Una spinta concreta per chi vive di consegne, assistenze, cantieri. Il nuovo Bonus Furgoni mette sul piatto fino a 20.000 euro per rinnovare il parco veicoli: più sicurezza, meno consumi, tempi certi. È il genere di aiuto che cambia la giornata di una piccola impresa prima ancora di cambiare il bilancio.
Il cuore della notizia è semplice: arrivano nuovi incentivi per PMI e professionisti che acquistano veicoli commerciali e industriali medioleggeri. Parliamo del Dpcm Automotive, appena validato dalla Corte dei Conti. Un piano da 1,35 miliardi fino al 2030, con 180 milioni riservati al trasporto leggero. Numeri solidi, obiettivo chiaro: svecchiare il parco circolante e sostenere chi lavora su strada.
Ho in mente il furgone del panettiere che incontro all’alba, o l’idraulico che incastra quattro interventi prima di pranzo. Per loro il mezzo non è un costo: è un’arma di lavoro. E un bonus può essere la differenza tra rimandare ancora o fare il salto.
I contributi variano per massa totale e alimentazione. C’è la rottamazione? Crescono. È termico? Vale solo con rottamazione. È elettrico? C’è sostegno anche senza rottamare. La logica è premiare chi riduce emissioni e aumenta efficienza.
Fino a 1,49 t: termico 2.000 euro (solo con rottamazione). Elettrico 4.000 con rottamazione, 2.000 senza. Da 1,5 a 2,39 t: termico 3.000 (solo con rottamazione). Elettrico 8.000 con, 4.500 senza. Da 2,4 a 3,49 t: termico 4.500 (solo con rottamazione). Elettrico 14.000 con, 10.000 senza. Da 3,5 a 4,24 t: termico 8.000 (solo con rottamazione). Elettrico 18.000 con, 14.000 senza. Da 4,25 a 7,2 t: termico 10.000 (solo con rottamazione). Elettrico 20.000 con, 16.000 senza.
Qui dentro c’è un mondo. Nella prima fascia rientrano anche le van derivate da auto e i piccoli autocarri N1. La quarta fascia unisce gli N1 al limite dei 3,5 t, guidabili con patente B, con i più leggeri N2, che in genere richiedono patente C. Eccezione utile: per i veicoli elettrici si guida con patente B fino a 4,25 t. Oltre quella soglia parte l’ultima categoria, fino a 7,2 t: siamo nel territorio dei medi leggeri, come l’Iveco Daily 72. In altre parole, dal furgoncino del corriere urbano al piccolo camion da cantiere, la platea è ampia.
Mi piace quando le regole sono chiare: il mezzo acquistato va intestato al beneficiario e tenuto almeno 24 mesi. Se scegli il noleggio a lungo termine, il contributo resta: serve un contratto minimo di tre anni tra società di noleggio e PMI (conto proprio o conto terzi). E c’è un vincolo positivo: il noleggiatore deve girare alla cliente uno sconto pari al bonus, spalmato sui canoni. In pratica, la rata scende per davvero.
Verifica la “massa totale a terra” sul libretto: la fascia premio dipende solo da quella. Valuta il TCO: con un elettrico i costi d’uso calano, e il contributo è più alto anche senza rottamare. Se hai un vecchio mezzo, la rottamazione sblocca importi migliori sui termici e potenzia quelli elettrici. Blocca l’ordine in concessionaria e fatti seguire nella domanda: l’operatività passa da una piattaforma dedicata. Se i tempi non sono ancora indicati, chiedi aggiornamenti ufficiali. Noleggio? Pretendi lo sconto obbligatorio pari al contributo statale nel contratto.
C’è una domanda che vale più dei cavalli e dei kWh: quanto ti fa guadagnare un mezzo nuovo in puntualità, immagine, serenità? Se la risposta è “più di quanto temo di spendere”, forse è il momento di entrare nel furgone, chiudere le porte e guardare avanti, con il profilo della città che cambia nel parabrezza.