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Classifiche

Le 10 Supercar più belle degli anni ’60: la classifica [FOTO e VIDEO]

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Gli anni ’60 sono stati anni importanti, per la prima volta dal dopoguerra le persone hanno potuto conoscere il benessere, il progresso che ha spinto l’uomo ad arrivare fino alla Luna. Ma la cosa più importante è che in questo decennio il mondo dell’Automobile era in fermento, e le industrie automobilistiche erano piene di idee, la fantasia era al potere, e sono nate alcune delle vetture più belle e carismatiche che la Storia ricordi. In questo speciale parleremo delle supercar più belle degli anni ’60, le migliori dieci. Andiamole a scoprire.

10. Alfa Romeo Giulia Spider

Oggi giorno non parleremmo della Giulia Spider come di una vera e propria supercar, perché non si tratta di un’auto dalle prestazioni estreme, e oggi giorno il valore di mercato è significativo ma non certamente da capogiro. Rientra comunque nella nostra classifica perché si tratta di una vettura sportiva, che negli anni ’60 in Italia, quelli del boom economico, questa vettura era vista come un simbolo, l’auto a cui tutti ambiscono e firmano centinaia di cambiali pur di averla parcheggiata nel proprio vialetto di casa. E’ stata l’emblema di un periodo e di un mondo che non c’è più, alimentando in quegli anni anche il dualismo tutto italiano tra chi era Alfista e chi era Lancista, confrontando la Giulia Spider con la Lancia Aurelia B24 spider. La Giulia Spider è stata prodotta dal 1962 al 1965, aveva un motore posto anteriormente da 4 cilindri, la trazione era posteriore. La cilindrata di questa spider italiana era di 1.6 litri circa e la versione “standard” sviluppava una potenza di 92 cavalli, mentre la successiva versione denominata “veloce” aveva a disposizione 112 cavalli. L’Alfa Romeo ha prodotto 8.850 esemplari di Giulia Spider “Normale” e 1.091 di Giulia Spider “Veloce”.

9. Fiat Dino Spider

La Fiat Dino Spider si tratta a tutti gli effetti di una piccola Ferrari. Si perché la collaborazione tra Fiat e Ferrari per la Dino nasce dall’esigenza del gruppo Ferrari di sviluppare e montare più motori Dino possibile per ottenere l’omologazione nella Formula 2. Dino sta a indicare il nome di Alfredo detto Dino Ferrari, il figlio di Enzo scomparso prematuramente e che si era occupato del progetto di realizzazione di questi motori, che erano sostanzialmente dei V6, fuori dagli schemi tradizionali della Ferrari. La prima Dino marchiata Fiat uscì nel 1966, ed era la spider, due posti secchi nati dalla matita di Pininfarina. Aveva uno schema tradizionale, motore anteriore e trazione posteriore, mentre il design intero della vettura richiamava molto i dettami stilistici delle Ferrari dell’epoca, anche perché le bozze originali di Pininfarina erano destinate alla Ferrari. Come detto il motore era un V6 scorbutico dalla potenza di 160 cavalli, 2.0 litri di cilindrata. Nel 1969 ci fu un’evoluzione del motore, che vide la sua cilindrata gonfiarsi fino a 2.4 litri, mentre la potenza era accresciuta fino a 180 cavalli che faceva viaggiare la Dino fino a 210 chilometri orari. Questa supercar torinese cessò la produzione nel 1972, con un totale di Dino spider realizzate intorno alle 3000 unità.

