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Ford GT MY 2020, arrivano due serie speciali da 670 Cv per celebrare il mito

La Ford GT è una supercar ispirata alla Ford GT40, rilanciata nel 2016 con una seconda generazione. Costruita in serie limitata, la Ford GT riceve il primo aggiornamento, quello che solitamente si definisce di “metà carriera”. Il bolide dell’Ovale Blu terminerà infatti di essere prodotta nel 2022 quando saranno ultimati tutti i 1000 esemplari previsti dalla casa americana.

La già affascinante GT40 che dominò le gare nella seconda metà degli anni ’60 (la prima vittoria a Le Mans è del 1966), viene ora resa più attraente con due edizioni speciali. In un caso, spogliata di fronzoli e che mostra la nuda fibra di carbonio, e nell’altro, quella che celebra il successo sportivo del modello nella storia.

Il biturbo V6 tocca i 670 CV

In entrambi i casi, c’è anche un aumento importante della potenza. Il V6 biturbo da 3.5 litri tocca ora quota 670 Cv, 14 Cv in più rispetto alla versione “normale”. Merito del lavoro dei tecnici sui pistoni e sull’aerodinamica. La nuova configurazione dei condotti d’aria convoglia infatti il 50% di flusso in più verso il motore e, grazie all’elettronica, poi, il motore distribuisce meglio la coppia. L’inedito sistema di scarico in titanio firmato Akrapovic, infine, alza il volume del sound.

Ford GT Liquid Carbon Edition

Entrando nello specifico delle due serie speciali, la Ford GT Liquid Carbon Edition è caratterizzata dall’assenza di vernice sulla carrozzeria, interamente realizzata in fibra di carbonio e protetta da uno strato trasparente che ne esalta le forme. Personalizzazione opzionale: è possibile, ad esempio, optare per le doppie strisce da corsa o per il rivestimento degli specchi. In ogni caso, per rendere la coppia con il corpo, ci sono i cerchi, anch’essi in fibra di carbonio.

GT Heritage

La GT Heritage vuole invece far riverire lo splendore di una delle livree più iconiche della storia del motorsport, quella in azzurro e arancione della Gulf Racing che è rimasta nel cuore di tutti gli appassionati. Una scelta, questa, che vuole essere un omaggio alle vittorie della Ford nelle edizioni della 24 Ore di Le Mans del 1968 e del 1969. Anche il numero sulla carrozzeria, il 6, non è una coincidenza in quanto era quello della macchina che si imponeva sulla concorrenza (Ferrari per dirne una). A dare un tocco di modernità ci pensa la striscia nera a separare le due sfumature del corpo. Opzionali sono cerchi in fibra di carbonio.

Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!

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Riccardo Mantica
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