Auto elettrica: tutti la vogliono, nessuno la compra | Vi spieghiamo perché

Nonostante l’interesse per le auto elettriche in Italia è in aumento, le vendite effettive rimangono basse. Tra disinformazione, incertezza politica e preoccupazioni infrastrutturali, scopriamo perché gli italiani desiderano l’auto elettrica, ma esitano a comprarla.

La domanda di auto elettriche sta esplodendo a livello globale, cavalcando un’ondata di consapevolezza ambientale, la pressione dei crescenti costi del carburante e le nuove politiche dell’Unione Europea, che prevedono di mettere fuori gioco le auto a combustione interna entro il 2035.

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Tutti le vogliono, nessuno le piglia: il destino delle auto elettriche in Italia (ANSA – allaguida.it)

Tuttavia, c’è un apparente paradosso: nonostante gli italiani dimostrino un elevato interesse verso le auto elettriche, la transizione effettiva verso queste vetture sembra stentare a decollare. In questo articolo, ci addentreremo nel cuore di questo conundrum, analizzando le cause di tale disaccordo tra intenzioni e azioni.

Intenzione vs azioni: perché le vendite di auto elettriche stentano a decollare?

Secondo l’ultimo Ey Mobility Consumer Index 2023, una vasta gamma di consumatori in tutto il mondo, Italia inclusa, sta seriamente considerando l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida. In particolare, l’Italia ha registrato una percentuale sorprendentemente elevata del 70% di consumatori con intenzioni di acquisto di un veicolo elettrificato. Tuttavia, nonostante questa forte intenzione, le vendite di auto elettriche nel Paese rimangono sorprendentemente basse.

Antonio De Bellis, rinomato E-mobility Lead Manager di ABB Italia, identifica la disinformazione come uno degli ostacoli più significativi all’acquisto di auto elettriche sul suolo italiano. Secondo De Bellis, l’ambiguità e la diffusione di informazioni fuorvianti o direttamente false rischiano di condurre i potenziali clienti a nutrire false aspettative su tecnologie non ancora pronte per la commercializzazione di massa, come ad esempio l’idrogeno. Questo fenomeno può allontanare gli acquirenti dai modelli completamente elettrici, che invece sono già una realtà tangibile e pronta all’uso sul mercato attuale.

Ma anche la confusione politica gioca il suo ruolo…

De Bellis evidenzia anche il problema dell’incertezza politica. L’esperto ritiene che, se vi fosse una maggiore coerenza e chiarezza nella definizione e nell’applicazione degli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, l’Italia potrebbe seguire il percorso di rapida adozione di tali veicoli intrapreso da altre nazioni.

La diffusione delle infrastrutture di ricarica sul territorio italiano è sicuramente un punto a favore. Tuttavia, la distribuzione non omogenea di queste stazioni di ricarica – dovuta alla tipica asimmetria geografica del Paese – e la percezione di un tempo di ricarica eccessivamente lungo potrebbero fungere da deterrente per potenziali acquirenti.

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Il ruolo della politica nell’elettrificazione del Paese (ANSA – allaguida.it)

Nonostante le sfide e le difficoltà da affrontare, è cruciale sottolineare come la transizione verso la mobilità elettrica non rappresenti solamente un ostacolo, ma porti con sé una serie di opportunità inedite. Da un lato, l’adozione di veicoli elettrici contribuirebbe a una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica, rispondendo così alla crescente necessità di contrastare i cambiamenti climatici. Dall’altro, potrebbe innescare la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dell’elettricità e della mobilità sostenibile, contribuendo così a stimolare l’economia e a rinnovare il tessuto industriale del Paese.

In sintesi, l’incremento dell’adozione di veicoli elettrici in Italia potrebbe essere facilitato affrontando in modo efficace la disinformazione, garantendo una maggiore trasparenza politica sulle incentivazioni e migliorando la capillarità e l’efficienza delle infrastrutture di ricarica. La transizione verso l’elettrico non è solo una tendenza emergente, ma una necessità ineludibile. Tuttavia, la rapidità di questa transizione dipenderà in larga misura da come questi problemi vengono gestiti e risolti. È fondamentale quindi un approccio consapevole e coerente che permetta di sfruttare al meglio le opportunità offerte da questa rivoluzione nel settore dell’automotive.

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