Accordo Mise-benzinai: niente sciopero, ma rimane il rischio chiusura

L'accordo tra Mise e benzinai ha evitato la serrata dei distributori, ma le associazioni lanciano l'allarme: "Tra poco non riusciremo ad aprire"

accordo mise-benzinai

Foto Shutterstock | di logoboom

L’accordo Mise-benzinai ha evitato lo sciopero che avrebbe avuto ripercussioni gravi sul trasporto, soprattutto durante l’epidemia di coronavirus, ma quello delle associazioni di categoria è un grido d’allarme che lascia intatto il rischio di una chiusura, seppur forzata.

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L’accordo Mise-benzinai evita la serrata

La decisione è arrivata in serata subito dopo la conference call tra i rappresentanti di FAIB, FEGICA CISL, FIGISC, ANISA e il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. L’accordo Mise-benzinai ha così evitato la serrata dei distributori, che avevano annunciato la chiusura degli impianti – prima quelli autostradali, poi gli altri – a partire dalla serata di mercoledì. Niente sciopero, quindi, ma la situazione di emergenza rimane tanto che le associazioni di categoria hanno chiarito, parlando con i ministri, come la loro fosse “una richiesta d’aiuto perché tra poco non riusciremo ad aprire per mancanza di soldi”.

Proprio per cercare di venire incontro alle esigenze di benzinai e grandi distributori il Governo sta già studiando delle situazioni ad hoc che fronteggino la situazione: la categoria, infatti, è considerata essenziale soprattutto nella situazione di emergenza legata alla diffusione del coronavirus in quanto è uno degli anelli principali delle catena di distribuzione alimentare e non solo. Il problema principale lamentato dai gestori è la mancanza di liquidità dovuta principalmente al calo della vendita dei carburanti viste le restrizioni alla mobilità imposte dai decreti. Una situazione che le istituzioni stanno cercando di risolvere nel più breve tempo possibile per evitare la chiusura, stavolta forzata, degli impianti su tutta la rete nazionale.

Parole di Matteo Vana

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