L’industria delle quattro ruote continua a palesare enormi problemi per i player del mercato. Una importante società di noleggio auto è finita in bancarotta.
In un mercato delle auto sempre più in crisi non deve sorprendere la perdita di una nota società di noleggio. Oramai la maggioranza degli automobilisti preferiscono tenersi strette le proprie care vecchie macchine termiche, rinunciando anche alla possibilità di noleggiare delle vetture all’avanguardia.

Questa storia è finita in truffa e bancarotta. Le ipotesi di reato del fascicolo che la procura di Torino ha aperto, nei mesi scorsi, sul caso della società di noleggio auto a lungo termine Car Free, continuano a far parlare, come riportato anche sul quotidiano Repubblica. Era l’8 gennaio 2025 quando per la società con sede nel Capoluogo (via Reiss Romoli), è partita la liquidazione giudiziale. La società di noleggio era stata scelta da centinaia di persone, con un sistema di noleggio molto particolare e attraente.
La truffa della società di noleggio
Il noleggio per sette anni, a prezzi all’apparenza molto convenienti, ha raggirato molti. Con una semplice cauzione, poi, i clienti avrebbero ricevuto un cash back mensile di 100 euro. In questo modo c’è chi si è spinto a spendere più di 23.000 euro, come emesso in questo Dossier di TorinoToday. La somma copriva la manutenzione ordinaria, straordinaria, gomme, assicurazione, bollo e sostituzione auto in caso di manutenzione superiore alle otto ore.

Quando una soluzione vi sembra un vero affare bisogna drizzare le antenne. I clienti hanno ricevuto l’avviso che informava della liquidazione giudiziale, che prevedeva la sospensione di tutti i contratti. “Siete invitati a interrompere l’uso del mezzo a voi assegnato e collocarlo in un luogo idoneo a essere conservato privo di assicurazione”, è stato annunciato in una nota via pec.
La questione è esplosa con le denunce dei diversi clienti, assistiti dagli avvocati Manuel Peretti, Francesco Viviani e Andrea Panero, poi la procura ha aperto un’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Paolo Del Grosso. Sono indagati anche i due ex amministratori della Car Free, assistiti da Antonio Genovese, Simona Grabbi e Alessandro Argento. Nomi noti finiti in un polverone.