I+principali+videogiochi+a+tema+auto+e+moto+pubblicati+nel+2026
allaguidait
/articolo/i-principali-videogiochi-a-tema-auto-e-moto-pubblicati-nel-2026/399158/amp/

I principali videogiochi a tema auto e moto pubblicati nel 2026

Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente vivace per i videogiochi di guida. Non tanto perché il mercato abbia già prodotto un’unica uscita capace di monopolizzare la conversazione, quanto perché nei primi mesi si è delineata una mappa molto più varia: simulatori motociclistici sempre più stratificati, racer arcade che provano a recuperare lo spirito degli anni Novanta, produzioni indie attente al rally e persino esperimenti che spostano la competizione motoristica fuori dall’asfalto tradizionale. 

È un panorama frammentato, ma proprio per questo interessante: il genere racing non vive più solo di grandi licenze annuali, bensì di interpretazioni diverse del piacere di guidare, correre, derapare e competere. Questo non solo per quanto concerne i giochi per console e PC, ma anche i mini giochi e le slot online a tema che si possono trovare sui portali autorizzati, come per esempio il casino online NetBet.

Concentriamoci però sui prodotti videoludici in questo caso, andando a scoprire i titoli più avveniristici e divertenti finora emersi durante l’annata.

Le moto al centro: RIDE 6 e MotoGP 26 segnano il peso di Milestone

Il nome più ricorrente nella prima parte dell’anno è Milestone. Lo studio italiano ha aperto il 2026 con RIDE 6, nuovo capitolo della serie dedicata alla cultura motociclistica a tutto tondo. Il gioco è uscito su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, proponendo una formula che punta meno sulla licenza sportiva pura e più sull’identità del motociclista: collezione, categorie diverse, eventi, progressione e una struttura da “festival” pensata per rendere più accessibile un prodotto che resta comunque fondato sulla sensibilità di guida a due ruote. La pagina Steam parla di oltre 250 moto e di competizioni su asfalto e sterrato, mentre le informazioni diffuse prima dell’uscita indicavano una rosa destinata ad ampliarsi con contenuti aggiuntivi.

La ricezione conferma un tratto ormai tipico della serie: RIDE 6 è solido, generoso, tecnicamente competente, ma non necessariamente rivoluzionario. Alcune recensioni hanno apprezzato il comportamento delle moto, la distinzione tra approcci arcade e pro e l’ampiezza del garage; altre hanno sottolineato una certa conservazione della formula e un’impostazione di carriera più appariscente che davvero nuova. È un gioco che parla soprattutto agli appassionati disposti a investire tempo nella curva di apprendimento, ma che cerca di non spaventare chi si avvicina per la prima volta alla simulazione motociclistica.

Pochi mesi dopo è arrivato MotoGP 26, sempre firmato Milestone, ma con una missione diversa: rappresentare ufficialmente il Motomondiale. Il titolo include la stagione ufficiale, un sistema di guida rivisto con un modello più centrato sul pilota, valutazioni dinamiche dei rider e una carriera più completa. È disponibile su console PlayStation e Xbox, Nintendo Switch e Switch 2, PC e handheld compatibili, con una copertura piattaforme molto ampia per un gioco sportivo su licenza.

Anche qui, però, il giudizio è meno netto di quanto la licenza potrebbe far pensare. Le novità sul controllo e sulla carriera migliorano l’esperienza, ma una parte della critica ha rilevato una progressione prudente, più da raffinamento annuale che da svolta. Per i fan della MotoGP resta comunque l’uscita di riferimento, perché nessun altro prodotto offre la stessa combinazione di campionato ufficiale, piloti, team, circuiti e ritualità del paddock.

Il ritorno dell’arcade: Screamer e iRacing Arcade cercano pubblici diversi

Se le due ruote hanno trovato in Milestone il proprio baricentro, il fronte automobilistico ha mostrato una doppia anima. Da un lato c’è Screamer, reboot di una serie nata negli anni Novanta e rilanciata con un’estetica anime-cyberpunk, combattimenti su quattro ruote e un’impostazione narrativa molto più marcata rispetto alla tradizione del genere. La scheda Steam lo presenta come un racing arcade ad alta velocità con meccaniche di combattimento e una storia costruita attorno a rivalità, vendetta e ambizione.

Il punto più interessante di Screamer è anche quello più divisivo: non vuole essere soltanto un omaggio nostalgico. Il sistema ECHO, le risorse da gestire tra boost, scudi e attacchi, la guida basata su derapata e controllo aggressivo trasformano la gara in uno scontro continuo. Alcune recensioni hanno premiato la personalità visiva, la ricchezza della campagna e la voglia di rischiare in un genere spesso diviso tra simulazione estrema e kart racing; altre hanno trovato disorientante il sistema di controllo e non sempre riuscito l’equilibrio tra stile, storia e tracciati. In ogni caso, è una delle uscite più riconoscibili dell’anno: magari imperfetta, ma lontana dall’anonimato.

