Artega Karo-Isetta, l'erede della microcar rinasce elettrica

 nuova Isetta elettrica

Una nuova Isetta elettrica è arrivata. Ispirata alla mitica BMW Isetta e all’omonima microvettura che venne prodotta dalla casa italiana Iso Rivolta di Bresso tra il 1953 e il 1956, la Isetta sta per rinascere in versione a zero emissioni grazie alla casa tedesca Artega che ha deciso di riportarla in auge in chiave moderna ed elettrificarla. L’Artega Karo-Isetta, questo il nome della nuova bubble car, sfoggerà l’inconfondibile stile dell’iconica vettura in origine progettata da Ermenegildo Preti e disegnata da Pierluigi Raggi, ma con dettagli moderni, come i fari e le luci diurne a Led. Per evitare di rovinare il design originale, la spina di ricarica di tipo 2 nella parte posteriore ha lo stile del classico tappo del serbatoio Isetta. Karo-Isetta peraltro è già ordinabile sul sito del costruttore e i primi esemplari saranno consegnati nell’aprile 2020.

Nuova Isetta elettrica, prezzi e dettagli tecnici

Non sono molti i dettagli tecnici per ora diffusi. Di certo si sa che avrà una <velocità di 90 Km/h e un’autonomia di 200 chilometri, grazie alla batteria agli ioni di litio fornita da Voltabox. Costruita su un telaio in acciaio, la Artega Karo-Isetta può sopportare un carico utile massimo di 200 kg e manterrà il classico portellone d’ingresso frontale, uno dei marchi di fabbrica del vecchio modello. Inizialmente la microcar, omologata come quadriciclo pesante, sarà offerta in due diverse versioni; la serie limitata “Intro”, che costa 21.995 euro in Germania e la “Edition”, disponibile a partire da 17.995 euro.

La controversia che ha coinvolto la Isetta

Premessa dovuta. La Isetta ha una gemella che si chiama Microlino, venduta dalla Micro Mobility Systems il cui progettista, lo svizzero Wim Ouboter era ex partner dell’Artega. La rottura tra l’azienda tedesca e il suo partner, il progettista-imprenditore elvetico per l’appunto, ha comportato degli strascichi legali. Il contenzioso nasceva dal fatto che dell’assemblaggio della Microlino, inizialmente affidato alla Tazzari, avrebbe dovuto occuparsi proprio l’Artega. E la rottura tra l’Artega e Ouboter è avvenuta proprio alla vigilia della produzione, quando il brand tedesco ha deciso di portare avanti il progetto senza Ouboter, che lamentava numerosi difetti degli esemplari di pre-serie. Il modello uscito a seguito del divorzio, inizialmente noto come Karolino, è stato poi battezzato Karo-Isetta. Alla fine, le due società hanno raggiunto un accordo stragiudiziale che consentirà a entrambe le Isette elettriche (la Karo-Isetta e la Microlino) di coesistere sul mercato con la vettura dell’azienda svizzera che ha già ricevuto 16.000 prenotazioni per la sua Microlino, che entrerà però in produzione nel 2021.

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!