Più pattuglie, meno infrazioni banali, più stop pesanti: il 2025 ridisegna la guida in Italia. Le strade sembrano più ordinate, ma la tolleranza sugli errori gravi si assottiglia fino a sparire.
All’alba, sulla A1, ho contato tre posti di blocco in pochi chilometri. Luci blu, sguardi attenti, niente scenografia. È la nuova normalità dei controlli stradali in Italia: più presenza, più metodo, meno rumore.

Dai report ufficiali del 2025 emerge un quadro doppio. Calano le infrazioni complessive. Aumentano i ritiri di patente. Le percentuali nazionali definitive non sono ancora pubbliche, ma le tendenze sono ormai chiare e coerenti con i controlli intensificati su strade e autostrade.
Perché succede? Non è un paradosso. È una scelta di priorità. La Polizia Stradale ha spostato il fuoco dalle piccole disattenzioni ai comportamenti che uccidono: guida in stato di ebbrezza, stupefacenti, eccesso di velocità pesante, uso del cellulare con recidiva. In altre parole, meno multe diffuse, più interventi chirurgici.
Cosa sta cambiando davvero
Alcol e droghe. Al tasso oltre 0,8 g/l scatta la sospensione. Sopra 1,5 g/l si entra nell’area penale, con ritiro e sanzioni severe. I test salivari su strada sono più frequenti, soprattutto la notte e nei weekend. Qui i numeri dei ritiri crescono.
Velocità. Oltre i 40 km/h sopra il limite, la sospensione è la regola. Oltre i 60 km/h, il fermo può arrivare fino a 12 mesi. I sistemi “tutor” e gli autovelox moderni rendono l’accertamento meno contestabile.
Smartphone. La recidiva nell’uso del telefono alla guida comporta sospensione, anche breve. I controlli dinamici con auto civetta aumentano i casi.
La riduzione delle infrazioni minori non arriva dal caso. Auto più recenti con ADAS attivi, navigatori che avvisano i limiti, mappe aggiornate e segnaletica più leggibile hanno tagliato gli errori “di distrazione”. Ma quando l’errore è grosso, oggi pesa di più.
Un esempio concreto. Fuori da un casello, una pattuglia ferma a campione un giovane lavoratore in rientro. Alito sospetto, etilometro, ritiro immediato. Niente dramma mediatico. Procedura chiara. In passato, quel controllo forse non ci sarebbe stato. Nel 2025 sì, perché l’algoritmo dei turni e delle tratte a rischio guida la presenza sul territorio.
Effetti su guidatori e città
Per chi guida. Aumenta la percezione del rischio sanzionatorio su poche condotte ad alta letalità. Molti stanno tornando a pianificare rientri con taxi, car sharing o conducenti designati.
Per le città. Le notti del fine settimana vedono più posti di controllo, meno sorpassi aggressivi, più rallentamenti “puliti”. La sicurezza percepita migliora, ma cresce la prudenza obbligata.
Non tutto è misurabile adesso. I dati nazionali su incidenti mortali 2025 non sono ancora consolidati. È però verificabile che dove aumentano controlli mirati, scendono lesioni gravi e condotte estreme. È lì che i ritiri patente esplodono: non per inflessibilità cieca, ma per chirurgia del rischio.
La domanda, allora, scivola oltre i numeri: vogliamo strade più “veloci” o più “oneste”? Immagina una tangenziale alle 2 di notte: asfalto lucido, corsie vuote, una sirena lontana. In quell’attimo, la scelta è tua. E non riguarda solo te.