8. De Tomaso Mangusta

L’ormai decaduta fabbrica modenese creata dal pilota argentino, Alejandro De Tomaso, alla fine degli anni ’60 aveva il desiderio di realizzare delle vetture sportive in grado di contrastare l’egemonia di Ferrari e Lamborghini e per farlo si è avvalso della tecnologia di Ford. Nasce quindi nel 1967 la De Tomaso Mangusta, che doveva rubare una fetta di mercato alle altre due case modenesi negli Stati Uniti. Si parla di una supercar dalle alte prestazioni, con motore posteriore-centrale, il telaio era rivestito di materiali leggeri, mentre il propulsore era un potente Ford da 8 cilindri, 4,7 litri di cilindrata e 306 cavalli, ed in seguito a seconda delle esigenze del mercato statunitense, che prevedeva ferree linee antinquinamento, fu sviluppato un più piccolo V8, 5 litri di cilindrata e 220 cavalli. Linea di questa macchina era bellissima, e fu opera di Giorgetto Giugiaro, all’epoca capo della Ghia, famosa carrozzeria torinese. Gli esemplari prodotti furono solamente 401, e nel 1971 lasciò spazio ad un’altra leggenda, la De Tomaso Pantera.

7. Ford GT40

La Ford GT40 è entrata nell’immaginario collettivo di tutti, una delle supercar e una delle sportive più importanti e titolate degli anni ’60. Henry Ford nel 1964 decise che era venuto il momento di confrontarsi anche nelle competizioni sportive per pubblicizzare la sua azienda, e renderla ancora più rinomata. La GT40 nacque dall’esigenza di avere appunto una vettura perfetta per raggiungere i traguardi sportivi desiderati, e battere le Ferrari, soprattutto dopo che il “Drake” Enzo Ferrari, si era rifiutato di vendere la sua industria agli americani. La Ford GT40 fu realizzata insieme alla collaborazione di Shelby, e la prima versione fu 4.2 litri di cilindrata V8, che nel corso delle sua carriera vide diverse evoluzioni fino a raggiungere 7 litri di cilindrata. Nel 1966 vinse la famosa competizione della 24 ore di Le Mans e in seguito molte altre, finendo la sua carriera nel 1969.

6. Jaguar E-Type

Per molti è una della Automobili più belle di tutti i tempi, per gli inglesi rappresenta un’orgoglio della nazione, un esempio della grande ingegneria britannica. La E-Type è una delle più importanti supercar degli anni ’60, divenuta celebre anche grazie al fumetto Diabolik, in cui il ladro più famoso del mondo porta avanti le sue missioni proprio a bordo di questa Jaguar. La prima serie fu del 1961 e appena uscì sembrò assolutamente avanti coi tempi, sia per la linea sia per le sensazioni di guida, ed era decisamente vantaggiosa come prezzo rispetto alla concorrenza. Il design fu opera di Malcolm Sayer, e montava per le prime due serie prodotte dal 1961 fino al 1970 motori 4.2 litri, posizionati anteriormente con trazione posteriore, mentre l’ultima serie prodotta dal 1971 al 1975 vide esordire il V12 5.3 litri. Enzo Ferrari disse che questa è l’auto più bella mai costruita.

5. Lamborghini Miura

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Era il 1966 quando la Miura esordì nel mercato, e sicuramente determina uno spartiacque tra la vecchia generazione e la nuova generazione di supercar. Dopo la Miura si aprirà il nuovo corso di vetture sportive a motore centrale e non più anteriore. Questa Lamborghini montava un motore V12 da 370 cv e raggiungeva i 280 km/h, ma la sua impostazione era nuova e differente dalle altre supercar sul mercato. Marcello Gandini della Bertone aveva disegnato questo capolavoro a due posti per Lamborghini, che aveva adottato per la Miura il motore in posizione centrale montato trasversalmente tra l’abitacolo e l’assale posteriore, come facevano le auto da corsa dell’epoca, e raramente quelle di serie. La P400 era la versione più estrema della Miura ed oggi vale circa 600.000 euro.

