Cinture di sicurezza in gravidanza: esenzioni e normative

Come evitare le multe ed utilizzare correttamente le cinture di sicurezza in gravidanza? Ecco un breve riassunto delle principali norme e sanzioni in merito all'utilizzo di questo fondamentale dispositivo di sicurezza per le auto

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    Cinture di sicurezza in gravidanza: esenzioni e normative

    Cinture di sicurezza in gravidanza, esenzioni e normative: cerchiamo di chiarire un po’ il discorso in merito a questo importantissimo argomento, che va a riguardare la sicurezza della mamma e del bambino. In Italia dal 1992 vige l’obbligo, anche per i sedili posteriori, di indossare le cinture di sicurezza. Questo essenziale strumento di sicurezza deve essere utilizzato da tutti, conducente e passeggeri dei veicoli adibiti a trasporto sia di persone che di merci.

    Tuttavia ci sono delle eccezioni (ad esempio i conducenti di auto d’epoca o di vetture che non abbiano fin dall’origine gli attacchi omologati o le forze pubbliche), ma per le donne in gravidanza? Stando alla legge teoricamente c’è la possibilità di avere l’esenzione, tuttavia il consiglio è di indossarle sempre: andiamo a scoprire il perchè.

    Cinture di sicurezza donne in gravidanza: cosa dice il Codice della Strada?

    La prima cosa da fare è capire cosa dica esattamente il Codice della Strada in merito alla cintura di sicurezza in gravidanza.

    In particolare si deve fare riferimento all’articolo 172 Codice della Strada, comma 8, lett. F, che dice chiaramente che sono esentate dall’indossare la cintura di sicurezza “le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza”.

    Questo significa che il codice esenzione gravidanza è previsto solo in caso di possesso di un apposito certificato, redatto dal ginecologo, che specifichi l’effettiva necessità per ragioni di salute di non indossare la cintura di sicurezza. Ovviamente questo certificato dev’essere sempre portato con sè, altrimenti si è soggetti alle normali sanzioni in caso di mancato utilizzo.

    Uso cinture di sicurezza in gravidanza: una prassi consigliata

    Cinture di sicurezza in gravidanza

    Guidare in gravidanza si può fare, ma bisogna adottare degli stratagemmi. Nonostante ci sia l’esenzione gravidanza per le cinture di sicurezza che abbiamo appena descritto, noi vi consigliamo di indossarle in ogni caso. La cintura di sicurezza, in caso di brusca decelerazione o in caso di incidente, previene che il corpo vada in avanti ad urtare la plancia e il parabrezza

    (se si siede davanti) o il sedile anteriore (se si siede dietro). E’ facilmente intuibile che non indossare la cintura di sicurezza, in caso di incidente, può provocare dei seri danni alla mamma e al bambino.

    La chiave di tutto sta nell’indossare correttamente la cintura di sicurezza, esattamente com’è raffigurato nella figura qui sopra. La parte inferiore deve essere passata sotto al pancione, sopra le gambe, mentre quella superiore passa sulla spalla e poi in mezzo ai seni.

    L’importante è che la cintura non vada a fasciare la parte addominale, perchè in caso di tensione della cintura, potrebbe esserci una lacerazione della parete uterina (molto vicina a quella addominale). Le conseguenze? Il tutto potrebbe portare ad un un distacco della placenta e un parto pretermine. Questo discorso, ovviamente, non è valido nelle prime settimane di gravidanza, dove la cintura non può fisicamente essere a stretto contatto con l’utero.

    Sanzioni per il mancato utilizzo

    Una conducente che dovesse essere fermata per mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e non risultasse in possesso dell’apposito certificato del ginecologo sarà soggetta a diverse sanzioni:

    • Multa da 80 a 323 Euro;
    • Decurtazione di 5 punti dalla patente o dal certificato di idoneità alla guida (patentino), il doppio in caso di conducente neopatentata;
    • Sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi se l’infrazione è ripetuta almeno due volte in due anni, a partire dalla seconda.