Il breve ritorno di Lotus in F1: una storia da ricordare

La Lotus è uno dei team più famosi della storia della F1, ed in tempi recenti è stato presente nel Circus. Ecco la sua storia.

La storia della F1 è fatta di tanti nomi illustri, di squadre che hanno vinto tutto ciò che c’era da vincere per poi finire nel dimenticatoio, anche se alcuni sono rimasti nel cuore di tutti. La Lotus è sicuramente uno di questi, una squadra fondata dal grande Colin Chapman che tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso ha espresso delle prestazioni dominanti, e che ora manca davvero molto.

Lotus ritorno in F1
Lotus con Kimi Raikkonen in azione (ANSA) – Allaguida.it

L’ultimo titolo mondiale vinto dalla Lotus risale al 1978 con Mario Andretti, al volante della famosa 79, una delle prime auto ad effetto suolo della storia, che dominò quella stagione. Come detto, qualche anno fa abbiamo avuto un team che ha ripreso quello storico nome, che ha anche ottenuto dei buoni risultati con dei grandi piloti al volante.

Lotus, ecco la storia del team più recente

Nel 2010, la Lotus tornò in F1 come nome, con la squadra gestita da Tony Fernandes, che correva con licenza malese. La squadra schierò al via Jarno Trulli ed Heikki Kovalainen, e faceva parte, assieme a Virgin ed HRT, di quella cerchia di nuovi team che non riuscirono mai ad essere competitivi, finendo nei bassifondi della classifica. Quella squadra, nel 2012 divenne Caterham, con il nome storico che venne assunto da quella che era la Renault, che invece si rivelò essere molto competitivo.

Kimi Raikkonen pilota Lotus
Kimi Raikkonen in azione sulla Lotus (ANSA) – Allaguida.it

Per la stagione 2012, si decise di puntare su Romain Grosjean e soprattutto su Kimi Raikkonen, con quest’ultimo che alla fine del 2009 aveva deciso di lasciare la F1 dopo la fine della storia d’amore con la Ferrari, passando ai rally. Le sirene della F1 furono irresistibili ed Iceman accettò l’offerta di Eric Boullier, team principal della squadra di Enstone.

La monoposto, disegnata da James Allison, si rivelò subito molto forte, con i due piloti che andarono a podio al GP del Bahrain, su un’auto che si rivelò molto competitiva nella gestione della gomma, meno sul giro secco in qualifica. La grande soddisfazione maturò con la vittoria di Raikkonen ad Abu Dhabi, che sancì il suo ritorno al successo dopo più di tre anni di digiuno.

Kimi riuscì anche a ripetersi al Gran Premio d’Australia del 2013, nella gara inaugurale della stagione, salendo anche in testa al mondiale. Il team britannico chiuse al quarto posto nella classifica costruttori, mentre, nel biennio successivo, le soddisfazioni furono minori. Il 2014 fu un anno da incubo con la power unit Renault che era poco potente e non affidabile, ma anche l’auto, da punto di vista telaistico, non fu mai all’altezza.

Il 2015 fu l’ultimo anno di vita della Lotus, con Grosjean che si prese il podio chiudendo terzo al GP del Belgio, mentre Pastor Maldonado non fu mai troppo competitivo. Il team venne venduto alla Renault per il 2016, ed è così che la storia di questo marchio finì nuovamente fuori dalla F1. La speranza è che un giorno possa realmente tornare a far battere i cuori.

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