Decreto bollette, i nuovi incentivi aiuteranno il rinnovo del parco auto circolante?

Secondo uno studio di Autopromotec l'Italia è il paese con il parco auto circolante meno rinnovato dal 2014 al 2020

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Fonte pixabay

Con il decreto bollette si torna a parlare di ecoincentivi auto. Per il 2022 il Governo ha previsto di stanziare 800 milioni di euro, che potrebbero diventare un miliardo a partire dal prossimo anno. E si parla di un programma reso strutturale. Quindi un miliardo di euro all’anno per il periodo 2023-2030.

Una notizia presa come ossigeno da tutta la filiera automotive dopo il mancato rifinanziamento dell’Ecobonus nella Legge Finanziaria 2022.

Probabilmente i bonus con il decreto bollette, almeno per il 2022, non riguarderanno solo le elettriche e le plug-in, ma seguiranno lo schema precedente del 2021, con tre quarti dei fondi sulle auto a basse emissioni (0-60 g/km di CO2) e un quarto su quelle con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km di CO2.

Ma saranno davvero propedeutici gli incentivi previsti con il decreto bollette per rinnovare il parco auto in Italia? In questo momento secondo uno studio condotto da Autopromotec l’Italia è ultima tra i principali paesi europei.

La situazione del parco auto circolante in Italia

O meglio. Il tasso di rinnovo del parco circolante di autovetture italiano è il più basso tra quelli dei principali mercati automobilistici europei.

In sette anni, e cioè dal 2014 al 2020, in Italia sono state immatricolate in totale poco più di 12,1 milioni di autovetture che, a fronte di un parco circolante composto alla fine del settimo anno (il 2020) da circa 39,7 milioni auto, hanno portato a un tasso di rinnovo del parco circolante di autovetture del 30,6%.

Ciò significa che del parco circolante di autovetture al 31 dicembre 2020 soltanto il 30,6% era stato acquistato nei sette anni precedenti e quindi il 69,4% aveva otto anni o più.

Si tratta di un valore molto inferiore rispetto a quello rilevato nello stesso periodo in Germania, Regno Unito e Francia.

Il più alto tasso di rinnovo è stato quello della Germania (47,7%); di poco indietro, al secondo posto, il Regno Unito (45,7%); al terzo la Francia (36,2%), davanti proprio all’Italia.

L’analisi dell’Osservatorio Autopromotec ha preso in esame anche la situazione italiana con il dettaglio riferito alle grandi aree del Paese, da cui emergono forti differenze territoriali.

tasso rinnovo parco circolante

Il tasso di rinnovo più alto in Italia tra il 2014 e il 2020 è stato rilevato nel Nord Est ed è del 48,2%, mentre il Nord Ovest ha un tasso di rinnovo del 37,4% e il Centro del 31,1%. Molto indietro il Sud, con un tasso di rinnovo del parco circolante di autovetture di appena il 14,4%, e le Isole (14,1%).

La scarsa capacità di rinnovamento continua a pesare sul parco circolante italiano, che si conferma, come sottolineato anche dall’Aci, uno dei più vecchi d’Europa.

L’età media delle autovetture italiane è di 11 anni e 10 mesi e circa il 20% delle automobili circolanti è di categoria Euro 0, Euro 1 o Euro 2, ossia immatricolato da almeno 18 anni.

Ora con il decreto bollette torneranno i contributi per l’acquisto di una nuova auto fino al 2030. Il bonus perciò verrebbe erogato insieme ad uno sconto del concessionario. Il fondo sarà gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!