Guerra Russia-Ucraina, come frenare i maxi aumenti sul carburante

Mentre i prezzi del carburante continuano a crescere, si cercano soluzioni: ecco quelle sul tavolo

pompa benzina

Foto Getty Images | Sean Gallup

La guerra tra Russia e Ucraina sta avendo ripercussioni importanti anche sul mondo auto con l‘aumento del prezzo del carburante che non sembra frenare. Già ora il costo del Brent – il riferimento oil per l’Europa – ha sfondato quota 100 dollari al barile, raggiungendo anche picchi di 105,26 dollari arrivando così alla soglia più alta da agosto 2014. Uno scenario allarmante, di fronte al quale si stanno già muovendo diverse task force internazionali di emergenza. 

Le ipotesi sul tavolo

Tra le possibili contromisure c’è quella di togliere l’Iva anche se sembra poco percorribile, così come quella di eliminare le accise che sono fisse, mentre più probabile sembra l’ipotesi di conservare una certa quantità di scorte di petrolio e carburanti, corrispondenti ad almeno 90 giorni di importazioni nette “bloccando” così l’aumento del costo al distributore per gli automobilisti per un periodo di tempo. I prezzi dei carburanti, intanto, continuano a salire con il prezzo medio nazionale in modalità self della benzina si attesta a 1,859 euro/litro mentre quello del diesel, sempre in modalità self, è pari a 1,733 euro/litro.

Parole di Matteo Vana

Laureato in Editoria e Giornalismo, ha iniziato a muovere i primi passi con calcio e motori, due passioni delle quali ha fatto un lavoro. Pubblicista dal 2014, ama lo sport, i viaggi e i fumetti