Un pomeriggio d’estate, asfalto che vibra e una sosta “innocente” al supermercato. Torni, apri l’auto, e l’aria ti respinge come una parete. Senti il climatizzatore che lotta, il silenzio elettrico che si fa pesante. Ti chiedi: ma quanto mi costa, in energia, quel mezzo’oretta al sole? Siamo partiti proprio da qui, con una prova su strada senza sconti, per misurare il prezzo reale del caldo.
Quando vivi l’auto ogni giorno, la matematica dell’energia si intreccia con i piccoli gesti. Parcheggi in fretta, rientri dopo venti minuti, schiacci “Auto” sul clima e speri di ripartire fresco. D’estate, però, il sole non fa prigionieri: l’abitacolo si trasforma in un forno, i materiali accumulano calore e il climatizzatore diventa il tuo miglior amico. O il tuo peggior nemico, se guardi i consumi.
Per capirci qualcosa senza indovinare, abbiamo disegnato un percorso misto di 70 km tra città, statale e autostrada, con oltre 36 °C. Stessa guida, stessa impostazione del clima a 22 °C in modalità Auto, stessa auto, una Kia EV5 nuova di pacca. Primo giro, tutto d’un fiato. Secondo giro, quattro soste da mezz’ora in pieno sole, come capita in una giornata qualsiasi: farmacia, commissioni, un caffè all’aperto.
Il caldo, intanto, faceva il suo lavoro. In 30 minuti, l’aria in cabina saliva da 22-24 °C a 49-56 °C. Alcune superfici toccavano i 63 °C. Non servono termini tecnici per capirlo: riapri la porta e ti sembra di affacciarti su un forno.
A metà prova è arrivato il verdetto che non ti aspetti. Nel giro continuo, la EV5 ha richiesto 11,75 kWh. Con le quattro soste al sole, il conto è salito a 15,18 kWh. Sono 3,43 kWh in più, pari a un +29%. In media, ogni stop è costato 0,86 kWh solo per riportare l’aria a una temperatura vivibile: poco meno di 30 centesimi con ricarica domestica, quasi 1 euro alle colonnine HPC. E si capisce guardando la potenza assorbita: in marcia “normale” il clima stava su 0,5-0,6 kW; dopo la sosta bollente schizzava oltre 2 kW, con picchi fino a 3,6 kW. È energia vera, non un dettaglio.
Il motivo è semplice. Dentro un’auto elettrica, il comfort termico non arriva “gratis”. Ogni grado da smaltire è lavoro per il sistema A/C. Se lasci che l’abitacolo si arroventi, poi chiedi al compressore di correre una maratona in salita. Colore della carrozzeria, vetri più o meno schermati, presenza della pompa di calore: tutto influisce. Non abbiamo dati certi per ogni modello o allestimento, quindi i numeri possono variare, ma la direzione è chiara.
Una seconda prova, svolta con una Hyundai Ioniq 5 climatizzata per 24 ore, ci ha suggerito un trucco controintuitivo: per soste brevi (20-30 minuti), avviare subito da remoto la preclimatizzazione può essere più efficiente che aspettare e dover raffreddare un forno a cielo chiuso.
Cerca ombra reale o virtuale: alberi, tettoie, ma anche orientare il muso lontano dal sole aiuta. Usa tendine e parasole: riducono l’accumulo sulle superfici calde. Attiva il clima da app 5-10 minuti prima di tornare: meglio prevenire il picco. Se puoi, imposta 23-24 °C e modalità Eco: pochi decimi di kWh risparmiati a sosta fanno la differenza a fine mese. Valuta vetri oscurati omologati: investimento che si ripaga in comfort ed energia.
Il caldo non è un nemico invisibile: è un contatore che gira anche quando stai fermo. La prossima volta che lasci l’auto a cuocere, prova a immaginare quel numero, 0,86 kWh, che aspetta lì, silenzioso. Vale una manciata di gradi in meno? O preferisci cercare due minuti d’ombra e far respirare la batteria insieme a te?