Aria condizionata, quando non va accesa in auto: si rischia una multa salatissima

L’aria condizionata, soprattutto in estate, rappresenta una validissima soluzione contro il caldo: attenzione, però, a come usarla per non incorrere in multe molto salate.

L’arrivo dell’estate porta con sé temperature molto elevate che rischiano di mettere a dura prova gli automobilisti alla guida. Per fortuna in ogni auto è ormai presenta l’aria condizionata che rappresenta uno strumento fondamentale per riuscire a circolare senza accusare eccessivamente la grande calura estiva.

Il climatizzatore, infatti, consente agli automobilisti di tenere bassa la temperatura all’interno del veicolo riducendo i rischi del guidare con il caldo, una delle situazioni più difficili da sostenere al volante e che rischia di causare anche incidenti. Attenzione, però, perché usarla nel mondo sbagliato può portare a multe anche molto salate.

Aria condizionata, quando scatta la multa

Se accendere l’aria condizionata in macchina consente agli automobilisti di sfuggire, almeno momentaneamente, al caldo torrido è bene sapere che non sempre questa pratica è consentita. Il Codice della strada, infatti, impone dei limiti al suo utilizzo; questa, quindi, può essere accesa durante la marcia e anche in caso di fermate ma non se si effettua una sosta prolungata. E’ lo stesso Codice a chiarirlo, attraverso  l’articolo 157, che vieta espressamente di mantenere il motore e l’aria condizionata accesi durante la sosta del veicolo, al fine di limitare le emissioni di CO2 e gli sprechi di carburante. Quindi se l’automobilista decide di fermarsi in una piazzola di sosta o a bordo strada a motore spento, quindi con la chiara intenzione di sostare in quella zona, l’aria condizionata va spenta.

Aria condizionata, quando scatta la multa
Aria condizionata, ecco quando può scattare la multa (Jaroslav Moravcik da Pixabay – Allaguida.it)

Questo perché una vettura in sosta con l’aria condizionata inquina: il motore delle automobili, specie le più vecchie, rilascia nell’aria grandi quantità di Co2, e per questo deve essere spento quando non si è in marcia. Anche a costo di patire il caldo. Qualche anno fa ci fu un caso clamoroso che destò molto scalpore e che coinvolse una automobilista di Como, multato per 218 euro dalla polizia locale, per essersi fermato a margine della carreggiata con motore e aria condizionata accesi per fare qualche telefonata. Chi viola questa norma infatti, rischia di dover pagare una multa che può variare dai 223 ai 444 euro, a seconda della gravità dell’infrazione, e di dover subire la rimozione del veicolo con le spese a carico del proprietario.

Il Codice della strada parla piuttosto chiaro al riguardo: è vietato tenere acceso il motore ad auto ferma o in sosta per far funzionare l’aria condizionata. Nessun problema a godere dell’aria fredda mentre si è in marcia, ma se ci si ferma  in una piazzola di sosta o anche a bordo strada, il motore – e quindi anche il condizionatore – devono essere spenti. In realtà questa legge non è una novità: la norma, infatti, fu introdotta già 2007, modificata nel 2010, aggiornata negli importi delle multe nel 2014 e ad aprile 2022, ma sono ancora molti gli automobilisti che, pur di non patire il caldo durante la sosta, ricorrono all’aria condizionata. Un comportamento da evitare perché si rischia una multa decisamente salata.

Molto importante, in questo caso, chiarire la differenza tra sosta e fermata; con la prima si intende “la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente” mentre diverso è il caso dell’arresto, ossia l’interruzione di marcia causata da traffico o semafori, così come quello della fermata, termine con il quale si intendo uno stop di brevissima durata, la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, ad esempio per consentire la salita o la discesa delle persone. Begli ultimi due, infatti,  è consentito tenere accesa l’aria condizionata mentre nel primo scatta la multa. La discriminante fondamentale, quindi, è il tempo che l’automobilista passa con il motore acceso.

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