avvenuta in tempi moderni di Fiat con Chrysler ritenuta il primum movens di tutte le altre unioni che si sono via, via, avvicendate da quando il patron della Casa torinese, Sergio Marchionne, ha inteso intraprendere la via sulla rotta dell’America. Ebbene, a guardare i fatti, questo signor ” qualcuno” che annette tanta rilevanza all’accordo di Fiat con Chrysler forse non ha per niente torto se si guarda a tutte le altre alleanze che nel mondo si sono verificate dalla Fiat in poi.

Le grandi sommosse saranno completamente inutili. Sergio Marchionne resta impassibile di fronte all’ammutinamento dei “suoi” operai. La decisione di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese è irreversibile e non ci saranno santi. “Lo stabilimento non è in grado di competere“, questo il commento lapidario dell’AD.
Per Fiat questo è un grande momento storico. L’alleanza con Chrysler l’ha resa indistruttibile sul panorama internazionale, dove oltretutto si appresta a sfondare con un nuovo modello low cost.

Finalmente parole sensate provenienti dai Sindacati, quando dichiarano che se Fiat chiude stabilimenti e non si impegna anche nella ricerca di nuove auto, ad esempio elettriche e ad idrogeno, dallo Stato non deve avere nessun incentivo e men che meno, soldi!

Come dire…. “ i guai della pentola li conosce solo il mestolo che la rigira… ” potrebbe essere questo il senso della parole di Sergio Marchionne nei confronti del ministro Scajola interessato a sanare la vicenda circa la chiusura degli stabilimenti Fiat di Termini Imerese in provincia di Palermo.

A quanto pare Fiat avrebbe pensato a Lapo Elkann, il rampollo di Casa Agnelli secondogenito di Margherita Agnelli, finito su tutti i giornali qualche tempo fa a seguito dei festini a base di coca e trans e per questo estromesso dalla Casa italiana.
L‘auto elettrica Fiat sarà Chrysler. Il marchio acquisito dal colosso torinese sarà il centro di progettazione e commercializzazione delle vetture zero emissioni. Un attimo, ma non avevamo detto che Chrysler sarà presto fuori dal mercato europeo?

Mentre in Italia si dibatte ancora sull’opportunità di prorogare gli incentivi auto anche per il prossimo 2010, in Spagna s’è già deciso che anche per il 2010 tali incentivi ci saranno ancora.

Tempi floridi per il marchio Fiat, lo si era capito già ai tempi dell’accordo con Chrysler, lo si era intuito ben consci dell’apporto di uno stratega come Sergio Marchionne, fatto sta che la Fiat fa un balzo in avanti non solo nell’ambito delle vendite, con percentuali ricche e a due cifre col segno più davanti, ma anche a guardare la Borsa ed il titolo Fiat che sale come le lancette di un termometro sotto il braccio di una persona con 41 di febbre!
Nel passato dell’industria automobilistica italiana vi fu un tempo in cui la politica seguiva da vicino le sorti delle Case automobilistiche, forse persino troppo, al punto da divenire essa stessa l’ago della bilancia riguardo alle posizioni industriali assunte o rappresentando il bersaglio delle decisioni provenienti dal management aziendale.

Sembrano essere giunti a conclusione le tante vicissitudini della celebre, più un tempo che adesso, per la verità, Carrozzeria Bertone, passata per diverse vicende, anche giudiziarie che stavano persino comportando il licenziamento, tout court, di diverse maestranze.

Se occorre verrà dato corso anche per il prossimo 2010 agli incentivi auto in Italia, questo il senso dell’intervista che il premier Silvio Berlusconi ha rilasciato a Sky TG24 Mattina rispondendo alla richiesta di Sergio Marchionne.

La nuova Fiat 500 raggiungerà i concessionari americani di Chrysler, Jeep e Dodge, dove verrà commercializzata a partire dalla fine del prossimo anno.

Un’ importante riunione è quella che ha riguardato Fiat nella giornata di ieri con i vertici Chrysler e i cui risultati saranno ufficializzati a partire dal prossimo mese; ospite d’eccezione, ovviamente, Sergio Marchionne, motivo dell’incontro, preparare la strategia ed il piano industriale per quanto concerne tre marchi storici americani; Chrysler, Dodge e Jeep alla luce dell’ingresso della Casa torinese alla guida del Gruppo automobilistico capofila.