Gordon Murray T.33, la follow up della T50 ha in dote 615 CV

La seconda supercar GMA abbandona l'aerodinamica azionata dalla ventola, ma mantiene il Cosworth V12 da 3,9 litri

Gordon Murray T.33

Fonte GMA

Sipari aperti alla Gordon Murray T.33. Il brand con sede nel Surrey ha svelato la sua due posti più accessibile, la T.33, che entrerà in produzione alla fine del 2023 prima di arrivare su strada nel 2024.

Un’auto velatamente ancorata al passato, completamente analogica e dove si trova lo stesso V12 di 3,9 litri Cosworth della sua sorella maggiore GMA T50, rigorosamente aspirato che sulla T.33 vanta 615 Cv, contro i 660 della 750.

Gordon Murray T.33 profilo

Non un’esagerazione in un’epoca dominata da hypercar da 1.000 e più cavalli portati in dote anche da powertrain elettrificati o elettrici. Ma sono comunque tanti se si pensa al peso piuma della nuova nata in casa Gordon Murray Automotive: Solo 1.090 kg.

Gordon Murray T.33 profilo posteriore
Fonte GMA

Lunga 4,40 metri (pochi mm in più della T.50), alta appena 1,14 e con un passo di ben 2,74 metri (contro i 2,70 della T.50), la T.33 mostra, sul fronte dello stile, diversi spunti tratti dalle vetture Sport degli anni 60, come la Ferrari 206 Dino SP o la Porsche 904. 

Caratteristico l’airscoop sul tetto, tipico anche delle Formula 1 anni 70, che, a differenza della T.50, non fa parte della scocca, ma è collegato direttamente al motore centrale.

Gordon Murray T.33 anteriore
Fonte GMA

Le caratteristiche chiave del T.33 includono i gruppi ottici verticali, che incorporano “punti duri” accurati progettati per i test di impatto in curva, semplici luci posteriori rotonde a LED e fiancate pronunciate sulle ruote posteriori. 

Il colore della carrozzeria e le finiture sulla “lama” dietro la chiusura della porta e la presa d’aria ariete montata sul tetto saranno tutte configurabili dal cliente.

Murray, il produttore, afferma che l’esperienza e il livello di coinvolgimento dell’acquirente nella T.33 saranno “quasi identici” a quelli di cui godono i clienti della T.50.

Gordon Murray T.33, un V12 aspirato co-progettato con la Cosworth

Gordon Murray T.33 motore V12 Cosworth

Il V12 nato grazie alla collaborazione con Cosworth è parente, come anticipato, di quello della T.50, già famoso per essere il più leggero al mondo con 178 kg sulla bilancia.

I 615 CV arrivano a 10.500 giri mentre la coppia di 451 Nm si raggiunge quando la lancetta sfiora quota 9.500 giri, ma Gordon Murray dichiara che il 75% risponde “presente” già a 2.500 giri. Trazione posteriore con un cambio manuale 6 marce come dotazione di serie. Mentre per chi desidera l’automatico ci sarà anche la possibilità di avere un elettro-attuato a 6 velocità con paddle al volante. 

Non c’è più la ventola al posteriore

Gordon Murray T.33 vista posteriore

Riguardo l’aerodinamica Murray non ha replicato qui la soluzione della ventola al posteriore della T.50 per produrre effetto suolo. Ma la T.33 è in grado comunque di generare downforce e un’elevata efficienza aerodinamica, grazie ai canali presenti nel frontale che convogliano i flussi d’aria nel sottoscocca.

Ci pensa infatti la presa d’aria nella parte anteriore ad incanalare l’aria sotto l’auto per poi portarla al diffusore posteriore, interrotto dai 2 scarichi centrali. Lato meccanica dietro i cerchi da 19″ all’anteriore e 20″ al posteriore si nasconde un impianto frenante carboceramico firmato Brembo.

Da sottolineare anche che all’interno, la principale novità riguarda il layout a due sedili, invece dei tre della T.50 con quello del driver avanzato.

Gordon Murray T.33 interni

E per mantenere l’accennato stile vintage c’è una semplice disposizione degli strumenti con un grande contagiri centrale analogico e tutti gli interruttori principali sono lavorati in lega di alluminio. Ogni vettura avrà la sua disposizione dei pedali e dei sedili adattata individualmente alle esigenze dell’acquirente

E il prezzo?

Esattamente come per la T.50 anche la T.33 sarà prodotta in appena 100 unità con prezzi a partire da 1.644.700 euro. Le consegne inizieranno nella prima parte del 2024.   

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!