Benzina e diesel, non si fermano i rincari: ecco quando arriverà la nuova batosta

Una corsa contro il tempo per fermare i prezzi di benzina e diesel e intanto i rincari continuano: ecco di chi sono le colpe e cosa succederà

Inutile crearsi false illusioni, anche se per due giorni di fila i prezzi dei carburanti sono calati leggermente. Una diminuzione fisiologica dopo una serie di rialzi che ha caratterizzato il periodo estivo, in attesa di capire cosa succederà in autunno.

Rincari della benzina, gli italiani vanno ko: numeri impressionanti
Rincari della benzina, gli italiani vanno ko (Ansa Foto) – Allaguida.it

In prima fila IP e Tamoil che hanno ridotto di 2 centesimi al litro il prezzo della benzina e del gasolio. Ma come spiega Staffetta Quotidiana sul prezzo peserà il forte rimbalzo delle quotazioni dei prodotti raffinati, perché il gasolio è andato di nuovo sopra i mille dollari per ogni tonnellata di prodotto.

Secondo le ultime elaborazioni di Staffetta Quotidiana, in base ai dati forniti ogni giorno al ministero delle Imprese, i prezzi in Italia sono sempre a cavallo dei 2 euro. In pratica quella barriera, anche psicologica, che rappresenta lo spartiacque tra la sopravvivenza e il delirio per gli automobilisti italiani.

In particolare la verde in modalità self service ha toccato quota a 2,003 euro/litro, cioé -2 millesimi rispetto al giorno precedente e il diesel a 1,940 euro/litro (-2 millesimi. Al servito invece la benzina era a 2,139 euro/litro (prezzo invariato), il gasolio a 2,076 euro/litro (anche qui invariato), Gpl a 0,712 euro/litro (nessuna variazione), il metano a 1,393 euro/kg (-2 mille4simi) e Gnl a 1,262 euro/kg (-2 milesimi).

Infine nel distributori collocati sulle arterie autostradali, la benzina self service era a 2,079 euro/litro e al servito 2,322 al servito, il gasolio a 2,023 euro/litro, mentre 2,276 al servito. Infine Gpl a 0,851 euro/litro, metano a 1,521 euro/kg e Gnl a 1,277 euro/kg.

Benzina e diesel, non si fermano i rincari: Italia penalizzata dalle scelte degli altri

A complicare ulteriormente la situazione, dopo la decisione dei Paesi che fanno parte dell’Opec+ di tagliare la produzione di barili per far alzare il prezzo, anche le ultime dalla Russia. Il governo centrale infatti ha varato un divieto temporaneo delle esportazioni per benzina e diesel.

Prezzo dela benzina. ecco chi decide in Italia
Prezzo dela benzina. ecco chi decide (Ansa Foto) – Allaguida.it

Questo blocco, che ha preso il via giovedì 21 settembre. Sarà a tempo indeterminato, è nei confronti di tutti i Paesi in cui il carburante era esportato, ad eccezione di quattro stati ex-sovietici: sono Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan. Una decisione presa, ufficialmente, per stabilizzare il mercato interno e ridurre i prezzi per i consumatori. Ma intanto a rimetterci saranno soprattutto le nazioni europee clienti della Russia per la fornitura di carburanti.

Effettivamente la Russia negli ultimi mesi ha sofferto la carenza di benzina e diesel. Questo ha portato ad un aumento dei prezzi all’ingrosso del carburante, mentre il governo era riuscito a calmierare quelli al dettaglio, quindi per i consumatori. In ogni caso i prezzi al dettaglio di benzina e diesel in Russia sono cresciuti del 9,4% dall’inizio dell’anno fino a metà settembre. Per fare un paragone, i prezzi al consumo invece sono cresciuti solo del 4%.

Una decisione che però non avrà solo un impatto locale, perché andrà ad incidere sui prezzi in tutta Europa a causa delle forniture di greggio imitate da parte di Russia e Paesi Opec. Sul mercato internazionale, il prezzo del barile di petrolio sfiora i 95 dollari al barile e le previsioni anticipano ulteriori incrementi nelle quotazioni del greggio.

Tutto questo cosa significa per i consumatori italiani? Se è vero che i prezzi industriali dei carburanti in Italia sono tra i più bassi in Europa, per le raffinerie presenti nel nostro Paese, alla fine però le accise pesano in maniera decisiva.

Così come pesano le sanzioni imposte al petrolio russo, con una riduzione pari a 600.000 barili al giorno. Tutto questo significa che da qui al mese di dicembre ci dobbiamo aspettare ancora aumenti significativi, con la verde e il gasolio che difficilmente di discosteranno da quota 2 euro al ltro.

Bonus benzina da 80 euro, come funziona e quando entrerà in vigore: il Governo ormai ha deciso

L’unoco modo per dare ossigeno alle famiglie, almeno quelle più bisognose in Italia, è quello di introdurre un bonus benzina. Il Governo Meloni infatti ha più volte ribadito di non voler eliminare o almeno sospendere le accise sui carburanti e quindi varerà una manovra differente.

La decisione finale arriverà lunedì 25 durante il Consiglio dei ministri ma in realtà è già stata presa. Non un sostegno da 150 euro, come sembrava possibile in un primo momento, ma un bonus benzina da 80 euro, come previsto dalla bozza del nuovo decreto Energia. E destinatari saranno i titolari della social card, distribuita ai nuclei familiari con meno di 15mila euro di Isee e senza nessun percettore di altri tipi di sussidi come reddito di cittadinanza o disoccupazione.

Bonus benzina, il governo ha deciso: ecco come funziona
Bonus benzina, il governo ha deciso (Ansa Foto) – Allaguida.it

Come emerge dalla bozza del testo, le parole “con una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2023” sono sostituite dalle seguenti: “con una dotazione di 600 milioni di euro per l’anno 2023”. Quindi 100 milioni di euro in più destinati esclusivamente al bonus benzina da 80 euro che dovrebbe interessare una platea di 1,3 milioni di famiglie.

Il passaggio successivo? Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della disposizione saranno stabiliti l’ammontare del beneficio per ogni singolo nucleo familiare. Ma anche le modalità e le condizioni di accreditamento delle imprese autorizzate alla vendita di carburanti che aderiscono. I destinatari del bonus invece non dovranno presentare nessuna domanda. Una volta operativo, il bonus benzina sarà accreditato direttamente sulla social card degli interessati.

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