Esame patente moto 2018, dall'A1 all'A3: cosa cambia e prova pratica

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Parliamo di Esame patente moto 2018, dall’A1 all’A3: cosa cambia e prova pratica. Da un po’ di tempo a questa parte le modalità di conseguimento della patente A, che permette di guidare mezzi a due ruote di categoria pare al grado di patente acquisito, sono cambiate per adeguarsi agli standard europei.
Ci sono ovvie restrizioni per le diverse categorie di patente e riguardano l’età minima per il conseguimento, così come la potenza massima dei mezzi che si possono poi guidare una volta ottenuta la licenza di guida.
Due in tutto le fasi di prova pratica: una guida su strada aperta al pubblico ed un’altra prova più tecnica in un percorso appositamente dedicato all’esame con diversi test.

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Patente A1

Nulla di diverso rispetto al passato per la patente A1: si consegue a 16 anni e permette la guida di mezzi con cilindrata massima di 125cc e potenza massima di 11kW. I minorenni non possono trasportare passeggeri.

Patente A2

A differenza di quanto affermava il vecchio Codice della Strada, che permetteva ai diciottenni con la patente A3 di guidare moto con potenza massima di 25 kW ma senza limitazioni in fatto di potenza di origine delle moto “depotenziabili”, adesso la potenza massima ammessa è salita a 35kW ma la potenza “originale” non deve essere più del doppio di tale valore.

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Patente A3

La patente A3 permette di guidare qualsiasi moto senza limiti di potenza. Prima era conseguibile direttamente a 21 anni oppure scattava in automatico dopo due anni dal conseguimento della patente A2, adesso le cose sono un po’ diverse: per conseguirla direttamente c’è bisogno di aver compiuto 24 anni di età, mentre per i 20enni che già posseggono la A2 da due anni è ora previsto un esame per lo scatto di grado.

L’esame

Esame pratico patente A

Ad ogni modo l’esame pratico comporta una durata di non meno di 25 minuti su strada aperta al pubblico ed un tempo non precisato in pista chiusa per le prove preliminari. La prova su pista chiusa serve semplicemente a rendersi conto se l’aspirante è idoneo alla guida, con prove di slalom tra i birilli, frenata e passaggi stretti, mentre il vero clou è la prova su strada: si cerca di replicare un normale percorso giornaliero, durante il quale bisogna dimostrare di saper stare su strada, non superare i limiti di velocità, sapersi incanalare nelle code, usare gli indicatori di direzione e saper dare la precedenza.

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Parole di Claudio Anniciello

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