Scopri come Leapmotor sta rivoluzionando il mercato automobilistico con la sua strategia di mobilità accessibile e pulita. Dalla compatta B03X alla ibrida B10 REEV, esplora le novità
Tra i padiglioni del Salone di Bruxelles 2026 il pubblico si ferma davanti a una promessa concreta: mobilità accessibile, pulita, intelligente. Leapmotor entra in scena con tre voci diverse e un unico messaggio. Questa è un’espansione che non fa rumore: lo costruisce.
Lo stand di Leapmotor è una piccola bussola. Si capisce subito dove guarda il mercato. La casa cinese presenta la compatta B03X, svela nuovi dettagli della B05 e affianca una ibrida a range esteso, la B10 REEV. Non è solo varietà. È strategia.

Cammino tra le vetture e noto scelte precise. Linee pulite, interni ordinati, schermi ben integrati. Nessun eccesso. Il personale insiste su un punto: qualità percepita più alta, prezzi “razionali”. C’è la mano della partnership con Stellantis, che dal 2024 facilita rete, assistenza e conformità europea. È un elemento verificabile e pesa. In Europa contano normative come R155 e R156 per cybersecurity e aggiornamenti OTA. Leapmotor dice di allinearsi. Bene così.
La sorpresa, però, arriva con calma. Prima osservo la B03X. Una compatta elettrica per chi vive la città. Dimensioni contenute, postura da crossover leggero, accesso facile. Il valore è nell’uso: parcheggi stretti, sensori onesti, infotainment reattivo. Penso a un garage a Bruxelles o Milano, dove i centimetri diventano minuti. Un’auto così riduce frizione quotidiana. Dati tecnici completi non comunicati in fiera: autonomia, capacità batteria e potenza restano non confermati. L’azienda promette ricarica rapida “coerente con il segmento”. Promessa prudente, ma sensata.
Poi la B05. Qui Leapmotor parla di comfort silenzioso e di un’architettura elettronica centralizzata. Interfaccia fluida, comandi chiari, assistenza alla guida avanzata. Sul livello esatto degli ADAS l’anteprima non entra nel merito: certificazioni e funzioni finali dipenderanno dall’omologazione UE. Mi colpisce il lavoro sugli urti a bassa velocità, con scudi e sensori ben posizionati. Un dettaglio, certo. Ma è nei dettagli che si vede l’attenzione.
La terza proposta cambia ritmo: B10 REEV
La terza proposta cambia ritmo: B10 REEV. Una “ibrida a range esteso” dove il motore termico ricarica la batteria e non muove direttamente le ruote. È una soluzione pratica per chi teme la colonnina occupata o abita zone con rete fragile. In Cina i REEV macinano consensi per flessibilità; in Europa potrebbero essere un ponte. Leapmotor non annuncia valori ufficiali di autonomia in elettrico né del serbatoio. Lo dichiara apertamente: scheda tecnica definitiva in arrivo. Preferisco un “non ancora” a un numero azzardato.
La proposta copre tre bisogni: urbana pura (B03X), famiglia/viaggi (B05), transizione graduale all’elettrico (B10 REEV). La distribuzione supportata da Stellantis riduce l’ansia post-vendita: ricambi, formazione tecnica, rete capillare. L’attenzione a sicurezza attiva, aggiornamenti OTA e integrazione app rafforza la percezione di affidabilità.
Il REEV non chiede compromessi drastici. Ricarichi a casa quando puoi, viaggi lungo quando vuoi. Nei miei test con REEV di altri marchi, il dato chiave è la disciplina quotidiana: se carichi spesso, il motore a benzina resta un ospite silenzioso. Qui sta la sfida della B10 REEV: convincere con software e costi di esercizio, non solo con la scheda.
Resta da chiarire il nodo prezzi, tempi e paesi di lancio. In fiera nessuna cifra ufficiale. Ci sta: l’azienda calibra la rotta sui primi feedback. Intanto, l’impressione è netta. Leapmotor non recita la parte del “nuovo che urla”. Preferisce la pazienza di chi entra in un salotto europeo e sposta una sedia alla volta. Quanto spazio siamo pronti a fargli, oggi che il futuro dell’auto si decide più nelle prese a muro che sotto i cavalcavia?





