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Bollo e Superbollo nel 2026: sono tantissime le novità

Scopri le possibili riforme del bollo auto e superbollo nel 2026. Analizziamo le bozze, i tempi e le implicazioni per automobilisti e politica. Un’attesa che potrebbe portare a cambiamenti significati

Una stagione di attesa: chi guida guarda al 2026 con curiosità concreta. Il traffico delle idee c’è, i decreti meno. Tra promesse, bozzetti e conti pubblici, il destino di bollo e superbollo si gioca tra corridoi istituzionali e scelte politiche. Vale la pena capire dove siamo e dove potremmo arrivare.

Il 2025 si è chiuso senza scosse. Nessuna riforma approvata, solo bozze e rimandi. Non è solo una questione di calendario: è fiducia pubblica, è prevedibilità. Chi pianifica acquisti e costi auto ha bisogno di certezze, non di slogan. E qui entra il 2026, l’anno in cui le carte possono finalmente muoversi.

Non prometto magie. I passaggi sono tecnici, i tempi spesso lunghi. Ma sotto la superficie qualcosa si è mosso. Il governo ha tenuto aperti i dossier. Le strutture tecniche lavorano. E i partiti fiutano consenso. La domanda vera, però, è un’altra: che cosa cambierà davvero per noi?

Che cosa può cambiare per il bollo auto

Sul bollo auto una bozza di riforma c’è, ed è nero su bianco. Doveva partire il 1° gennaio 2026. Non è successo. Si è inceppato un passaggio chiave: il parere preliminare della Conferenza Unificata, dove Stato, Regioni ed enti locali allineano gli interessi. Senza quel parere, lo schema non è andato in Parlamento.

Non è finita lì. L’esecutivo ha ottenuto un’estensione della delega fiscale di un anno. Tradotto: la riforma resta nel perimetro e può essere approvata nel 2026, con entrata in vigore dal 2027. È la finestra più plausibile oggi. Ma non c’è un testo definitivo. Il Parlamento e la Conferenza devono ancora intervenire. Dettagli e perimetro potrebbero cambiare. Senza documenti pubblici consolidati, non è serio indicare misure puntuali su calcoli, esenzioni o scaglioni.

Cosa significa per chi paga? Un anno in più di status quo e, se il decreto passa, un anno di transizione per adeguare sistemi regionali e procedure. È un bene: i tributi di massa richiedono software pronti e regole chiare. È un male se cercate risparmi immediati. È la realtà, nuda e semplice.

Superbollo: abolizione no, soglia sì?

Il superbollo resta il dossier più politico. L’abolizione integrale oggi è improbabile. Creerebbe un buco di cassa stimato in oltre 200 milioni l’anno. La linea più concreta è una miniriforma: alzare la soglia di potenza oltre la quale scatta il prelievo, dagli attuali 185 kW agli originari 225 kW (come nel 2011). Questa ipotesi è circolata più volte ed è coerente con le posizioni di chi lo vuole alleggerire.

Impatto pratico? Se guidate un’auto da 200 kW, oggi pagate il sovrapprezzo. Con soglia a 225 kW, ne uscireste. A 250 kW, invece, paghereste comunque, ma su una base più piccola. Ricordo il quadro vigente: il superbollo si applica alle auto con meno di vent’anni e si calcola per kW oltre soglia; l’importo, pari a 20 euro/kW sopra i 185 kW, si riduce con l’età del veicolo (scaglioni attenuati dopo 5, 10, 15 anni; esenzione dopo 20). Numeri e attenuazioni sono noti e verificabili, ma l’eventuale rialzo della soglia nel 2026 non è ancora legge.

Qui la politica pesa. La Lega lo ha fatto un cavallo di battaglia. Il MEF guarda ai saldi. In mezzo, ci siamo noi: famiglie, professionisti, appassionati. Un esempio semplice: un usato sportivo da 210 kW oggi “sconta” la scelta; domani potrebbe rientrare nella normalità fiscale. E cambiare il mercato, dal valore residuo alle immatricolazioni.

Resta una domanda di fondo. Vogliamo un fisco che accompagni le scelte di mobilità, o che le insegua? Il 2026 può dirlo. Intanto, immaginiamo il momento in cui apriremo il portale dei pagamenti: cifra giusta, regola chiara, zero sorprese. Non sarebbe già una piccola, decisiva riforma?

Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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