Di segno diverso è iRacing Arcade, che porta un marchio associato alla simulazione più severa in un territorio volutamente più leggero. Il gioco, sviluppato con Original Fire Games, propone auto e tracciati ufficialmente licenziati, una carriera basata sulla crescita del team e una presentazione “miniaturizzata”, colorata e accessibile. L’idea non è sostituire iRacing, ma offrire un ponte: un racing immediato, leggibile, con abbastanza competizione da non diventare superficiale.

La critica lo ha accolto come un prodotto piacevole, pur con qualche limite di profondità. È il classico gioco che funziona quando si accetta il suo patto: non la simulazione definitiva, non l’arcade spettacolare alla Burnout, ma una carriera compatta con auto stilizzate, circuiti riconoscibili e una progressione chiara. In un mercato dove molti racing chiedono periferiche costose, studio del setup e dedizione quasi sportiva, iRacing Arcade ha il merito di ricordare che la guida virtuale può ancora essere immediata senza diventare banale.

Indie e retro: Super Woden Rally Edge, LANESPLIT e 4PGP

Accanto ai nomi più visibili, il 2026 ha già offerto una serie di uscite minori ma significative. Super Woden: Rally Edge è uno degli esempi migliori: un rally arcade con visuale dall’alto, struttura compatta, prezzo contenuto e un gusto dichiaratamente retrò. La pagina Steam conferma l’uscita su PC, mentre la ricezione specializzata ne ha valorizzato il controllo, la campagna e l’identità da erede moderno dei racing più immediati degli anni Novanta.

Sul fronte motociclistico indie, LANESPLIT lavora invece su un’idea molto più essenziale: moto ad alte prestazioni, traffico, rischio costante e riflessi. È un titolo piccolo, ma rappresentativo di una tendenza interessante: non tutti i giochi di guida devono inseguire licenze, carriere monumentali o fedeltà enciclopedica. A volte basta una meccanica chiara, purché sostenuta da ritmo e leggibilità.

C’è poi 4PGP, o Four-Player Grand Prix, che guarda apertamente all’arcade da sala e al multiplayer locale. Uscito prima su console Nintendo e poi anche su PC e PlayStation 5, punta su gare veloci, estetica low-poly, immediatezza e competizione da divano. È un prodotto quasi controcorrente: in un’epoca di servizi live e progressioni infinite, sceglie la semplicità del “ancora una gara”, con una filosofia più vicina a Daytona USA e Ridge Racer che ai simulatori moderni.

Formula 1 senza F1 26: il caso del Season Pack di F1 25

Una delle mosse più interessanti dell’anno non è un nuovo gioco in senso stretto, ma merita spazio nel quadro dei titoli motoristici usciti finora. Electronic Arts e Codemasters hanno scelto di non pubblicare un F1 26 autonomo, optando invece per un’espansione premium di F1 25 dedicata alla stagione 2026. Il pacchetto introduce nuove regole, team aggiornati, piloti, vetture di nuova generazione e il circuito Madring, legato al Gran Premio di Madrid.

È una scelta industriale importante. Da un lato riduce l’effetto “copia annuale” che spesso pesa sulle serie sportive; dall’altro obbliga i giocatori a ragionare su un contenuto a metà strada tra espansione e sostituto di un capitolo completo. Per il pubblico della Formula 1, il Season Pack è di fatto l’aggiornamento centrale dell’anno. Per l’industria, è un segnale: anche i racing con licenza possono sperimentare modelli di pubblicazione diversi, soprattutto quando il campionato reale attraversa cambiamenti regolamentari profondi.

La frontiera laterale: Exo Rally Championship e l’allargamento del concetto di racing

Tra le uscite più curiose figura Exo Rally Championship, che sposta il rally su pianeti lontani e su rover progettati per affrontare terreni extraterrestri. Non è un gioco di auto in senso tradizionale, ma appartiene chiaramente alla cultura della guida: sospensioni, danni, trazione, gestione del veicolo e lettura del terreno sono al centro dell’esperienza. La sua uscita su Steam ha attirato attenzione proprio per questa miscela tra simulazione off-road e immaginario fantascientifico.

Il suo valore, nel quadro dell’anno, è soprattutto simbolico. Dimostra che il racing può cercare aria nuova anche cambiando scenario, senza rinunciare alla fisicità del mezzo. Dove molti titoli inseguono circuiti reali, auto con licenza o campionati ufficiali, Exo Rally Championship prova a rendere credibile l’assurdo: correre su superfici aliene, ma con una logica di guida abbastanza concreta da interessare chi ama il controllo del veicolo più che la semplice fantasia sci-fi.

Emilio Annunziata

Published by
Emilio Annunziata