4. Porsche 911

Il mito della 911 è nato giusto 51 anni fa, infatti lo scorso anno è stato celebrato in tutto il mondo il cinquantesimo anniversario di un’auto che è entrata nel mito, e che è ancora oggi uno delle vetture più desiderate e sognate dagli appassionati. Ferdinand Porsche entrò con questo modello nel gruppo di vetture sportive a 2,0 litri, realizzando la Carrera 2.0 GS da 130 cavalli, pronta a contrastare le sportive italiane Alfa Romeo e Lancia. La struttura era quella adottata anche sulla vecchia 356, motore boxer 6 cilindri raffreddato ad aria e montato posteriormente. Il nome originale era 901, ma subito Porsche subì una diffida da Peugeot che aveva già un modello con questa sigla, così fu modificato nell’attuale e celebratissimo 911. La 911 ha subito diverse modifiche negli anni e lo spartiacque più importante è avvenuto nel 1998, quando lo schema tradizionale col motore a raffreddamento ad aria ha lasciato spazio ad un sistema di raffreddamento ad acqua.

3. Aston Martin DB5

Fu prodotta dall’Aston Martin dal 1963 al 1965, la DB5 è una delle vetture inglesi più famose al Mondo, ed è una delle più belle auto di tutti i tempi. Ha prestato servizio per la Corona britannica nei film di James Bond, l’agente 007 al servizio di sua Maestà, e questo ha sicuramente incrementato la grandezza del suo mito. Il motore è un di cilindri in linea di cilindrata 3.995 cm³ e molto potente con tre carburatori SU che producevano una potenza di 282 cavalli, che spingevano questa vettura ad una velocità massima di 238 chilometri orari, 141 miglia orarie per gli inglesi. Nel 1965 uscì la DB5 Vantage, modello ulteriormente potenziato e dotato di tre carburatori Weber che permettevano una potenza di 314 cavalli, che facevano di questa sportiva un’automobile dalle prestazioni ancora più elevate. Questa Aston guadagna il terzo gradino del nostro podio.

2. Ferrari 365 Daytona

E’ una delle vetture più belle prodotte dal Cavallino Rampante nella sua storia, ed è stata prodotta dalla Ferrari dal 1968 al 1974, e rappresenta uno degli ultimi baluardi della vecchia tradizione di auto sportive che prevedeva il motore posizionato in posizione anteriore longitudinale mentre il cambio a cinque marce e la trazione erano posizionate sul retrotreno. Sotto il cofano c’era un V12 da 362 cv, che faceva raggiungere a questa belva del cavallino i 280 km/h. Era la vera antagonista della Lamborghini Miura che invece rappresentava il progresso e il nuovo modo di interpretare le supercar. Nel 1969 venne presentata la versione spider, per soddisfare le richieste del mercato nord americano. Questa versione era identica alla coupé nella meccanica. Il primo prototipo della Daytona Spider, presentata da Pininfarina al Salone di Francoforte nel 1969, riporta la siglia 365 GTB/4, si tratta dell’unico esemplare cabriolet con fari anteriori sormontati da una fascia di plexiglas, ed aveva una carrozzeria di tipo “targa”, dotata di ampio roll-bar color alluminio. Uscì dal mercato per far spazio alla 365 BB.

1. Mercedes 300 SL Roadster

Nel 1957 nasce la prima della nostra classifica, e si tratta della Mercedes 300 SL Roadster (o W198 II), figlia della famosa 300 SL “Ali di Gabbiano”. La prima differenza con la coupé è appunto l’apertura degli sportelli tradizionale, e non più ad ali di gabbiano, il motore inoltre beneficiò di un nuovo asse a camme, più performante, capace di portare la potenza massima di questa tedesca a 225 cavalli. Nel 1961, vi furono altre importanti novità: il nuovo motore denominato M198 III con monoblocco in lega di alluminio, i freni a disco e la nuova scatola dello sterzo. Si parla di una supercar che raggiungeva i 215 chilometri o i 250 chilometri orari a seconda del rapporto al ponte. Questa figlia degli anni ’50 che vide la sua produzione terminare nel 1963, risulta la supercar più bella degli anni ’60, la sua linea elegante e le prestazioni straordinarie sono l’eredità più bella di questa Mercedes, che vince la nostra classifica. Questo modello ha dato ispirazione a quella che oggi è una delle supercar più in vista nel mercato, la già famosa Mercedes SLS AMG.

Tommaso Giacomelli

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Tommaso Giacomelli
Tags: Supercar