Chaos, la fenomenale ultracar da 3.000 CV per battere ogni record

Sviluppata dalla Spyros Panopoulos Automotive ad Atene avrà due potentissime versioni e verrà prodotta in sole 20 unità

Ultracar Panopoulos Chaos profilo

Nel panorama automotive da ora in avanti dovremo imparare ad usare il termine ultracar. Il che va oltre l’hypercar, oltre ogni limite. La prima al mondo arriva dalla Grecia e ha fatto la prima apparizione online a inizio mese. Si chiama Chaos ed è definita dallo stesso costruttore, la factory Spyros Panopoulos Automotive con sede ad Atene, una Ultracar.

Obiettivo principale dichiarato quello di mettere su strada un mostro di potenza senza limiti, battendo una serie di record tra le stradali, tra cui il giro più veloce al Nurburgring, la più alta velocità massima, e il più veloce 1/4 di miglio.

Com’è fatta la prima Ultracar della storia

Panopoulos Chaos fronte

La Chaos sfoggia un design ispirato alle monoposto di F1 e vanta 5.053 mm di lunghezza, 2.068 mm di larghezza – passo di 2.854 mm –, 1.121 mm di altezza, per 1.272 kg di peso.

Look selvaggio e aggressivo per Chaos con l’effetto scenico che viene completato dagli esclusivi cerchi in lega da 21 e 22 pollici e dai vistosi quattro scarichi.

Il propulsore è un V10 biturbo da 4.0 litri e invia la potenza a tutte e quattro le ruote attraverso una trasmissione a doppia frizione con sette o otto marce. 

Il motore è stato progettato e sviluppato in-house, con blocco motore in alluminio, pistoni e bielle in titanio stampati in 3D, albero a camme stampato in 3D, valvole in titanio o Inconel, più una coppia di turbocompressori in fibra di carbonio, titanio, magnesio e composti di ceramica. Una vettura speciale, quindi, non solo per i cavalli sotto il cofano che la rendono straordinaria.

Panopoulos Chaos

La gamma si apre con la cosiddetta “Earth Version” (versione terra) in grado di sviluppare 2.077 CV e 1.389 Nm di coppia, con un limitatore di giri che raggiunge quota “10.000-11.000 giri/min“. Questa variante accelera da 0-100 km/h in 1,9 secondi dichiarati e da 0 a 300 km/h in 7,9 secondi, mentre il 1/4 di miglio viene raggiunto in 8,1 secondi.

Al top di gamma troviamo invece la “Zero Gravity” (gravità sero) da 3.107 CV e la straripante coppia di 1.984 Nm. Questi numeri permettono alla “Ultracar” greca di accelerare da 0 a 100 km/h in 1,55 secondi, , da 100 a 200 km/h in 1,7 secondi, da 0 a 300 km/h in 7,1 secondi, mentre il tempo dichiarato sul 1/4 di miglio è uno sconvolgente 7,5 secondi. Se quest’ultimo tempo fosse dimostrato, la vettura sarebbe di oltre un secondo più veloce della Rimac Nevera 100% elettrica (8,58 secondi) che è l’attuale detentrice del record. La velocità massima dichiarata dovrebbe superare addirittura i 500 km/h, cosa che renderebbe questo bolide su ruote più veloce della SSC Tuatara (455,3 km/h) e della Bugatti Chiron Super Sport 300+ (490.484 chilometri orari).

E all’interno?

Panopoulos Chaos dettaglio interni

Il cruscotto è futuristico con il volante con touchscreen integrato e un altro ampio touchscreen di fronte al passeggero. Pochi i controlli fisici sulla console centrale e un display heads-up.

Panopoulos Chaos interni

L’azienda parla di realtà aumentata, occhiali VR, capacità 5G, riconoscimento delle impronte digitali, comandi vocali e telecamere di riconoscimento facciale che leggono le espressioni facciali del suo conducente per adattare le caratteristiche di guida dei veicoli in base al loro umore e alle loro capacità.

La SP Automotive ha deciso di produrre un numero molto limitato di Chaos: si parla di 20 esemplari per ogni continente, inoltre le vetture verranno distribuite in esclusiva dalla celebre Casa d’aste Sotheby’s. La prima unità sembra essere già stata venduta e verrà consegnata all’inizio del prossimo anno. Il prezzo della Chaos partirà da circa 5,5 milioni di euro variante base da 2.000 CV e raggiungerà i 12,4 milioni di euro per il modello completo da 3.000 CV. 

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!