Per sfidare i top brand tedeschi FIAT creò nel proprio centro stilistico, sotto l’occhio vigile di Giugiaro, una berlina futuristica.
La FIAT ha creato autentici capolavori in passato che sono durati per decenni. Sono state lanciate tantissime vetture moderne che non hanno lasciato il medesimo segno. I motivi? Svariati, ma inoltrandoci nella sfida che raccolsero i vertici della Casa torinese potrete capirli.

Facciamo un balzo negli anni ’80. I marchi tedeschi volavano e, all’inizio del 1986, la FIAT decise di rispondere con la Croma, una berlina di lusso che mandò in pensione l’Argenta. Quest’ultima rimase in produzione per 4 anni in cui non aveva ottenuti buoni risultati di vendita. Il debutto della Croma segnò la scomparsa della trazione posteriore in favore della trazione anteriore. Il progetto era conosciuto con il nome “Tipo Quattro” prendendo il meglio della tecnologia italiana.
Il nome originale pensato per la berlina era Chroma, ma poco prima del lancio il presidente Fiat Gianni Agnelli chiese di modificarlo privandolo della “h” e trasformandolo in Croma. Un chicca di italianità che portò alla nascita anche di Lancia Thema e della Saab 9000, grazie a una partnership fruttuosa con il brand nordico. Il design della Croma era equilibrato e di classe, con una coda ridotta e sfuggente dotata di un ampio portellone.
Caratteristiche e motori Fiat Croma
I motori della Croma erano stati presi dal modello uscente: due motori con i classici carburatori con cilindrate da 1585 e 1995 cm³, due con iniezione da 1995 cm³, uno a pressione atmosferica e uno turbocompresso. Si andava da 83 a 155 cavalli, oltre ai Diesel (2,5 L), e un turbodiesel (2,4 L) da 75 e 100 CV. Fu lanciato anche un modello da 1995 cm³ e 90 CV con un innovativo sistema Yamaha CHT (Controlled High Turbolence – alta turbolenza controllata), che offriva minori consumi nel ciclo urbano.
I punti di forza? L’ampio bagagliaio con la versatilità del portellone posteriore, inusuale per una berlina a tre volumi, nonché l’innovativo concetto “VSS”. Durante gli undici anni di vita (1985 – 1996) commerciale del modello, durante i quali ne vennero venduti circa 438 000 esemplari, la FIAT registrò un boom. A distanza di 40 anni rimane una delle migliori berline italiane di sempre.