Auto ibrida esplosa: svelate solo ora le cause

Rivelate le cause dietro l’esplosione dell’automobile ecologica di qualche tempo fa. Ecco come questo episodio può insegnare ai proprietari di automobili elettriche ad evitare problemi analoghi. 

Negli ultimi anni sono usciti diversi dubbi sulla sicurezza delle automobili elettriche ed ibride, perplessità che a conti fatti – secondo gli esperti – non sono così fondate. Ma il rischio è che casi come quello che esamineremo oggi mettano a repentaglio la credibilità delle vetture con motore elettrico o ibrido che potrebbero perdere la fiducia del pubblico.

Allarme auto elettriche
L’auto ha preso fuoco, ecco il motivo reale (Ansa) – Allaguida.it

La storia di oggi risale al 27 giugno ed ha avuto purtroppo un epilogo drammatico. Un’automobile ibrida è esplosa sull’autostrada per Napoli coinvolgendo la ricercatrice Maria Vittoria Prati e il tirocinante che la accompagnava Fulvio Filace, entrambi deceduti per le tremende ustioni riportate dopo l’incidente. Quello che è accaduto ha riaperto il dibattito sulla sicurezza delle auto elettriche.

Alla base dell’incendio infatti ci sarebbe stato un prototipo sperimentale di un’automobile ibrida con motore elettrico e a gasolio che avrebbe preso fuoco senza un apparente motivo, secondo alcuni testimoni dopo una violenta esplosione. L’auto basata su una normale Volkswagen di serie è stata analizzata dagli agenti e dalla scientifica e sembra che si sia una riposta alla domanda che tutti si stanno facendo da giorni: come è potuto accadere?

L’esplosione drammatica

A rivelare qualcosa in più sull’incidente – la cui dinamica resta ancora da accertare con sicurezza – è stato il portale Geopop che ha riportato le dichiarazioni di una persona coinvolta nell’esperimento. A quanto pare, non sarebbe stata la batteria elettrica del motore dell’automobile a prendere fuoco, anzi, l’incendio sarebbe stato scatenato da un elemento molto diverso.

Golf Ibrida
Una Volkswagen simile a quella coinvolta nel rogo (Ansa) – Allaguida.it

A bordo della vettura secondo l’ingegnere Gianfranco Rizzo che ha partecipato in qualità di partner al progetto c’erano delle bombole con materiale infiammabile all’interno note come Portable Emissions Measurement System che potrebbero aver dato origine alla tremenda esplosione. Questi strumenti servivano agli scienziati a bordo per tenere conto delle emissioni dell’auto.

Un’ipotesi ancora non confermata dagli esami della scientifica ma ritenuta “plausibile” dalla comunità scientifica che sta seguendo la vicenda con interesse e soprattutto grande rammarico. L’esperimento dei due ricercatori mirava difatti a sviluppare un nuovo sistema di alimentazione ibrida in grado di ridurre maggiormente le emissioni nocive delle vetture. Purtroppo, tutto è finito nel peggiore dei modi con due vittime e il prototipo distrutto.

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