Blocco auto, ultime novità: la notizia che gli italiani aspettavano

Amarissima sorpresa per molti automobilisti al rientro dalle vacanze: fermi tutti, ormai la decisione è arrivata e nessuno torna indietro

C’è lo smog, andate a piedi! E se qualcuno si lamenta, si rivolga all’Unione Europea. Perché per molti automobilisti italiani il rientro dalle ferie e la ripresa della normali attività quotidiane significa anche dover lottare con un nuovo incubo. Sta per ricominciare il blocco auto e questa volta si annuncia come una mazzata per molti automobilisti.

Blocco auto
Blocco auto, cosa sappiamo – allaguida.it

Tutto parte dalla Direttiva Europea 2008/50/CE del maggio 2008, relativa alla qualità dell’aria nell’ambiente. In particolare l’articolo 23 stabilisce quello che deve succedere che se in determinate aree o agglomerati urbani i livelli di inquinanti presenti nell’aria ambiente superano un valore limite. In quel caso gli Stati membri devono provvedere a disporre piani specifici per la qualità dell’aria nelle zone in questione.

A seguire, il decreto legislativo 155/2010 ha disposto che dispone in casi specifici le regioni e province autonome adottino un piano che preveda le misure necessarie ad agire sulle principali sorgenti di emissione. E tutto questo negli anni si è tradotto in una escalation di provvedimenti sempre più drastici, perché i valori delle polveri sottili nell’aria crescono.

Uno in particolare, che ha messo d’accordo molte regioni del Nord. Nel giugno 2027 a Bologna è stato sottoscritto tra il Ministro dell’Ambiente e i Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, un “Nuovo Accordo di bacino padano”. In pratica serve a regolare le limitazioni del traffico da inserire nei piani di qualità dell’aria, applicandolo in modo coordinato nel territorio del Bacino Padano.

Da allora a oggi sono scattati diversi blocchi, anche perché i due anni della pandemia e della conseguente circolazione limitata non hanno migliorato la situazione. Ma in alcuni territori la situazione è diventata ancora più preoccupante e così scatta la mannaia.

Blocco auto, ultime novità: automobilisti con il fiato sospeso, sta per succedere

Come in Piemonte che aveva deciso di far partire dal 15 settembre 2023 un blocco pesantissimo alla circolazione. In 76 comuni, a partire da Torino e dagli altri capoluoghi di provincia il blocco avrebbe proibito la circolazione anche alle auto diesel Euro 5 dal lunedì al venerdì tra le 8:30 e le 18:30. E tutto questo sarebbe durato, senza nessuna eccezione fino al 15 aprile del 2024.

La cappa di smog su Torino è una minaccia: allarme rosso
La cappa di smog su Torino è una minaccia (Ansa Foto) – Allaguida.it

Una decisione che già nei mesi scorsi aveva scatenato polemiche feroci sia da parte dei sindaci e delle amministrazioni comunali interessate che da parte di molti lavoratori. C’era chi rischiava seriamente di rimanere a piedi, come gli ambulanti che ogni giorno riempiono le piazze dei mercati e devono per forza viaggiare in quelle fasce di orario.

Un tira e molla che è andato avanti fimo ai giorni scorsi, quando la palla è passata al governo. Così è iniziato un confronto a livello istituzionale tra Roma e la Regione Piemonte per individuare una soluzione capace di garantire due obiettivi. Da una parte la tutela della salute, dall’altra il mantenimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni inquinanti. Tutto con l’obiettivo di scongiurar il blocco dei veicoli.

L’obiettivo del confronto tecnico tra gli esperti è quello di valutare l’aggiornamento del Piano della qualità dell’aria, individuando però misure alternative al blocco. Toccherà soprattutto all’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) studiare nuovi provvedimenti in grado di compensare l’eventuale mancato stop dei diesel.

Una delle alternative più logiche è quella di potenziare i lavori di efficientamento energetico degli edifici, ma anche la sostituzione dei bus inquinanti del trasporto pubblico locale. In più, se dal governo dovesse partire il via libera, anche un corposo piano di incentivi per convincere chi guida auto più inquinanti a cambiarle.

Già nei mesi scorsi la Regione Piemonte ha attivato un bando per la sostituzione dei veicoli commerciali e rimangono ancora 5 milioni di euro per i quali saranno rimodulati i criteri di accesso. Altri 10 milioni sono disponibili sul Fondo artigiani per l’acquisto di automezzi, con una dotazione che può arrivare fino a 25 milioni.

Al momento comunque il blocco del traffico per le auto fino ai diesel Euro 5 in Piemonte è bloccato e quindi quasi sicuramente non scatterà in ogni caso il 15 settembre. Il particolare curioso è che il governo del Piemonte è di centrodestra e in particolare l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, è della Lega. Lo stesso partito che per bocca del suo leader, Matteo Salvini, è assolutamente contrario allo stop delle auto.

Non solo Piemonte, anche in altre regioni sono attive le limitazioni del MoVe-In: ecco come funziona

Cosa succederà quindi con il blocco auto in Piemonte? Al momento l’ipotesi più plausibile è che la misura resto in vigore comunque, ma la sua attuazione slitti almeno di un anno. Il problema di fondo è quello nei valori delle emissioni. Se supereranno il limite fissato da Bruxelles, l’Italia rischia multe pesanti e una procedura di infrazione è già stata aperta dall’Unione Europea.

Ecco perché in diverse regioni del Nord Italia restano confermati alcuni provvedimenti per limitare i gas nocivi, a cominciare da quelle previste nel piano MoVe-In. Un sistema che significa Monitoraggio Veicoli Inquinanti e consente la circolazione nelle zone e negli orari vietati ai proprietari di veicoli ritenuti inquinanti. Condizione fondamentale è che devono rispettare una precisa soglia chilometrica annualmente assegnata.

Stop Euro 5, come funziona in Italia regione per regione
Stop Euro 5, come funziona in Italia (Ansa Foto) – Allaguida.it

In Piemonte ad esempio sono previsti 9.000 km per i veicoli diesel Euro 5. A quelli che li superano, non sarà più permessa la circolazione nelle aree previste. E il rilevamento è effettuato da una black-box, quindi una scatola nera montata sul mezzo.

Un sistema che funziona attualmente in Lombardia, regione nella quale sono in vigore limitazioni alla circolazione nelle giornate dal lunedì al venerdì (escluse quelle festive infrasettimanali). In particolare dalle ore 7.30 alle ore 19.30, dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, per Euro 0 benzina o diesel, Euro 1 benzina o diesel, Euro 2 diesel ed Euro 3 diesel. Invece gli Euro 4 diesel solo dal 1° ottobre al 31 marzo dal lunedì al venerdì con ghli stessi orari.

In Emilia Romagna le limitazioni sono valide nei centri urbani dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:30. Qui è prevista circolazione limitata ai veicoli diesel fino a Euro 3 compreso, nei comuni con popolazione superiore a 30mila abitanti e fino a Euro 2 compreso nei comuni di pianura est e ovest dell’Emilia-Romagna con popolazione inferiore ai 30mila abitanti. Dal 1° gennaio scorso le limitazioni sono state estese ai veicoli diesel Euro 4 nei comuni più grandi e ai diesel Euro 3 nei comuni fino a 30mila abitanti.

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