Ma le auto da corsa vanno assicurate? La verità è semplicemente sconvolgente

Se per le auto stradali vige l’obbligo di assicurazione, come funziona con quelle da competizione? Svelata la verità.

Come sappiamo gli automobilisti hanno un obbligo inderogabile, quello di rinnovare ogni dodici mesi la RC delle propria vettura, così da essere tutelati in caso di incidente, ma cosa succede se la macchina del caso è da gara? Prima di rispondere cominciamo a fare chiarezza e a sgombrare il campo dai dubbi su cosa sia un’automobile da corsa. A caratterizzarle non solo è il motore più potente, ma anche un allestimento specifico.

Auto da corsa, a chi serve l'assicurazione
Auto da corsa, serve l’assicurazione? (Canva) – Allaguida.it

Se si tratta di un veicolo impegnato in un campionato del mondo dovrà essere iscritto alla FIA, la Federazione Internazionale che regola la F1,  ossia il massimo campionato delle monoposto, il WRC che sarebbe in Mondiale Rally, il WEC, ovvero la serie dedicata ai prototipi e alla GT, entrambi impegnati in corse di durata tra le sei e le ventiquattro ore, il Turismo, che comprende autovetture con assetto corsaiolo, ma che rimandano a quelle produzione che si trovano in concessionario, la più recente Formula E, categoria di monoposto spinte da motore elettrico, ma altresì le categorie minori con la Formula 2, la Formula 3 o la Formula 3000.

In pochi lo sanno, ma quando ci si trova davanti alla denominazione “formula”, significa che la competizione avviene in un circuito e che i mezzi che partecipano rispettato dei precisi limiti di peso e cilindrata.

Auto da corsa e assicurazione, cosa cambia

Come facilmente immaginabile assicurare un veicolo da competizione è differente rispetto ad un’automobile comune, a meno che non si stia andando a gareggiare con la propria su strada.

In quello specifico frangente se si verifica un danno a cose o persone, l’ente organizzatore dell’evento verrà scaricato da ogni responsabilità.  E’ comunque consigliabile stipulare una polizza specifica, in modo da non incorrere in problemi qualora si risultasse responsabili di un sinistro, come un’uscita di strada, qualcosa di molto frequente, specialmente se si prende parte ad un rally.

Vediamo ora quali sono i danneggiamenti che possono essere provocati e quali sono le conseguenze. Se la manifestazione sta avendo luogo su un percorso aperto al traffico, la normativa prevede una clausola dedicata alla presunzione di pericolosità, per cui il pilota è chiamato a dimostrare la propria innocenza.

Se invece si sta correndo in pista, almeno fino a qualche tempo fa, per poter pensare di ottenere un risarcimento andava provato che la vettura fosse in violazione del regolamento imposto dal promoter. In secondo luogo subentrava nel giudizio una commissione sportiva.

Auto da corsa su strada, regola assicurazione
Auto da corsa su strada, l’assicurazione è d’obbligo (Canva) -Allaguida.it

Facciamo adesso un riassunto di quali sono gli enti che possono intervenire oltre alla FIA. Ci sono la ACEM, ovvero l’Associazione Europea dei Costruttori di Motocicli; quindi la FIM, la Federazione Motociclistica Internazionale, la ATVEA, l’Associazione Europea dell’Industria dei Veicoli Fuoristrada.

Stando a quanto definito dai nuovi emendamenti europei promossi al comitato IMCO la responsabilità civile verso terzi spetta solamente alle macchine che competono su strada. Sotto questo punto di vista è bene ricordarsi che se l’auto che si utilizza per l’evento è la stessa con cui si torna a casa, è sufficiente la sola assicurazione per l’utilizzo nel traffico.

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