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Mercato Auto 2025: prima frenata agli aumenti dei Listini dopo 4 anni di crescita

Dopo quattro anni di crescita, il mercato auto vede un calo del 1,2% nei listini nel 2025. Gli acquirenti stanno diventando più selettivi, orientandosi verso opzioni più accessibili.

Un mercato che sembrava correre senza fiato rallenta. Dopo quattro anni di rincorse, i listini cambiano passo. È un segnale sottile, ma lo senti: come quando entri in salone e l’aria è diversa, più fresca, quasi prudente.

Mercato Auto 2025: prima frenata agli aumenti dei Listini dopo 4 anni di crescita (Allaguida)

Partiamo da un fatto concreto. Stabilire il prezzo medio reale di vendita è impossibile. Conta cosa si compra davvero, non ciò che sta sul foglio. Pesano le versioni scelte, le campagne promozionali, gli optional pagati a parte, gli sconti delle concessionarie. E gli sconti, spesso, dipendono da una permuta o da un finanziamento. È la parte non visibile dello scontrino.

Per questo gli analisti guardano ai prezzi di listino, l’unico dato ufficiale. Quattroruote Professional li monitora con continuità. È una bussola. Non racconta tutto, ma indica la rotta.

Il dato che cambia il ritmo

A dicembre 2025, la media dei listini di tutte le versioni di tutti i modelli in vendita in Italia scende dell’1,2% rispetto a dicembre 2024. Primo calo dopo quattro anni di aumenti. Nello stesso periodo l’inflazione annua, ultimo dato disponibile Istat di novembre, è pari all’1,2%. Un anno fa era andata diversamente: +0,8% (dicembre 2024 su dicembre 2023). Prima ancora: +9,1% (2023 su 2022). E nel 2022: +12% sul 2021, dopo il +3,9% del 2021 sul 2020. Quattro scalini in salita, poi un gradino in discesa.

È un dato “grezzo”. Nel 2025 l’offerta è cambiata molto. Entrano nuovi marchi, come Geely e Tiger. Escono modelli e versioni. ZD, per esempio, non propone più la D2s M1 dalle immatricolazioni di giugno. Sull’uscita di Jaguar dal mercato italiano non ci sono comunicazioni ufficiali: i dati di listino rilevano piuttosto una gamma in transizione. Questo per dire che la fotografia di dicembre 2025 non coincide con quella di un anno fa.

Se prendiamo solo i modelli e le versioni presenti sia a dicembre 2024 sia oggi, il quadro cambia: il prezzo medio omogeneo sale dello 0,9%. Meno dell’inflazione. È un aumento, ma non è più un’ondata.

C’è un altro sguardo utile. Ponderiamo i listini con le immatricolazioni del trimestre precedente, così da avvicinarci al prezzo che la domanda “pesa” davvero. Il prezzo medio ponderato scende dello 0,7% su base annua. Tradotto: gli italiani spostano la scelta verso versioni o segmenti più accessibili. E le promozioni contano.

Esempio quotidiano. Una famiglia puntava un SUV ibrido plug-in. Oggi valuta un mild hybrid con pacchetto ADAS e vernice metallizzata. Risparmia sul listino di base, reinveste in dotazioni utili. Il conto finale cambia meno di quanto ci si aspetti. Ma il segnale è chiaro: si torna a misurare ogni euro, senza rinunciare alla sicurezza.

A livello macro, il messaggio è doppio. Lato offerta, i costruttori allentano la tensione sui prezzi. Lato domanda, gli acquirenti orientano il mercato con scelte selettive. In mezzo, un’inflazione che non morde come nel 2022, ma resta la metrica di riferimento.

Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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